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Mare e rifiuti: due risorse per l’uomo
Nicola Piro    24 luglio 2008
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Il mare

Il mare e i rifiuti non evocano soltanto paure e disperazione; possono alimentare anche, e soprattutto, speranze, se capaci di coniugare impegno, responsabilità, sapere e ricerca.
Il romanzo di Ernest Hemingway, «Il vecchio e il mare», non è soltanto la narrazione della una storia tra il vecchio pescatore, Santiago, e il fantastico ragazzo, Manolo, ma anche l’esaltazione della volontà di un ritorno al richiamo del mare.
E con il mare ritornano anche tutte le tematiche legate alla volontà dell’uomo di accettare le sfide della natura che possono essere sia il «nobile» pescespada, visto come metafora della vita nella lotta  contro le avversità, che il rapporto stesso che nel tempo l’uomo ha avuto con il mare e le sue risorse sia che si tratti delle tonnare siciliane che delle stazioni di perforazioni per ricavarne
l’oro nero.

Questa volta l’avventura ci conduce nella città di Ansan, Corea del Sud, dove è in costruzione una centrale termoelettrica  di alta e bassa marea, la più grande del mondo.
In un immenso cantiere si lavora sino a 22 metri sotto il livello del mare dove, per rispettare le scadenze che prevedono la costruzione di una centrale per la produzione di 254 Megawatt, circa un quarto dell’energia prodotta da un reattore nucleare di media grandezza, vengono poste in opera gigantesche turbine a bassa pressione le quali per la produzione di corrente elettrica sfruttano le differenze di pressione tra alta e bassa marea e l’energia cinetica del flusso di corrente.
Insomma corrente elettrica sufficiente e necessaria al fabbisogno di una città di 500.000 e più abitanti.  
La centrale termoelettrica viene costruita dalla multinazionale Daewoo nella provincia della Sihwa, a 40 km nella costa sud-occidentale dalla capitale Seul.
Nelle fasi di bassa marea l’acqua si ritira dalla costa e la differenza del livello del mare tra il flusso di alta marea e il riflusso di bassa marea raggiunge circa 8 metri.
Nel 1986 il governo sud-coreano deliberò la fondazione di una nuova città nel golfo della parte settentrionale del territorio che venne chiamata Ansan.
Dalle previsioni per una città di 300.000 abitanti dopo appena dieci anni la polazione raggiunse i 500.000.
Frattanto gli abitanti sono 700.000, donde la necessità di far fronte agli insediamenti industriale ed ai quartieri residenziali grazie al recupero intorno al golfo di una superficie di 173 kmq.

Che un sì rapido sviluppo causasse carenze nell’approvvigionamento di risorse idriche per uso domestico rientrava nella logica degli strateghi dell’innovativa operazione.
I quali, sulla base di precedenti esperienze in campo internazionale ed in particolar modo in Olanda, Francia (La Rance, nella Bretagna), Cina, predisposero la costruzione di un argine o terrapieno al fine di realizzare un «mare artificiale», il mare della Sihwa, che avrebbe dovuto far fronte ai bisogni dell’industria e dell’agricoltura.
Sulla cresta dell’argine venne costruita una strada panomarica vista come polo di attrazione turistica.
Il cantiere si trova a circa la metà della strada panoramica e precisamente nel punto dove il flusso di alta marea azionerà 10 turbine ed il riflusso di bassa marea aprirà 8 cataratte per consentire
l’uscita dell’ acqua del mare.
Il tutto sotto il controllo di uno dei più noti Istituti per le Ricerche Marine del mondo qual’è, per l’appunto, quello della Corea del Sud, e il superamento di uno degli studi più complessi
d’impatto e sostenibilità ambientale.

I rifiuti

Recentemente su un quotidiano on line Alessandro Cerminara, Sinistra democratica Trani, introduceva il dibattito sulla giustezza o meno degli inceneritori in questo modo: tra discariche e termovalorizzatori, la disinformazione anche in questo caso sembra regnare sovrana.
Eppure in altre zone del mondo, da San francisco alla Nuova Zelanda, siamo già arrivati alla condizione di «rifiuti zero».
Farsi ingannare significa danneggiare la nostra salute, e il nostro futuro.
Qualche hanno addietro mi sono dato la briga di visitare l’impianto d’incenerimento di rifiuti solidi domestici del Rugenberger Damm, Germania, il quale, essenzialmente, si compone di:

1. Un «bunker» per l’ immissione dei rifiuti.
Per esempio 1 tonnellata.
2. «Kesselhaus» o caldaia nella quale dei 1000 kg. di rifiuti vengono prodotti: 262 kg. di scorie;
2 kg. di residui di rottamazione (NE); 24 kg. di rottami di ferro; 8,1 kg. di polvere di caldaia (residui di combustione).
3. Impianto di ripulitura o di filtraggio dei gas costituito da:
3.1 3 filtri per 11, 4 kg. di polvere residua.
3.2 1 impianto di lavaggio di HCI per 12 kg. di acido cloridrico e 5,7 kg. di salamoia.
3.3 1 impianto di lavaggio di SO2 per 2,7 kg. di gesso.
3.4 3 filtri per 4.340 mcb di gas di scarico trasportati o immessi nell’aria da un camino la cui parte terminale è notevolmente più alta del blocco 3 (il piú alto delle 3 parti dell’ impianto).
Dai 2 scambiatori di calore della caldaia (punto 2), le alte temperature prodotte vengono trasferite direttamente nella «turbina» - posta in posizione più avanti del camino - per la produzione di corrente elettrica (125 kWs).
Un po’ più avanti della turbina si trova, infine, un generatore di calore (1,3 MWh).
Calore che viene immesso in rete e distribuito per usi industriali e domestici.

Riepilogando il processo: rifiuti > scorie, metalli, gesso e acido cloridrico > vapore > corrente elettrica (125 kWs) > calore (1, 3 MWh).
Processo di incenerimento e di riciclaggio dei rifiuti che è sottoposto all’osservanza delle rigide norme contenute nell’«Immissionsschutzgesetz» (Legge sulla difesa dalle immissioni).
L’impianto di notevoli dimensioni, costruito in cemento armato, è armonicamente inserito nel paesaggio industriale circostante ed i tetti piani dei singoli blocchi sono coperti da giardini pensili a trattamento estensivo.
Sempre lo stesso Cerminara nell’ introduzione al citato dibattito, tra l’altro scrive: «Qualunque ricerca indipendente ha sempre rilevato, nelle zone circostanti gli inceneritori, un aumento delle malattie tumorali, dal cancro polmonare alla riduzione della ‘sex ratio’ alla nascita, dal sarcoma ai linfomi, dal diabete alle malattie cardiovascolari, ai tumori del connettivo, dei tessuti molli, della mammella o del colon. In generale un aumento dei tumori tra il 15% ed il 30%. Maggiori studi sono stati fatti dal professor Federico Valerio, uno dei massimi ricercatori italiani, che ha più volte spiegato quanto e come gli inceneritori inquinino e portino ad un aumento delle malattie e della mortalità. Già questo basterebbe a dire che chi si oppone alla loro costruzione abbia tutte e ragioni per farlo, e se qualcuno si deve vergognare è che si permette di apostrofarlo in qualche modo, perché la salute viene prima di tutto, e a nessuno si può imporre di metterla a rischio«.

Non vi svelo i nomi di coloro che nel Belpaese dovrebbero essere colpiti da vera «sex ratio» ritardata.
Lo si può immaginare.
Anche se ricordarceli, dopotutto, non fa male a nessuno: Prodi, Pecoraro, Bassolino, Iervolino,
la moglie del ministro Mastella (presidente del consiglio regionale della Campania), Di Pietro,
il capo del non-Stato, Giorgio Napolitano, napoletano «doc».
C’è, allora, un gran desiderio di andare a San Francisco o in Nuova Zelanda per «arrivare» alla condizione di «rifiuti zero», quando la Germania è dietro l’ angolo della strada?
Per chi s’interessa di Storia dell’Arte, suggerisco di posare l’attenzione su una bella allegoria del pittore nazareno tedesco, Johann Friedrich Overbeck (1789-1869), raffigurante due figure femminili, «Italia e Germania», con l’Italia che sembra dire alla Germania: In manu tua sors mea.
Per incenerire quel che da incenerire c’è nel nostro Belpaese, sarebbero sufficienti.
Vesuvio, Vulcano ed Etna.
Basterebbe disporre i «bidoni» attorno ai crateri, attendere una fortissima folata di vento, una esalazioni di gas tossici di anidride solforosa…
Tutto a costo zero, s’intende!

Nicola Piro


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Commenti : (15)
silvia
bo , luglio 24, 2008 10:24

Mi fa piacere sapere che la mia intuizione di bruciare i rifiuti di Napoli,quando fu emergenza sotto il precedente governo,nei vulcani non era poi così assurda!Mi lasciai ingannare dalla parola "Emergenza",non sapevo che in politichese ha significati loschi e corrotti,pensavo ai cittadini sommersi dai rifiuti in preda alle malattie ed alla disperazione,e,la mia ingenua passione che ho fin da bambina per l'ambiente,la fauna,la flora,i paesaggi,mi porta all'autodifesa come spirito di conservazione.


marco62
pavia , luglio 24, 2008 10:29

Intanto in Corea staranno facendo una centrale idroelettrica e non termoelettrica.
E poi voglio andare controcorrente. Che c'entra la popolazione con i suoi amministratori? E non dite "scegliete le persone oneste". Basta guardare in Abruzzo quanti onesti ci sono in giro. Il sud è in trappola: come fa uno onesto a scamparla? Forse si salvano polizia e magistratura. E non tutti... Io infatti me ne andrei immediatamente. Articoli come questi mi sembrano "alla bossi", non risolvono nulla e non aiutano certo a risolvere alcun problema. Bella invece la parte descrittiva dei due impianti.
Saluti.



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , luglio 24, 2008 13:13

Di energie alternative ne esistono a bizzeffe e fattibili anche individualmente. Quel che non esiste invece è l'informazione corretta e completa, il buon senso e la buona volontà dei padroni del vapore.
Esiste invece il privilegio riservato a pochi, di tenere sotto controllo la produzione centralizzata dell'energia. E di controllare il lucro, il profitto personale dei turlupinatori-proprietari dell'Italia, (cioè l'alta finanza e la sua società segreta).
Come farebbero a mandarci ogni mese la bolletta dell'energia elettrica o quella dell'gasolio combustibile o del metano il giorno in cui i cittadini fossero in grado di prodursi autonomamente l'enegia di cui hanno bisogno?.
Per favore, gentili co-lettori di questo splendido giornale on line, cercate su internet, magari con un motore di ricerca i seguenti site prima che vengano oscurati:
Il site del ricercatore francese Jean Louis Naudin e la sua "Bingo fuel" (carburante tombola!) gas combustibile ottenuto con una fusione fredda casalinga di acqua con addizione di un cucchiaino di bicarbonato di sodio e con corrente continua a 160 volt e 4 ampères.
Informatevi sui risultati delle ricerche del professore di fisica russo Kanarev (Michail Kanarev electrolysis), o sulla "pompa idrosonica" (Hydrosonic Pump di James Grigg), o più semplice ancora il motore a semplice forza di gravità del canadese Bob Kostoff: Con un "teeter totter" (altalena per bambini) come quello ognuno può prodursi in casa l'energia elettrica che gli occorre, não è verdade?




hans herman hoppe
... , luglio 24, 2008 13:39

EMIGRARE EMIGRARE EMIGRARE
EVITATE LE REPUBLICHE!!!



currenti calamo
... , luglio 24, 2008 15:47

il problema che non tengono conto degli interessi e della salute dei cittadini è il solito dire:speculare fino alla fine dell'umanità!I pochi che vogliono decidere per i tanti!Da quando ho iniziato ad usare il pc ed internet ,scribacchiando alla "currenti calamo,ho cercato di informarmi ,e ribattere per certe scelte,ma ognuno in politica è sponsorizzato da qualche lobby e chi ha le capacità,fisici,scienzati vengono tacitati e il caso di scrivere:orecchie da mercante!


Michelangelo
Europa , luglio 24, 2008 18:12

Mare in Italia, tanto. Volontà politica di fare una nazione prospera... nessuna...
Le persone integre se ne vanno disgustate.
Bello vedere in altri paesi, pur con il grado fisiologici di corruzione di ogni democrazia, si possa andare avanti.
Quemque fabrum fortunam suam esse... e vale per le nazioni.. ammesso l'Italia lo sia mai stata,, e lo sarà sempre meno... meticciata culturalmente..



Giorgio
Vetralla , luglio 24, 2008 19:02

@ Nicola Piro, "Per incenerire quel che da incenerire c’è nel nostro Belpaese, sarebbero sufficienti.
Vesuvio, Vulcano ed Etna." Mai affermazione è stata più condivisibile!
Sarei disposto a fare il giro di tutti i santuari Mariani e non, a piedi, se ciò si verificasse.



LCF
Venezia , luglio 24, 2008 21:01

Caro Nicola

Gli italioti da nord a sud hanno un grosso problema. Sono invidiosi e maligni al punto di dire chè “c’è più gusto ad essere italiani”. Lo sono al punto di farsi del male pur di non riconoscere le capacità e la bellezza di un popolo.
Se potessero lo renderebbero schiavo, gli farebberoro fare le invenzioni più straordinarie e incoronerebbero con l’alloro un idiota. Naturalmente un utile idiota. E per divertirsi con più gusto il tutto verrebbe mascherato con la tipica ipocrisia spacciata per cattolicesimo poiché nessuno avrebbe il coraggio di strappargli di mano la croce e con la stessa spaccargli la testa.
E allora penso che sarebbe il tempo che i veri cattolici dopo essersi travestiti da comunisti potrebbero ora ritravestirsi da laicisti…come in Spagna.
Percy Allum. Professore all’Università UK Readings e Università di Padova Facoltà di Scienze Politiche nel suo testo “Democrazia Reale” scrive (…) Nel caso dell’Italia, invece, tutti gli elementi significativi — mancanza di una tradizione amministrativa, reclutamento frammentario (per dicastero) degli alti funzionari, assenza di una formazione amministrativa specifica, lento sviluppo di carriera, bassi stipendi — concorrono a confermare il relativo basso prestigio dell’élite amministrativa, che la grande crescita economica italiana del dopoguerra non ha affatto scosso. La crescita economica italiana, infatti, ha avuto luogo, malgrado — e non grazie a — l’attività della sua élite amministrativa.
È un fatto, comunque, che la comune origine meridionale e l’omogeneità di formazione giuridica premiano una cultura amministrativa in cui spiccano valori quali l’autorità, la gerarchia e il formalismo procedurale (10). Essa è stata responsabile, secondo Cassese (1984), di un modus vivendi, ,o “patto”, tra l’èlite amministrativa e il ceto politico per cui la prima cedeva l’influenza politica in cambio di prevedibilità e sicurezza nei rapporti coi politici. Prova ne sia che i giovani laureati nelle discipline tecniche e scientifiche che scelgono il settore pubblico mirino a far carriera nelle agenzie speciali e nelle imprese pubbliche, dove, si è visto, assieme ai gabinetti ministeriali, si fa politica italiana. (…)

(10) “La legge è il linguaggio del settore pubblico italiano […] Secondo un noto Presidente del consiglio italiano, una cultura legale è essenziale in quanto consente di usare le leggi contro i nemici e di interpretarle a favore degli amici” (Cassese, 1993, p.319).



mass
... , luglio 25, 2008 06:28

Un settore in cui l'Italia è all'avanguardia è quello della geotermia. In Islanda sfruttando anche competenze italiane stanno progettando di raggiungere il mantello fuso a 5 KM di profondità e sfruttarne l'immenso calore. I " soffioni boraciferi " di Larderello forniscono il 25% del fabbisogno energetico della Toscana, altro che nucleare!
Potrebbe l'ottimo autore dell'articolo approfondire l'argomento ?



donnablanca
... , luglio 25, 2008 11:21

Buongiorno Signor Malorgio.

Il suo commento è molto interessante, ma chi mi potrebbe darmi spiegazioni per l'applicazione pratica dei suoi consigli?
A proposito, Le ho mandato due mail all'indirizzo di posta elettronica che lei ha comunicato alla redazione di effedieffe, la quale gentile come sempre, me l'ha trasmessa.
Ma da lei non ho ricevuto alcun segno, e conoscendola come persona cortese, sono rimasta sgradevolmente sorpresa.
SPERO VIVAMENTE che non ci sia stato un disguido.
Cordialmente

donnablanca



Luigi C
Tn , luglio 25, 2008 12:56

@Mass
Appena di ritorno da Glasgow,
dal WREC, World Renewable Energy Congress, vi riporto solo il dato relativo alla Geotermia.
Tal professor Thorsteinn I. Sigfusson sostiene che con 12 (dico 12) fori geotermici a 5000 metri di profondità (profondità raggiungibili alle moderne tecnologie di trivellazione) e soprattutto mediante l'utilizzo di nuove sonde, si ottiene l'energia pari a 1 centrale nucleare.

Ci sono tantissime suggestioni da diversi settori, soprattutto dai biofuels, di cui molto si parla, ma poco si sa nel circuito mediatico.
Il Brasile ha un obiettivo (che sta raggiungendo a tappe forzate) di oltre il 50% dei propri combustibili liquidi interni (per uso nei mezzi e nei trasporti) da biorisorse, non di origine agricola o forestale.

Scriverò qualcosa di completo e più esteso...

Cordiali saluti,
Luigi



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , luglio 25, 2008 15:44

Domando scusa alla Redazione per l'uso improprio di questo spazio per rispondere alla lettrice Donnablanca:

Gentile Signora Donnablanca,
Il mio computer di casa, un modello superato, si trova da una settimana presso un centro di assistenza elettronica e dovrebbe essermi restituito in breve.
Sto usando in questo momento il computer dell'ufficio e non so se e come sia possibile accedere, da questo apparecchio, alla mia cassa postale personale dell' "Outlook Express".
La ringrazio per avermi scritto, leggerò le sue e.mail e le risponderò sicuramente in breve.
Riguardo alle informazioni tecniche le daró poi tutte le informazioni in mio possesso; per il momento dia un'occhiata al seguente site:
ed ai "links" alle relative pagine collegate. Nella pagina principale subito sotto l'illustrazione iniziale, a sinistra c'è una piccola foto, notizia Reuter, di una vetturetta nuova con la didascalia: "Japan has a waterpoweredcar ready for market" (Il Giappone ha un'auto alimentata ad acqua pronta per il mercato); ed una seconda piccola foto di un furgone van: "and a japanese waterfuelled Van" (ed una van furgone alimentata ad acqua.
Cordialità
E.M.





Antonio D.
Olanda , luglio 28, 2008 15:59

Piro...Piro...
questo cognome mi sa tanto di calabrese, magari cosentino...
Non ho capito se alla fine della accorata e dettagliata descrizione dell'inceneritore alemanno l'autore di dichiara a favore o meno della realizzazione di inceneritori artificiali sul suolo patrio. La menzione delle connesse malattie contraibili nell'intorno dell'impianto lascia supporre che non lo sia. A meno che...
A meno che gli inceneritori artificiali o naturali che siano on vengano fatte in zone densamente popolate vicino a vulcani attivi (dico bene?).
Ammesso e non concesso che l'autore sia di forte origine calabrese, mi permetto di rammentargli che la sua presunta terra di origine starebbe esattamente al centro di codesto triangolo vulcanico: non é una bella posizione...
Le sue battute finali sono di pessimo gusto, e mi sorprende che la Redazione di un sito sedicente cattolico permetta certi scadimenti da bar leghista di infimo livello.
Signor Piro, é stato a Messa domenica scorsa? Ha ascoltato il Vangelo e la Parabola del grano e della zizzania? si ricorda qualcosina?
Certamente non dico che nel meridione le organizzazioni mafiose non ci sono, ci mancherebbe... Ma di fare di tutta un'erba un fascio non mi sembra il caso, non é cristiano.
Cara Redazione, mi piace leggervi, ma questa volta sono deluso.

Fraternamente



giuseppe
... , agosto 25, 2008 13:03

Sinceramente....anche io penso che far bruciare tutti i rifiuti nel tre "inceneritori" naturali sia molto meno dannoso....
durante le eruzioni infatti si sprigionano quantità elevatissime di gas tossici.
I rifiuti di napoli, solo per fare un piccolo esempio, sarebbero un paio di secchi nel mare...



giuseppe
... , agosto 25, 2008 13:04

ps....si è dimenticato anche il nome berlusconi a proposito degli avvelenatori....



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