Quasi 740mila case americane sono state pignorate nel secondo trimestre di quest'anno, un aumento del 121% in un anno, e Barack Obama, il candidato del partito democratico alla Casa Bianca, se ne va in giro per l'Europa a sedurre i tedeschi, i francesi e i britannici.
Che però non voteranno il 4 novembre. A leggere i quotidiani americani il senatore nero dell'Illinois non ha convinto più di tanto. Anzi ha provocato una seria ondata di scetticismo, alimentato anche dai sondaggi non proprio rassicuranti in alcuni degli Stati chiave, come in Colorado dove il suo avversario repubblicano John McCain risulta ora in testa, guadagnando terreno anche in Michigan e in Minnesota.
È vero, quello di Berlino è stato un trionfo forse senza precedenti (è riuscito ad attirare 200mila persone), ma negli Stati Uniti, agli elettori decisivi dell'Ohio (anche di Berlin, a sud di Cleveland) e della Pennsylvania (come a Paris, vicino a Pittsburgh), tutto ciò interessa ben poco.
Preoccupano le case pignorate; preoccupano la Ford, i suoi licenziamenti e le perdite senza precedenti; preoccupano il caro-benzina e il tracollo delle banche. E, soprattutto, Obama non ha ancora vinto le elezioni, come sembrano credere le folle europee, e forse non ha neppure tranquillizzato i governi del Vecchio Continente, con le sue dichiarazioni sull'Afghanistan, preludio a un maggiore impegno.
È emblematica la prima domanda che l'analista politica della Cnn Candy Crawley ha posto ad Obama nell'intervista andata in onda ieri: «È in testa di tre o quattro punti soltanto, manca un mese alle Convention, mancano tre mesi alle presidenziali, e siamo qui insieme a Berlino. Perché?».
Altrettanto emblematica è la risposta del senatore, che torna a chiedere agli europei un maggiore impegno nella lotta contro il terrorismo, soprattutto in Afhganistan.
Fonte > Il Tempo.it | 26 luglio
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