
C'è da scommettere che la
politica di Obama, una volta eletto, sarebbe più antiquatamente imperiale e
ostile nei confronti di Mosca. Ma se un presidente americano non ha o non è una
«personalità», ma l’espressione di interessi e strategie, di chi sarà il cervello pensante? Secondo L'Economist, Zbigniew Brzezinski, scalpitatante, fedele
alle visioni ottocentesche della geopolitica di MacKinder, che vede in Obama
una seconda chance dopo Carter per le sue utopiche visioni.
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Dopo otto anni di imperialismo idiota e cattivo alla Bush, gli europei salutano Obama come la macchina dei sogni di una nuova America. O di una vecchia: l'imperialismo dal volto umano, è quello di cui sembriamo avere nostalgia qui in Europa.
Intendiamoci, ciò prescinde dalle personali preferenze e dalle qualità di Barak Obama. Un presidente americano non ha o non è una «personalità», ma l’espressione di interessi e strategie che lo portano al potere per il proprio vantaggio. Bisogna vedere chi è che manovra Obama.
L’Economist (dei Rotschild di Londra) l’ha detto nel modo più esplicito: «Un nuovo cervello per Batar Obama! Ha 78 anni e funziona ancora alla perfezione. Appartiene a Zbigniew Brzezinski, il pepato ex consigliere di sicurezza nazionale di Jimmy Carter».
Un solo cervello? No. Ci si creda o no, ben cinque Brzezinski prestano il loro cervello...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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