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Strage di Bologna: pista rossa?

Domenico Savino    05 agosto 2008
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Sono passati 28 anni da quel 2 agosto del 1980, quando 85 persone svanirono istantaneamente in un infame attentato alla stazione di Bologna, qualcuno letteralmente vaporizzato dalla scoppio di un ordigno ed oltre duecento rimasero gravemente ferite.
Potevo esserci anch’io sul binario numero 1 della stazione in quel maledetto mattino: rientravo alle tre di notte con quella che sarebbe stata mia moglie da un periodo di vacanza in Jugoslavia e facemmo sosta a Bologna, nell’appartamento di via Col di Lana dove abitavo da studente, intenzionati a ripartire la mattina dopo.
Eravamo così stanchi da non sentire la sveglia che ci avrebbe altrimenti recapitati ad un destino ben diverso.
Ora sono qui a raccontarlo.

Ricordo che fummo svegliati dalla televisione a tutto volume dell’inquilino accanto e da un via vai di sirene che laceravano via Emilia Ponente, dirette all’Ospedale Maggiore.
Saputo del disastro ci dirigemmo comunque in stazione.
La prima versione parlava dello scoppio di una caldaia, ma ricordo perfettamente sotto i portici antistanti la stazione un vecchio comunista dire senza ombra di dubbio che quella che c’era nell’aria era puzza di tritolo: lui se la ricordava dai tempi della guerra.
Aveva ragione: era una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta Compound B, potenziata da 18 kg di nitroglicerina ad uso civile.
Si scoprì che l’esplosivo, di fabbricazione militare, era posto in una valigia sistemata a circa 50 cm d’altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest della stazione.

Le indagini percosero subito la pista nera e porteranno alla condanna di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e di recente Luigi Ciavardini, tutti e tre legati al gruppo terroristico di estrema destra dei NAR.
Ma a quella condanna Fioravanti e la Mambro, che pure hanno confessato tutti gli altri loro delitti si sono sempre ribellati. «Non siamo stati noi».
E spiegano: «Negli archivi giudiziari c’è scritto che eravamo a Bologna per uccidere anziani, donne e bambini. Negli archivi della nostra coscienza e della nostra memoria è riportato a caratteri indelebili la storia di una giovane coppia che se ne stava nascosta a Padova, che veniva dagli anni di piombo e cercava una via di fuga per una vita migliore. Il 2 agosto 1980, tra le macerie, è rimasta anche quella nostra speranza […] Ci hanno condannato alcuni magistrati in un clima, diciamo così, di ‘distrazione’ generale. Ci ha condannato buona parte della stampa, che si è ricordata del garantismo solo con il caso di Sofri, Bompressi, Pietrostefani. Ci hanno condannato molti grandi pensatori di questo Paese che arrivano ad esprimere dubbi sull’operato della polizia solo quando si tratta di difendere i loro amici più intimi. Ma come dicevo all’inizio, sono stati solo ‘alcuni’ giudici che ci hanno condannato, ‘alcuni’ poliziotti che ci hanno incastrato, ‘alcuni’ giornalisti che hanno ricopiato troppo fedelmente le veline delle Procure. […] La verità non è quella scritta sulle carte!» (1).

Sono in molti a pensarla così.
Luigi Cipriani, deputato di Democrazia Proletaria, un partito collocato a sinistra del PCI, nel lontano 1990 affermava: «Signor presidente, da quella lapide dobbiamo togliere le parole ‘strage fascista’, perché ciò è riduttivo e fa parte del depistaggio operato sulla strage di Bologna, diversa dalle altre stragi e che ha molto più a che fare con Ustica e con i rapporti tra Italia, Francia, Stati Uniti, i servizi occidentali e le strutture segrete. Dire che sono stati Fioravanti e compagni è stato un depistaggio: su quella lapide bisogna scrivere ‘Strage di Stato’!».

Sempre a sinistra Ersilia Salvato di Rifondazione Comunista e Luigi Manconi dei Verdi aderirono al celebre comitato «E se fossero innocenti?», composto in maggioranza da persone lontane dalla Destra.
Anche Sandro Curzi, ex-direttore di Liberazione, quotidiano di Rifondazione Comunista si espresse a favore dell’innocenza di Mambro e Fioravanti e così pure Andrea Colombo, penna prestigiosa del Manifesto, che in occasione del 25° anniversario della Strage, così polemizzava contro una parte della sinistra bolognese: «C’è da chiedersi se, prima di indignarsi, il Prc emiliano si sia preso la briga di consultare gli atti processuali che hanno portato alle condanne dei NAR».
Allo stesso modo Rossana Rossanda, nome storico del quotidiano comunista, ha sempre ribadito le proprie convinzioni innocentiste, mentre Alessandro Mantovani, giornalista anche lui del Manifesto, ha bollato il processo per la Strage di Bologna come viziato da un assai discutibile teorema giudiziario.
Anche importanti quotidiani come Il Corriere della Sera o L’Unità, hanno espresso osservazioni critiche in ordine alle sentenze di condanna di Fioravanti ed altri.
Paolo Mieli, ad esempio, scrisse parole inequivocabili sulla vicenda: «Non ho dubbi: quel processo è da rifare e se contro i due terroristi dei NAR non verranno fuori le prove convincenti che fin qui non sono emerse dovremmo avere, tutti, l’onestà intellettuale di chiedere a gran voce che il marchio dell’infamia (limitatamente a quel che riguarda Bologna) venga tolto dalla fronte di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti. Ripeto: tutti».

Fu Ennio Remondino, figura storica della RAI, notoriamente schierato a sinistra, a condurre la famosa inchiesta relativa al falso tumore che nel 1981 garantì la scarcerazione del teste chiave Sparti, che inchiodò Mambro e Fioravanti, dovendo constatare che la cartella clinica di quest’ultimo era andata distrutta in uno strano incendio divampato, proprio poco tempo prima, all’interno dell’Ospedale San Camillo di Roma.
Poi potremmo citare Gianluca Semprini, giornalista di Sky, autore di «La Strage di Bologna. Luigi Ciavardini: un caso giudiziario» oppure Sandro Provvisionato, giornalista di punta di Canale 5 e anche lui proveniente dalla sinistra, che non si è limitato a dichiarare l’innocenza degli imputati, ma ha indagato sul reale significato dei numerosi depistaggi operati a danno degli imputati: «E’ fragile il movente come sono evanescenti le prove: in pratica solo la ‘testimonianza’ di un falsificatore di documenti, certo Massimiliano Sparti, legato alla banda della Magliana, smentito perfino dalla stessa moglie. Nel caso dei processi per la strage di Bologna in quattro casi su cinque ha però retto il teorema costruito dalla procura di Bologna, cieca perfino di fronte ai depistagli del SISMI, il servizio segreto militare che arriva a mettere una valigia di armi ed esplosivo sul treno Taranto - Bologna e a inventare una fantomatica operazione ‘terrore sui treni’ da attribuire proprio ai neofascisti che saranno incriminati. Insomma un depistaggio che finisce col mettere gli inquirenti sulla pista che sarà poi alla base del teorema bolognese» (2).

Tra gli innocentisti a vario titolo anche il giornalista Massimo Fini, il noto fotografo Oliviero Toscani, la celebre regista cinematografica Liliana Cavani, uno dei rappresentanti storici dei radicali italiani, Marco Taradash, il nuovo leader radicale, Daniele Capezzone; l’ex leader di Lotta Continua, Adriano Sofri, detenuto nel carcere di Pisa ha addirittura denunciato pubblicamente la questione sbalorditiva del falso tumore del teste chiave Sparti, per tacere dei diversi esponenti del Centro-Destra.
Giovanni Pellegrino, parlamentare dei DS, nonché ex Presidente della Commissione Stragi, ha espresso un giudizio lapidario sull’operato dei giudici bolognesi: «E’ una sentenza appesa nel vuoto», definendo inconcepibile ed improponibile l’aver riproposto anche in tale processo lo schema interpretativo usato nel 1969 per piazza Fontana, dovendosi collocare la Strage di Bologna in oscuri e ben più complessi scenari internazionali.
Francesco Cossiga era all’epoca della strage di Bologna presidente del Consiglio.
Fu proprio lui, riferendo alle Camere, ad indirizzare le indagini solamente nella direzione del terrorismo di estrema destra.
Ma il 15 marzo 1991, al tempo della sua presidente della Repubblica, affermò di essersi sbagliato a definire «fascista» la strage alla stazione di Bologna e di essere stato mal indicato dai servizi segreti.
Oggi chiarisce che «la strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della ‘resistenza palestinese’ che, autorizzata dal ‘lodo Moro’ a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista» (3).
Cossiga non è pazzo e non si smentisce, la tecnica pare quella di sempre: nascondere le vere responsabilità della strage, anzi delle stragi, dietro una cortina di ipotesi giustificative ormai lontana nel tempo.

Ieri i «neri», oggi gli «arabi» aiutati dai comunisti, con il dossettiano Moro colpevole e vittima delle proprie scelte terzaforziste e troppo tiepidamente filoatlantiche e con un’area «laica, azionista ed antifascista» paladina delle libertà dell’Occidente: «I padri di Gladio - dichiara - sono stati Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani, Gaetano Martino e i generali Musco e De Lorenzo, capi del SIFAR. Io ero un piccolo amministratore. […] Gli uomini di Gladio erano ex partigiani. Era vietato arruolare monarchici, fascisti o anche solo parenti di fascisti: un ufficiale di complemento fu cacciato dopo il suo matrimonio con la figlia di un dirigente MSI. Quasi tutti erano azionisti, socialisti, lamalfiani. I democristiani erano pochissimi: nel mio partito la diffidenza antiatlantica è sempre stata forte. Del resto, la Santa Sede era ostile all’ingresso dell’Italia nell’Alleanza Atlantica. Contrari furono Dossetti e Gui, che pure sarebbe divenuto ministro della Difesa. Moro fu costretto a calci a entrare in aula per votare sì. E dico a calci non metaforicamente. Quando parlavo del Quirinale con La Malfa, mi diceva: ‘Io non c’andrò mai. Sono troppo filoatlantico per avere i voti democristiani e comunisti’».
Gladio aveva obiettivi geopolitici e, a parte fronteggiare una eventuale «insurrezione comunista», doveva impedire alla politica interna italiana nel Mediterraneo di smarcarsi dall’Occidente, quindi dalla NATO e dai suoi alleati, specie in Medio Oriente.
Ma la DC dai tempi di Mattei aveva un’altra idea: mantenere una equidistanza proprio in quell’area, favorendo lo sviluppo degli Stati arabi.
Il «caso Mattei» è forse l’inizio di una storia che sarebbe durata decenni e che dura ancora.
Il «lodo Moro» di cui parla Cossiga è una sorta di patto non scritto che avrebbe autorizzato gli «arabi», OLP in particolare, a fare in Italia quel che volevano, purché non contro il nostro Paese.
E’ facile capire, oltre agli USA, quale altro «piccolo Paese» del Mediterraneo non poteva tollerare questa strategia.
E chi si oppone a questa strategia, prima o poi, paga.

Cossiga rivela e probabilmente manda obliquamente un messaggio, non solo parlando direttamente di Moro.
L’eliminazione di Craxi e Andreotti con Tangentopoli sarebbe stata la conseguenza di questa scarsa «fedeltà Atlantica»: «Credo che gli Stati Uniti e la CIA non ne siano stati estranei; così come certo non sono stati estranei alle ‘disgrazie’ di Andreotti e di Craxi. […] Andreotti e Craxi sono stati i più filopalestinesi tra i leader europei. I miliardi di All Iberian furono dirottati da Craxi all’OLP. E questo a Fort Langley non lo dimenticano. In più, gli anni dal ‘92 in avanti sono sotto amministrazioni democratiche: le più interventiste e implacabili».
Cossiga non è pazzo, non ha cambiato idea, non ha tradito.
Cossiga istruisce ed ammonisce, si rammarica e mette in guardia.
Cossiga era e resta il «ragazzo di Gladio», sardo e fedele fino alla «follia», cattolico liberale di grande famiglia massonica, devoto alla sua causa filooccidentale.
Ci spiegherà in un libro che uscirà a ottobre, «A carte scoperte», che «tutte le cariche le ho ricoperte perché in quel momento e per quel posto non c’era nessun altro disponibile»: forse non è un caso che coautore del libro sia l’agente del SISMI  «Betulla», ovvero il giornalista ciellino Renato Farina,  già coinvolto nel torbido affare legato al sequestro di Abu Omar da parte di un commando della CIA.
Tornando a quegli anni, la strategia della tensione ebbe politicamente la sua versione nella formula degli opposti estremismi.
Ciò che ancora non si sa è chi fosse la mente o le menti di quella strategia.
Constatiamo che negli anni Settanta la strategia della tensione si incentrò sulla caccia dapprima ai «terroristi fascisti» poi a quelli «brigatisti» e che oggi lo schema sembra ripetersi con le cosiddette «trame islamiche» al posto di quelle «nere».
Constatiamo che grazie a ciò lo Stato di Israele assurge al ruolo di baluardo occidentalista nel vicino Oriente e sicuro alleato dell’Italia nel Mediterraneo, tanto da mettere in guardia la nostra nazione da possibili attentati ai suoi danni.
Sono rimasto indignato - ma ne capisco le ragioni di «prudenza» - del fatto che ad urne appena chiuse le prime dichiarazioni ufficiali di Berlusconi riguardassero l’intenzione di recarsi in visita in Israele e di nominare ministro degli Esteri Franco Frattini.

Ma è proprio dell’altro ieri una novità.
La Procura di Bologna, nel respingere le accuse avanzate da alcuni parlamentari del PDL, secondo i quali non sarebbero state adeguatamente prese in considerazione piste alternative (in particolare quella palestinese), ha fatto sapere come «le indagini proseguono» in due direzioni ben definite.
Una punta sulla Francia per poter incontrare il terrorista internazionale Carlos e approfondire alcune sue dichiarazioni relative alla strage, rilasciate circa un mese fa in un’intervista all’agenzia di stampa ANSA.
La seconda invece riguarda la Germania, la cui rogatoria, già in corso, ha consentito nel giugno scorso al PM Giovagnoli di incontrare il terrorista tedesco Thomas Kram, che era presente alla stazione di Bologna il giorno in cui esplose la bomba.
Il PM Persico ha poi affermato: «Abbiamo saputo della presenza di Kram due anni fa ed è stato fatto tutto quello che c’era da fare» (4).
Ci sono voluti tre anni ed una nuova intervista rilasciata nel giugno scorso per smuovere i giudici, ma poiché Carlos, rispondendo alle domande che l’agenzia di stampa ANSA gli ha fatto arrivare nel carcere parigino di Poissy dove è rinchiuso, svela a trent’anni dal sequestro Moro che il SISMI avrebbe condotto una trattativa segreta con i brigatisti nonostante il governo di allora avesse deciso di vietare qualsiasi mediazione con il gruppo eversivo, ecco che anche le dichiarazioni sulla strage di Bologna non possono essere ignorate.

Circa l’ipotesi che agenti occidentali abbiano fatto saltare in aria - con un piccolo ordigno - un più rilevante carico di materiale esplodente trasportato da palestinesi o uomini legati all’FLP e alla sua rete con l’intento di far ricadere su questa ben diversa realtà politica tutta la responsabilità della strage alla stazione, Carlos risponde in maniera lapidaria: «L’attentato contro il popolo italiano alla stazione di Bologna ‘rossa’, costruita dal Duce, non ha potuto essere opera dei fascisti e ancora meno dei comunisti. Ciò è opera dei servizi yankee, dei sionisti e delle strutture della Gladio» (5).
Una tesi che Carlos aveva già sostenuto su Il Corriere della Sera del 23 novembre 2005, quando aveva dichiarato circa la strage: «Siamo sempre stati convinti che sia stata organizzata dai servizi americani e israeliani: i veri ‘padroni del terrore nero’ in Italia» (6).

Insomma l’ipotesi è che a Bologna qualcuno abbia fatto saltare una valigia di esplosivo dei palestinesi per lanciare un messaggio al Governo, affinché smettesse la pratica di «tolleranza» verso le azioni dell’OLP inaugurate col «lodo Moro» e soprattutto desistesse dal cercare la verità sul disastro di Ustica: lì starebbe la chiave del bagno di sangue della strage di Bologna.

Il giornalista Claudio Gatti nel volume «Il quinto scenario», acquisito agli atti del processo per la strage di Ustica dal giudice istruttore Rosario Priore, ha ricostruito con Gail Hammer una inquietante verità: il DC9 dell’Itavia sarebbe stato abbattuto per sbaglio dai servizi segreti israeliani che volevano colpire un aereo che trasportava 24 chili di uranio arricchito dalla Francia all’Iraq e destinato ad una centrale nucleare irachena.
Chissà se i giudici di Bologna riaprendo l’indagine avranno il coraggio di seguire tutte le piste o se, come sembra, dopo la «pista nera» le indagini cambieranno colore puntando dritte dritte su quel Thomas Kran (di cui ha parlato il PM persico), nipote di un’eroe della resistenza comunista in Germania e di cui in un articolo del febbraio scorso Gian Marco Chiocci su Il Giornale già parlava come di un «terrorista rosso vicino all'estremismo islamico», che il giorno della strage era in città (7).
E’ un imputato perfetto, degno della sceneggiatura di un grande film d’azione.

Non c’è che dire: la teoria degli opposti estremismi per di più condita in salsa islamica è un remake geniale, perfettamente in linea con il nuovo corso della politica italiana ed internazionale.
L’ultimo depistaggio avrà i tratti beffardi della più intrigante delle spy-stories?
Reuven Shiloah (8) ne sarebbe entusiasta.

Domenico Savino



1) www.almanaccodeimisteri.info/mambro.htm
2) www.rifondazione-cinecitta.org/buchi-neri.html
3) Il Corriere della Sera, 08 luglio 2008, «Cossiga compie 80 anni: Moro? Sapevo di averlo condannato a morte». «La strage di Bologna, fu un incidente della resistenza palestinese» di Aldo Cazzullo. www.corriere.it/politica/08_luglio_08/cossiga_cazzullo_
f6395d90-4cb1-11dd-b408-00144f02aabc.shtml
4) IlCorriere della Sera, 1 agosto 2008, «La Procura: interrogheremo il terrorista Carlos», di Francesco Alberti.
http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/01/Procura_
interrogheremo_terrorista_Carlos_co_9_080801102.shtml
5) www.americaoggi.info/2008/06/29/5999-intervista-carlos
-cos-salt-lultimo-tentativo-di-salvare-moro
6) http://archiviostorico.corriere.it/2005/novembre/23/
vero_Bologna_era_compagno_colpire_co_9_051123052.shtml
7) Il Giornale, 8 febbraio 2008, «Il giallo della strage di Bologna. Ecco le prove della pista araba»,
di Gian Marco Chiocci, www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=214956&PRINT=S
8) Reuven Shiloah fu il primo direttore del Mossad dal 1949 al 1952.


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Commenti : (54)
nevio celebrin
sabaudia , agosto 05, 2008 08:49

Cossiga che parla di Moro.....
Bel coraggio davvero|
Ecco se ci spostiamo un pò, diciamo verso Tel Aviv forse qualcosa quaglia anche su Bologna, come sul caso Moro stesso (cercare nello "spazio reale" fra il ghetto di Roma e la costa di Palo Laziale e quello "mentale" fra la capitale sionista,Parigi e Langley,Va.)
Per le prove, bisognerà attendere qualche secolo.... e Cossiga lo sa. (Come l'"immortale" in senso lovecraftiano,"materia talmente degradata da non poter più nenache putrefarsi" Divo Andreotti..)



Alexi
Padova , agosto 05, 2008 09:32

La realtà supera quotidianamente la più deviata delle fantasie!


Ermanno
Settimo Torinese , agosto 05, 2008 10:12

Che Mambro e Fioravanti non siano affatto gli "esecutori materiali" (e poi chi sarebbero i mandanti?) della strage ma solo due capri espiatori utili a tacitare la piazza della rossa Bologna dandogli in pasto una "strage fassìsta" mi pare assolutamente chiaro. Ci va una buona dose di malafede o delle spesse fette di prosciutto sugli occhi per credere alla verità ufficiale. Basti pensare all'uso strumentale fatto nel processo del teste chiave, l'inaffidabile Massimiliano Sparti (sua la favola di Fioravanti sul luogo della strage "travestito da turista tedesco, anzi... tirolese"!) che invece fu preso per oro colato perché funzionale a sorreggere di una tesi di comodo.
Che si possa trattare di "strage rossa" però mi pare alquanto azzardato: le modalità seguite dai terroristi non si confanno alle consuetudini del terrorismo rosso.
La pista palestinese evocata dal "presidente emerito" Francesco Cossiga va presa con beneficio d'inventario. Sarà pur vero che Cossiga, forte della solida fama di "vecchio rimbambito" che è riuscito a costruirsi, si permette a volte il lusso di dire apertamente alcune verità che a nessun altro è permesso profferire, ma la contropartita sono le "balle" (termine usato dallo stesso Cossiga che si vantò in una intervista televisiva recente -e concomitante all'uscita del libro scritto con Sabelli Fioretti- di avere la capacità di "raccontare verità che sembrano balle e balle che sembrano verità", testuale).
Sono convinto che la verità sulla strage di Bologna sia tutt'ora ignota all'opinione pubblica e tale resterà per molto tempo ancora (chissà, a meno di una apertura di armadi scomodi in un lontanissimo futuro...): ormai, sulla sola base dei dati di cui è consentito essere a conoscenza, la matassa è inestricabile per quanto è inquinata da compromessi tra vari interessi nazionali, depistaggi e "verità" politiche e di comodo. La presenza in loco di un "terrorista rosso vicino all'estremismo islamico" mi pare essere un dato che, doverosamente, andrebbe tenuto in conto nelle indagini ma che appare (a meno di nuovissimi ulteriori elementi) lungi dall'essere dirimente.
Diversa è invece la valutazione della "pista sionista" per la strage di Ustica evocata nel documentatissimo libro "Il quinto scenario" di Claudio Gatti e Gail Hammer (Rizzoli 1994) troppo presto passato nel dimenticatoio dei media mainstream. Come ebbe a scrivere Cristiano Lovatelli Ravarino: "mi ha sempre colpito che il più micidiale capozona Cia degli ultimi anni in italia, Duane R. Clarridge, nelle sue memorie "A spy for all Seasons" (Lisa Drew Book 97) reputi gli israeliani in Italia talmente efficaci e incombenti da riuscire a impedire la traduzione del libro di Claudio Gatti su Ustica "Il Quinto Scenario", forse perchè foriero più di altri di verità inconfessabili" (si noti che Lovatelli Ravarino è un giornalista italo-americano che vanta aderenze presso il Dipartimento di Stato e la CIA, nonché nipote del musicista Igor Markevitch, tacciato di essere stato il "grande vecchio" dietro le BR e sospettato di avere ospitato la prigionia di Aldo Moro in un covo allestito nei sotterranei del palazzo di proprietà della moglie, Topazia Caetani. Curiosamente il Lovatelli, che coltiva la sua "torbida" fama con buona dose di narcisismo, ha attraversato più o meno di striscio parecchi eventi oscuri della recente storia italica, come una specie di Forrest Gump, ma assai più inquietante).



HGW XX/7
Roma , agosto 05, 2008 11:01

Il DC9 non fu abbattuto per sbaglio.
Era il posto più sicuro per trasportare uranio arricchito.



Matteo
Firenze , agosto 05, 2008 11:28

La cosa che non riesco a decifrare è il comportamento dei parenti delle vittime i quali vorrebbero quasi che non si parlasse più dell'accaduto se non per la commemorazione annuale.


Sante
-- , agosto 05, 2008 12:27

E' ormai acclarato che l'abbattimento dell'aereo Argo nel 1973 sul cielo di Marghera, dove tra l'altro ci sono depositi di gas fosgene, è stato opera del Mossad.

Ustica
Io ero pilota da diporto e nel 1980 mi sorprendevo a leggere ripetutamente nel Corriere della Sera che Ghedaffi percorreva banditescamente le aerovie sopra il Mediterraneo senza notificare gli Enti di Controllo aereo.



Pippo
... , agosto 05, 2008 13:20

Per HGW XX/7

Il DC9 fu abbattuto per sbaglio, l'uranio viaggiava (forse, la Francia non ha mai confermato ne’ smentito) su un altro aereo da Ajaccio a Tripoli, uno di quelli che alla fine stava facendo guerra elettronica apparendo per cio’ che non era.
Inoltre i testimoni dicono che il Mig libico caduto sulla Sila cadde proprio il giorno del disastro a Ustica, anche se poi con certificati falsificati hanno fatto sembrare tutto diverso.

Comunque:
1)Guerra aerea sul Tirreno, si sa che c’erano diversi aerei militari in volo, si hanno le tracce di alcuni aerei militari che fanno manovre definite “da attacco”, si hanno intercettazioni (come la famosa “ora quello mette la freccia e sorpassa), si sa che la causa del disastro e’ un missile e non una bomba. Si sa anche che il DC9 impiega 186 secondi per cadere in acqua, a dimostrazione che non si disintegro' in volo (ipotesi cedimento strutturale decade).
2)Si sa che la Libia transitava segretamente sul territorio italiano (quanto scandalo: ma lo sapete che unita' speciali libiche venivano addestrate in Sardegna?), e l’Italia, formalmente nemica, faceva orecchie da mercante perche’ in quegli anni andava di moda cosi’.
3)Si sa che a molti non andava a genio questa cosa, e altresi’ dietro al caso Mattei ci sono probabilmente mandanti francesi e/o americani con connivenze italiane, tanto che anche per ustica i papabili sono gli americani (improbabile), i francesi (teoria mia) o addirittura gli Israeliani. Su quest’ultimo punto sono solo congetture, tra cui l’aereo da Ajaccio a Tripoli forse trasportava uranio da inviare poi in Iraq, non si e’ mai saputo nulla a proposito. Oppure, secondo alcune perizie il missile contro il DC9 era in dotazione ai Mig russi, venduti ai paesi arabi. Benche’ in Sardegna sia presente una squadriglia americana dotata di Mig (per addestrare i piloti a combattere contro i paesi del blocco sovietico), negli anni 70 un siriano diserto’ col suo mig e scappo’ in Israele. Quindi anche Israele ha almeno un Mig.
4)Le operazioni di recupero del DC9 vengono affidate a una ditta marsigliese legata ai servizi francesi, con la spiegazione che in Italia nessuno aveva attrezzature adatte. Balle in piena regola, perche’ in quel settore noi da decenni abbiamo aziende di punta a livello mondiale. Proprio in quell’anno, per esempio, si varava quella che ora si chiama Saipem7000, tuttora la nave piu' grande al mondo nel suo settore, oppure la Drass di Bergamo da decenni leader nella produzione di camere iperbariche. Insomma, tecnologicamente eravamo in grado di raggiungere i 3800m, e sicuramente qualcuno aveva l’attrezzatura. E’ l’ennesima balla all’italiana, inventata di comodo.Inoltre, chi ha visto i filmati dice che al recupero “ufficiale” il fondo del mare sembrava arato, cosa alquanto strana a 3800m di profondita’. Forse che i francesi vi erano passati qualche tempo prima?
5)Se tutto cio’ fosse vero, ossia che l’obiettivo erano i libici e gli esecutori uno a caso tra Francia, Usa e Israele, l’Italia se ne doveva stare zitta per non inguaiare i suoi alleati NATO, per non svelare i torbidi accordi coi palestinesi o coi libici, e quindi insabbia.
6)Veniamo a Bologna: il giorno 2 agosto il Ministro Zamberletti firma un protocollo d'intesa tra Italia e Malta, fase fondamentale del cosiddetto Affare Maltese. Sempre il 2 agosto, scoppia la bomba a Bologna. L’Affare Maltese, per inciso, e’ uno scontro politico-MILITARE tra Italia e Libia, e qui http://it.wikipedia.org/wiki/A...state_1980 potete leggerne la cronologia. Vista la gravita’ dei fatti, e il coinvolgimento diretto di Marina Militare e Aeronautica, non e’ affatto campata in aria l’ipotesi che la Libia abbia messo un ordigno (di fabbricazione militare, non artigianale) per dare un segnale sia sull’Affare Maltese, sia sul mig abbattuto un mese prima.

Questa e’ la mia teoria, e’ basata soprattutto su indizi e congetture ma tutt’altro che campata in aria. Anche perche’ e’ ormai palese che l’Italia di quegli anni era campo di battaglia tra attori di vario genere, in cui i nostri miserabili servizi facevano solo la parte minore per mantenere lo status quo. Poi i casini li facevano gli altri, come nel caso Moro.

Un'ultima nota sulle presunte "certezze" della nostra magistratura da operetta: sappiamo bene come siano stati aggiustati praticamente tutti i processi politici o legati a tali temi...non sono forse i giudici un ingranaggio fondamentale del sistema di potere?



FRANCESCO
... , agosto 05, 2008 13:24

L'aereo dell'Itavia non fu abbattuto,ma fatto esplodere con una bomba a bordo,la prima ricostruzione era giusta della bomba.Questo era un'avvertimento per lo Stato Italiano,e qualcuno molto in alto lo sapeva da chi veniva l'avvertimento ma non fece niente,poi ci fu il secondo avvertimento,alla Stazione di Bologna,e chi sapeva a cominciato a depistare per non far sapere la verità,perchè la verità avrebbe fatto succedere un pandemonio in quanto erano coinvolti e complici diversi Statisti Italiani dell'epoca con una Nazione che ancora adesso continua a ricattarci e a danneggiarci.Quello che dice Cossiga è una menzogna,e lui lo sa bene.Gli Italiani bevono acqua avvelenata da questi politicanti qui da diversi decenni,e tutto quello che credono o gli fanno credere sono tutte menzogne confezionate ad arte.Gli altri Stati con politici un p'ò più seri del nostro in quel periodo trovarono i colpevoli,li processarono e si fecero pagare anche i danni.Chi ha inteso,ha inteso bene


Sante
--- , agosto 05, 2008 13:57

http://english.pravda.ru/socie...44297.html

In quello stesso 27 giugno 1980 sul Mar del Giappone un gruppo navale americano ha abbattuto con un missile un Tupolev 160 sovietico.
Leggete attentamente il racconto sulla morte del giovane Sergiey Dmitriyev.

Quindi 12 ore prima dell'abbattimento del DC 9 Itavia gli USA sul Mar del Giappone il 27 GIUGNO 1980 avevano compiuto un atto di guerra contro la possente Unione Sovietica.



Alessandro
Chieri , agosto 05, 2008 14:20

detto che ci sono parecchie teorie che si alternano, perchè a distanza di più di 25 anni ancora nulla di certo è stato accertato ? i facisti che hanno commesso la strage di Bologna dicono di essere dei capri espiatori, i generali che sapevano chi aveva abbattuto l'aereo ad Ustica, morirono tutti oquasi in circostanze assurde o misteriose... E senza dimenticare Cossiga che era fortemente interessato ad una politica anticomunista visto che gli anni 70 vedevano ancora un forte appoggio dei cittadini italiani al PCI. tutto sto bel popo di casino, vedeva coinvolti anche stati come Usa, Israele e Francia come detto da terroristi stranieri ? io ci capisco poco, ma sarebbe il caso di intervistare gli allora capi di governo che ormai fuori dai giochi darebbe le risposte a chi ha perso familiari amici e speranze in quelle stragi... saluti.


Sante
... , agosto 05, 2008 14:27

The young man died on his duty, the crash happened under military conditions, in a tough opposition with the real enemy. That-era situation was absolutely different, it was far from being ideal.

The certificate ran that Sergey Dmitriyev died on June 27, 1980 at the age of 23. As it was said, the young man died as a result of the air crash in the Sea of Japan.
Sergey was not supposed to fly on that plane. The command decided to change the crews for some reason. It was the afternoon of June 27th, 1980. Two Tupolev planes were flying 70 kilometers off the island of Sado, above the Sea of Japan. The sky was cloudy. Japanese battle ships could be seen on the surface of the ocean down below. The captain of one of the two planes suddenly saw a bright flashlight in the sky. Then he saw that the other Tupolev plane was spinning down without a wing. The plane fell down in the water, A Japanese ship started approaching it.
Pilots said other things unofficially. They said that there was a group of American vessels in the neutral waters of the Sea of Japan. Soviet planes accompanied the group, but then lost it, so it was ordered for two Tupolev planes to take off and to detect American ships. Someone even said that the Soviet plane was downed with a missile.



Pippo
... , agosto 05, 2008 16:00

Per Francesco.

Ma chi sei, Francesco Cossiga? :D

La bomba NON E' MAI ESISTITA.
Tutte le perizie, inclusa quella del maggiore esperto missilistico Usa, dicono missile.
E andando per esclusione, si puo' a sua volta escludere che sia stata una bomba, perche' gli effetti della bomba non si riscontrano.
Ad esempio, la bomba nel bagno non avrebbe potuto lasciare il lavandino e la toilette INTEGRE, e recuperate dal mare. Stesso discorso per qualsiasi altro posto in cui si puo' mettere la bomba e provocare i fori riscontrati nell'aereo.

L'ipotesi bomba e' un colossale depistaggio, cosi' come quella del cedimento strutturale.

Secondo le perizie, il missile impiegato e' un Atoll di fabbricazione russa, ecco perche' il Mig. E le perizie sono ben documentate, anche se a causa dei depistaggi e di alcuni dati non disponibili non possono dare la certezza assoluta. Cio' che dimostrano senza ombra di dubbio e' quel che NON e' avvenuto.



giov
milano , agosto 05, 2008 16:03

Finalmente un pò di verità. La pista è stata rossa, forse in quel momento serviva ai rossi bolognesi.


alessandro
san marino , agosto 05, 2008 16:06

io non escluderei nemmeno la pista ufologica sul dc9 itawia forse vi fara sorridere ma io non la escluderei. su cossiga poi dice molte cose vere e non vere, vule dire la verita ma a volte depista anche, lui a detto persino che l'attentato alle torri gemelle e stato fatto dal mossad e cia su questo gli credo strano che a lui non lo accusino mai di complottismo a volte dice cose molto piu grosse dei normali complottisti come noi, ma a noi ci insultano a lui non dicono niente chissa, alla fine di tutto pero chi cirimette siamo sempre noi comuni mortali la verita e li basta avere il coraggio di dirla senza aspettare la vecchiaia come cossiga e troppo facile cosi, bisogna dirla quando si e al potere non quando si e a novantanni e la morte e alle porte troppo facile alla fine non vale piu anche se dice la verita.


gfranco
roma , agosto 05, 2008 16:26

quante lacrime di coccodrillo sulla sentenza di Bologna!!! adesso tutti dicono che nessuno ci credeva che fossero stati i fascisti, ma basta leggere i giornali del tempo per rendersi conto di come la pensavano veramente!!! Cossiga è un vero "intossicatore" di informazioni, sa, non sa, inventa e si contraddice, racconta mezze verità e bugie. Fa l'amico dei comunisti, ma li fotte con il Patto atlantico, e' il vero rappresentante della teoria degli opposti estremismi. Lui è il vero uomo atlantico non a caso il PCI tentò di chiedere l'impeachment, sperando di spaventarlo ed impedire di tirare dentro le storie dell'italia il vero ruolo svolto dai Servizi segreti dell'Est, nel terrorismo nostrano. ma nessuno si è mai chisto una cosa: se le bombe erano contro la sinistra perchè gli unici che ci guadagnarono a livello elettorale furono proprio il PCI e la DC?


Paolo Pip
Genova , agosto 05, 2008 17:00

Qualcuno, magari lo stesso Blondet, se la sente, a fare un'ipotesi "fantapolitica-romanzesca" sui veri motivi che hanno portato alla strage di Bologna? Perchè su questo episodio, a quel che mi risulta, non è mai stato fatto neppure questo.




X FILES DE NOANTRI
ROMA , agosto 05, 2008 17:08

Il DC9 fu avvicinato da oggetti volanti privi di insegne di identificazione, scortato e colpito. Qui, non si tratta di alieni ma di potenze più che umane, operanti per nascondere che cosa? A bordo del DC9 non v'era niente di scottante. Ma sul mare navigava qualcosa o qualcuno di estremamente scottante. I passeggeri videro qualcosa che non dovevano vedere. Ma cosa non dovevano vedere? E che cosa era di così top secret e di così appariscente da potersi vedere dall'alto di un aereo di linea? Cosa navigava in quel tratto di mare di così pericoloso e di classificato?


ida
roma , agosto 05, 2008 17:22

M.G. Maglie:..."come se su alcuni atti terroristici ancora oggi si scelga di glissare, per non suscitare domande. Due sono accaduti nell’aeroporto della capitale, a Fiumicino. Ricordiamoli noi.
Il 16 dicembre del 1973 un gruppo di terroristi arabi gettarono in un volo Pan-Am due bombe al fosforo uccidendo 28 passeggeri, e la guardia di finanza, Antonio Zara. Si impadronirono poi di un aereo Lufthansa, portandosi alcuni ostaggi, tra cui sei guardie di Pubblica Sicurezza. A bordo uccisero il tecnico della società Asa, Domenico Ippoliti. Solo la sera seguente atterrarono all’aeroporto del Kuwait e si arresero. Erano uomini di Abu Nidal, il capo di Settembre Nero.
Il 27 dicembre del 1985 sei uomini, sempre legati a Abu Nidal, aprirono il fuoco sui passeggeri in coda per il check-in della compagnia israeliana El Al e dell’americana Twa. Tredici vittime, sessantasette feriti, e un brutto retroscena. L'ammiraglio Fulvio Martini, allora direttore del Sismi, nella sua autobiografia «Nome in codice: Ulisse» scrive che i servizi italiani erano stati avvertiti fin dal 10 dicembre della possibilità di un attentato, poi, grazie alle informazioni ricevute dai servizi di un Paese arabo amico, il 19 dicembre erano riusciti a restringere il periodo tra il 25 e il 31 dicembre, e ad individuare il bersaglio nell’aeroporto di Fiumicino. Incredibilmente l’Italia non agì, e l'azione dei terroristi non venne fermata.
È legittimo allora ipotizzare che in quegli anni la cosiddetta «Resistenza Palestinese» fosse per un accordo libera di scorrazzare nel nostro Paese, nonostante episodi così gravi, e che tra questi, forse per errore, si possa inserire la strage di Bologna? Forse sì."
A Fumicino non ci sono lapidi a ricordo delle vittime del terrorismo palestinese, a Bologna per quello, ipotizzato,"nero",invece, sì.



Sante
--- , agosto 05, 2008 18:03

Sembra che Abu Nidal sia sempre stato uno strumento per 'false flag'.

A quei tempi si desiderava abbattere l'aereo civile di Ghedaffi che per questo percorreva le nostre aerovie in transito verso l'est senza notificare il Traffico Aereo.
Per questo Ghedaffi viaggiava su uno di due o tre aerei civili identici.E i giornali lo rendevano noto.



Ivan
Prato , agosto 05, 2008 18:57

Temo che non sapremo mai la verità. Fintanto rimarremo un paese a "sovranità Dal Molin".
C'è poi un'altro episodio tragico semisconosciuto:
il rogo del Moby Prince. 143 passeggeri bruciati vivi nella rada di Livorno mentre navi americane scaricavano allegramente esplosivi provenienti dalla 1a guerra del Golfo nella base di Camp Darby.



Lo Sgarro
Brescia , agosto 05, 2008 19:32


A che serve tutto questo ?

Io devo gestirmi anche la strage di Brescia .....tutti i 28 maggio !

Rigirano il coltello nelle piaghe di uno, nessuno, centomila personaggi pirandelliani ......innocenti e colpevoli sono COSA NOSTRA , nel bene e nel male.

C'è gente che campa su queste cose, come i becchini e gli sciacalli .....


Buon ferragosto!



Al
Ireland , agosto 05, 2008 19:56

Bravo Ivan...

come mai nessuno spende uno straccio di parola sulla strage del moby prince, ci potevo essere anchio la dentro.

W L'ITALIA



Maurizio Barozzi
Roma , agosto 05, 2008 21:03

Gentile dottor Savino,
mi congratulo con il suo articolo che riassume con molta precisione gli infami avvenimenti di alcuni anni addietro.
Per quanto riguarda la “strategia della tensione” ed il conseguente periodo di stragi attentati e depistaggi vari mi permetto di esprimere alcune mie considerazioni frutto di un attento studio su quegli eventi. Sono considerazioni di carattere generale che qui trascendono i singoli particolari di cronaca. Per una più completa osservazione su questo argomento può invece leggere il mio saggio “La strategia della tensione” pubblicato, sotto lo pseudonimo di Marzio DI Belmonte on line nel sito www.fncrsi.altervista.com.
Per prima cosa dobbiamo partire da una realtà incontestabile: tutti i fatti di sangue, stragisti e terroristici che si sono verificati nel nostro paese, tranne qualche estemporanea eccezione che non fa testo, sono stati determinati da strategie ed intelligence di stampo occidentale. Lo stesso terrorismo rosso degli anni ’70 venne aiutato e protetto da centrali occidentali interessate ad evitare nel nostro paese l’incontro delle grandi masse organizzate nel PCI (al tempo ancora in buona parte subordinato a Mosca) con le realtà popolari e industriali che si riconoscevano con la DC (al tempo in buona parte legata al Vaticano), in pratica il Compromesso Storico.
Ma tutto il periodo stragista avendo avuto una duranta all’incirca quindicennale, ovvero dal 1965 al 1980, seppur inquadrabile sotto l’egida di una sola lunga e sporca mano, ha risposto a diverse ed opposte esigenze.
La strategia che tutto ha trasceso era quella di far scivolare tutte le Nazioni del mondo verso una omologazione sulla base di una ideologia neoradicale e modernista. Questo doveva essere il substrato ideale ed esistenziale che doveva poi condurre ad un Nuovo Ordine Mondiale anticamera di una Repubblica Universale di stampo mondialista (forse oramai prossima a venire).
Nel frattempo però bisognava fare i conti con la realtà di Yalta ovvero con la spartizione del mondo in due sfere di influenza. Un accordo, quello di Yalta, sostanzialmente strategico anche se limitato nel tempo (è durato circa 40 anni) per il controllo e la distruzione della vecchia Europa, dove i contrasti anche seri e cruenti come quelli della guerra fredda erano di ordine tattico ovvero finalizzati a mantenere i sovietici nei limiti stabiliti da quegli accordi. Il vero corollario di Yalta era la coesistenza pacifica ovvero la cooperazione neppure troppo segreta tra USA e URSS e non certo lo scontro irriducibile. La realtà storica, con le sue dinamiche imprevedibili però creava continuamente attriti come quelli nel sud est asiatico ed altrettanti ne creava il previsto sviluppo abnorme dello stato di Israele.
Da queste contingenze ne scaturivano tutta una serie di situazioni che di volta in volta dovevano essere risolte con strategie e tattiche diverse.
Ad esempio quando si stava per approssimare la guerra dei sei giorni tra arabi ed israeliani (quella che risolse i problemi di sicurezza e di espansione dello stato di Israele), giugno 1967, alcuni paesi del sud Europa, strategicamente indispensabili alle strategie Nato di supporto e a garanzia ad Israele, dovettero saldamente essere controllate dagli atlantici. E’ così che assistemmo al colpo di stato dei colonnelli greci, mentre in Italia, dove la struttura del nostro paese era molto più evoluta, era sufficiente una strategia del terrore che con la semplice formula “destabilizzare per stabilizzare” consentisse di tenere tutta la classe politica italiana sotto ricatto e sotto stretta osservanza atlantica.
In pratica non si dovevano più ripetere iniziative, come quella di Mattei con l’Eni, che mostrassero un minimo di indipendenza nazionale ed i governi di centro sinistra dovevano stare alla stretta osservanza atlantica. A questo scopo vennero attivati tutti i settori che potevano rientrare ed essere funzionali a questa strategia: dagli ambienti massonici a quelli dei servizi, alle destre bottegaie, reazionarie e visceralmente anticomuniste. Il convegno Pollio a Roma del 1965 fu, molto approssimativamente, indicato come il punto di partenza della “guerra non ortodossa”.
Furono evidentemente promessi, ma ovviamente mai mantenuti, “stati di emergenza” e colpi di stato reazionari. Il fatto è però che le squallide truppe cammellate della destra italiana, funzionali all’atlantismo, erano solo un momento transitorio, di emergenza, perchè i veri fini, in prospettiva delle strategie mondialiste, erano quelli di arrivare a Stati e Nazioni a struttura progressista, laica, modernista e neo radicale, non certo autoritaria e conservatrice.
Quando con la “falsa” guerra del Kippur (1973) vennero definitivamente risolti i problemi mediorientali e quindi non era più necessario nel nostro paese uno stretto controllo atlantico, presero a mettersi in modo strategie di diverso colore. Questo periodo corrispondeva oltretutto a quell’immenso evento epocale che fu lo scandalo del Watergate (1974). Quello scandalo, orchestrato dai “servizi” che fornivano certe prove, dalla magistratura d’assalto che le portava in tribunale e dai mass media che vi imbastivano enormi campagne di stampa, un “giochetto” questo il cui cliscè sarà ripetuto in ogni luogo negli anni successivi (compresa la seconda repubblica in Italia), consentì a determinate forze e consorterie mondialiste di prendere definitivamente in mano tutti gli Stati Uniti d’america e quindi, un vento di natura “progressista” prese a soffiare nel mondo.
Come d’incanto venne sbaraccato il regime dei colonnelli in Grecia, ci fu la rivoluzione dei garofani rossi in portogallo, la fine di Franco in Spagna, il ridimensionamento del gaullismo in Francia e così via, insomma vennero buttate nella pattumiera le strategie autoritarie e conservatrici e gli sciocchi servi USA & getta del destrismo.
Anche la cinematografia mondiale, che ha sempre accompagnato questi cambiamenti epocali, ci presenta nei primi anni ’70 una serie di pellicole di contestazione e critica mai apparse in precedenza. In Italia, tramontata la strumentale pista anarchica, si cominciò a mettere in galera o sbattere come mostri in prima pagina, uomini e strutture del destrismo italiano e vecchi arnesi dei “servizi”.
Da questo momento in poi, più esplodevano le bombe, per esempio quelle di Brescia, della questura di Milano e dell’Italicus, più i destristi venivano portati sul banco degli imputati e più nell’immaginario collettivo passava il luogo comune del “bombarolo nero” ed avanzavano gli ambienti laici e progressisti del paese.
Dopo un periodo transitorio, in cui si scontrarono diverse realtà incancrenite nei nostri servizi segreti, nella massoneria (P2) e nel substrato politico del paese, dove un mondo autoritario e conservatore (si fa per dire) fino al giorno prima utilizzato a basso costo veniva ora buttato a mare ed un altro, quello progressista (anche qui si fa per dire) faceva passi da gigante occupando sempre più spazi di potere, periodo transitorio nel quale si verificarono molti eventi terroristici e cruenti di difficile catalogazione, le forze progressiste, come programmato dalle grandi strategie internazionale cominciarono a prendere il potere.
L’unico ostacolo che ancora rimaneva da superare, e bisognò attendere la caduta del muro nel 1989, era solo quello quello di impedire che il PCI, ancora non completamente occidentalizzato, ma con la segreteria Berlinguer già sulla buona strada, arrivasse al potere in condominio con la DC. Ne fece le spese Aldo Moro.
Per quanto riguarda la strage di Bologna, oggi dopo tanti anni ed in presenza di molteplici depistaggi, è difficile dare un giudizio oggettivo che possa svelarne le precise finalità.
Personalmente ritengo quello che ebbi già a pensare in quel maledetto agosto del 1980: quella strage, opera di servizi “occidentali” era un evidente “avvertimento” al nostro paese affinchè rigasse diritto su qualche importante questione. Quella che ho sempre creduto di mettere in connessione con questa riflessione era la strage di Ustica per la quale il nostro paese non doveva occuparsene più di tanto.
Oggi è stato tutto buttato nel confusionario, molte cose sono finite nel dimenticatoio ed è inoltre passata la ridicola formulazione dei cosiddetti servizi deviati e della massoneria deviata. Due teoremi, falsi, palesemente finalizzati a perpetuare una linea di potere senza traumi e sconvolgimenti.
In realtà non ci sono servizi deviati, perchè chi ha ricoperto quei ruoli lo ha sempre e solo fatto in subordinazione alle centrali occidentali, così come i vari contrasti all’interno della massoneria, nei momenti che veramente contano per la storia, sono sempre stati trascesi e sottoposti all’obbedienza delle centrali massoniche internazionali. Insomma la P2 non è una massoneria deviata, ma è la massoneria che, in un determinato periodo storico, fu chiamata a svolgere un certo ruolo.
Superata la contingenza, essa lascia il campo ad altre obbedienze e, come sempre accade, il passaggio di potere non può non essere incruento e privo di scontri.



Ivan
Prato , agosto 05, 2008 21:10

Per Al

Quello del Moby è uno degli episodi più angosciosi ed inquietanti della nostra storia recente. Nessuno ne parla.
I governi di destra o di sinistra che si sono succeduti hanno steso una cortina di nebbia su questa strage.
Tu pensa, Livorno città rossa come Bologna, avrebbe potuto creare un'ennesima cerimonia liturgica antifascista; ma lì non c'erano i NAR. C'erano gli amerikani. E allora tutti zitti!



Giorgio
Vetralla , agosto 06, 2008 06:40

L'assunto si sostanzia sul detto che "il diavolo insegna a far le pentole ma non i coperchi", allora mi e vi chiedo, come mai non si è mai arrivati ad alcuna credibile soluzione? Chi è il suggeritore in tal caso?
Non esistono "menti fine", umane, in grado di travalicare una generazione e condurre la società ad un'evoluzione in ogni senso predeterminata! E' ingenuo crederlo.



Max
Perugia , agosto 06, 2008 07:16

@ Sante

non mi esprimo su fatti che non conosco dale fonti, ma solo da racconti di divulgazione giornalistica. Una cosa solamente:
L'inglese, se lo citi, vedi almeno di capirlo bene. L'articolo non parla affatto si atentto o di atto ostile degli usa. Qualcuno fece questa ipotesi, ma se nel cielo si è visto solo un bagliore, perché non si sono visti anche il missile, la sua scia gassosa, il traccinate radar del suo avvicinamento e le spie di allarme? Di attentato non parlano nemmeno i Russi.



Sante
-- , agosto 06, 2008 08:04

They said that there was a group of American vessels in the neutral waters of the Sea of Japan. Soviet planes accompanied the group, but then lost it, so it was ordered for two Tupolev planes to take off and to detect American ships. Someone even said that the Soviet plane was downed with a missile.
It was the afternoon of June 27th, 1980.

Questo è giornalismo flou-flou della Russia post-comunista. Per noi il 27 giugno 1980 ha un significato dirompente e che anche un aereo militare sovietico sia caduto nel mare dove navi da guerra americane erano in esercitazione - in quell'epoca e forse per un missile ...
Mi aspetterei almeno un grazie per la mia ricerca.
Anche il sottomarino Kursk è stato affondato ... e chi l'ha preso se lo tenga. Putin non avrebbe potuto dar inizio alla 3. guerra mondiale per doverla poi anche perdere ed essere condotto all'Aia con Milosevic.
Otra vez !



gramoflanz
london , agosto 06, 2008 09:04

Per M.Barozzi,
Ottima analisi: credo però che alla base del plot non ci sia l' imposizione di un "impulso verso un modello neo radicale e modernista", ma tutt'altro.
Se si va a ben vedere ciò che anima la "ruling class" neocon e il suo modo di gestire il potere, sia attraverso la leva finanziaria sia attarverso quella psiscosociale (dominio dei media e prossimo attaccoa Internet, che sta diventando il "public enemy")è l'intenzione di stabilire forme autoritarie e verticiste, con l'"ilotizzazione" di quanti più gruppi possibili. E non è detto che la prossima possibile vittoria di Obama non mantenga questo andazzo.
Ovviamente nelle intenzioni: i fatti probabilmente diranno altro, soprattutto se la crisi finanziaria diverrà inarrestabile.
Detto questo , e restando sul piano delle "intenzioni di lorsignori" si può forse dire che dietro di ciò ci sia qualcosa di molto più profondo ed occulto, che attiene addirittura al possesso dell'anima umana e della Terra da parte di Forze,diciamo così, "from downstairs" , ma trattandosi, per l'appunto di fatti occulti, ne parlerò, con la dovuta cautela, se ce ne sarà esplicito motivo.
Posso solo accennare che la "mano occulta" è evidente in vicende come quella esempilficate nei testi di Sutton e Milligan o nella "Levenda's Trilogy about the American Political Witchcraft" mentre la "faccia visibile" si coglie meglio nelle opere di Huntington e Quigley.

Buona giornata.



Max
Perugia , agosto 06, 2008 10:25

@ Sante,

allora grazie per la ricerca. Le critiche alla lettura, non solo dei fatti, ma di un semplice articolo flou-flou, rimangono però immutate.



adriano
alassio , agosto 06, 2008 10:27

Sig. Savino

"E’ facile capire, oltre agli USA, quale altro «piccolo Paese» del Mediterraneo non poteva tollerare questa strategia.
E chi si oppone a questa strategia, prima o poi, paga."

queste sono parole sacrosante.

La politica Statunitense e Sionista ha sempre condizionato gli avvenimenti del mondo in maniera radicale, da anni, in tutti i modi e chi si oppone paga.

Infatti li vediamo tutti correre in Israele con la Kippà, terrorizzati.



Maurizio Barozzi
ROMA , agosto 06, 2008 10:32

Per gramoflanz
giustissimo quello che dici. In effetti io mi riferivo al periodo che va dalla "strategia della tensione" alla "caduta del muro". Trascendendo invece i periodi di riferimento, siamo in presenza di strategie planetarie che sono un po come le scatole cinesi. La strategia della tensione, con l'utilizzo di ambienti conservatori, ultra atlantici e reazionari, è come ho detto una fase transitoria per risolvere momenti di crisi internazionale. Finiste in Europa con i primi anni '70 mentre invece è ancora utile in Sud America (golpe cileno) per qualche anno ancora. Ma anche qui verrà poi superata.
Questa strategia, per così dire "reazionaria" è però subordinata a quella che io ho chiamato "progressista, neoradicale e modernista" che, a partire dal 1970 comincia a scalzare la precedente non più utile. Questa ventata neoradicale fu utile per stravolgere tutte le peculiarità storiche e culturali delle nazioni, annientarne li rispettive tradizioni e omologare tutto il genere umano in quella aberrazione modernista, consumista, multietnica (oggi si dice globalizzata) che ben conosciamo.
Ma qui hai ragione tu. Non è neppure questo lo scopo finale. Perchè dopo la fine di Yalta è divenuto possibile l'attuazione di un Nuovo Ordine Mondiale e quindi l'utilizzo di forme politiche, per esempio quelle "neocon" dove a prosettive autoritarie si uniscono forme culturali di fanatismo religioso e modernismo progressista. Non ha caso tutti i movimenti pacifisti, le marce contro la guerra, le contestazioni al sistema degli anni '60 e '70 vanno ad estinguersi: per dirla in parole povere, Bob Dylan non canta più contro i padroni del mondo e contro la guerra, ma dedica sonetti ad Israele.
Ed allora è chiaro che la prosettiva finale, quella della Repubblica Universale, con capitale a Gerusalemme, la citta della Pace, è ancora di altro tipo. Già si leggono da qualche parte timidi studi che asseriscono che la democrazia sarebbe superata e che le redini del mondo dovrebbero essere tenuto da entità responsabili e superiori (forse di una "razza eletta"?).



gramoflanz
london , agosto 06, 2008 11:24

Caro Barozzi,
il suo intervento mi spinge , fatalmente, a "saltare il fosso" ed entrare nel regno del "backstage".
Qui è evidente che io debba usare un linguaggio quasi "miico" privo quindi della pretese di valere in modo seccamente scientifico, ma tant'è.
Mi limiterò ad offrire ai lettori delle immagini-sintesi.
Poniamo che le Forze che le Religioni mettono nel campo del Male e dell'Ostacolo (non voglio certo fare dissertazioni su "monismi" e "dualismi" ontologici in questa sede) si trovino prive di una "sede" ove manifestarsi.
Sono in origine pur sempre Enti spirituali e come tali, mentre quelli per così dire Regolari (che seguono cioè i "Piani" dell'Altissimo Uno e Trino ) hanno una "sede" ove far valere i frutti del proprio lavoro (stelle,pianeti,regni della Natura,ecc) loro ne sono privi.
E quindi tentano, oggi più che mai, e con ogni mezzo di crearsi un "regnum interdimensionale" qui sulla Terra, strappando via "pezzi" dall'anima dell'uomo (intelletto.volontà ecc.) e pezzi di ambiente umano-artificiale grazie all'aiuto di "servants" per lo più inconsapevoli, ma anche,ahimè, in alcuni casi orribilmente coscienti (annidati in varie "logge" e "fratellanze") che li aiutano a creare il clima "giusto" : paure,menzogne,barbarie ipertecnologica vestità di "civiltà", falso progresso da un lato, fondamentalismi religiosi o se-dicenti tali , spiritualità "evanescente" e sensualismo misticheggiante o francamente magicizzato dall'altra.)
Questo perchè, fra l'altro, il Principio che li muove è "diabolicus" cioè diviso, trinità rovesciata a rappresentare l'inversione di quella Vera ed è questa,in fondo, la loro debolezza estrema: possono essere "battuti separatamente" ma questo è un altro discorso, di natura interiore e quindi "fuori tema".
Il risultato ormai visibile di questa lotta immane, oggi al suo apice (c'è chi dice che se è vero che l'Anticristo non si incarna, si incarna viceversa il Principe dell'Intelletto gelido e cadaverizzante , Angra-Mayniu) è la palese intenzione di creare allora un "loro"!mondo la cui "immagine" è forse quella che ci ha regalato l'intuito di alcuni giovani cineasti USA (il paese-chiave di certi eventi, più ancora di Jerusalem) . quello di MATRIX.



gramoflanz
london , agosto 06, 2008 12:06


Caro Barozzi,
la sua disamina mi spinge a ,direi fatalmente,"saltare il fosso" ed a cercare di delineare qualcosa sul "backstage" degli eventi: il lato "occulto".
E' giocoforza che io debba usare un linguaggio quasi "miico" privo quindi della pretese di valere in modo seccamente scientifico, ma tant'è.
Mi limiterò ad offrire ai lettori delle immagini-sintesi.
Poniamo che le Forze che le Religioni mettono nel campo del Male e dell'Ostacolo (non voglio certo fare dissertazioni su "monismi" e "dualismi" ontologici in questa sede) si trovino prive di una "sede" ove manifestarsi.
Sono in originer pur sempre Enti spirituali e come tali, mentre quelli per così dire Regolari (che seguono cioè i "Piani" dell'Altissimo Uno e Trino ) hanno una "sede" ove far valere i frutti del proprio lavoro (stelle,pianeti,regni della Natura,ecc) loro ne sono privi.
E quindi tentano, oggi più che mai, e con ogni mezzo di crearso un "regnum interdimensionale" qui sulla Terra, strappando via "pezzi" dall'anima dell'uomo (intelletto.volontà ecc.) e pezzi di ambiente umano-artificiale grazie all'aiuto di "servants" per lo più inconsapevoli, ma anche,ahimè, in alcuni casi orribilmente coscienti (annidati in varie "logge" e "fratellanze") che li aiutano a creare il clima "giusto" : paure,menzogne,barbarie ipertecnologica vestità di "civiltà", falso progresso da un lato, fondamentalismi religiosi o se-dicenti tali , spiritualità "evanescente" e sensualismo misticheggiante o francamente magicizzato dall'altra.)
Questo perchè, fra l'altro, il Principio che li muove è "diabolicus" cioè diviso, trinità rovesciata a rappresentare l'inversione di quella Vera ed è questa,in fondo, la loro debolezza estrema: possono essere "battutio separatamente" ma questo è un altro discorso, di natura interiore e quindi "fuori tema".
Il risultato ormai visibile di questa lotta immane, oggi al suo apice (c'è chi dice che se è vero che l'Anticristo non si incarna, si incarna viceversa il Principe dell'Intelletto gelido e cadverizzante , Angra-Mayniu) è la la palese intenzione di creare allora un "loro"!mondo la cui "immagine" è forse quella che ci ha regalato l'intuito di alcuni giovani cineasti USA (il paese-chiave di certi eventi, più ancora di Jerusalem) . quello di MATRIX.



Ivan
Prato , agosto 06, 2008 13:41

Per Barozzi

Condivido ogni sua virgola.



alessandro
san marino , agosto 06, 2008 16:26

grazie x files vieni prpio sulla mia teoria che io credo sia quella piu giusta cera un esercitazione quella goiornata ma e capitato qualcosa che non si aspettavano o forse si, ufo o non ufo li cera unoggetto non identificato e i passeggeri avevano visto quindi bisognava farli sparire l'aereo e loggetto, solo che ci a rimesso solo la ereo, tutti i paesi quel giorno sono stati complici e tutti dopo dovevano tacere e ancora oggi funziona cosi gli alieni danno troppo fastidio ancora ripeto chi sa la verita parli prima dei novantanni oppure quando acora si svolgono funzioni di stato altrimenti dopo e solo acqua fresca non conta piu niente infatti e cosi.


Pippo
... , agosto 06, 2008 21:06

Ma perchè chi cerca di scoprire la verità deve sempre veder vanificati i suoi sforzi da un manipolo di pazzoidi (o bravissimi manipolatori, chi lo sa?) che si inventano le teorie più astruse?

Ma vi siete informati un po voi che parlate di ufo o di cose "che non andavano viste"? Avete presente che quegli oggetti non identificati sono invece "parzialmente identificati", nel senso che hanno sigle aeree, velocità, traiettorie e altri dati ben noti?

Il DC9, che era in ritardo di 2 ore, e che aveva uno di questi "oggetti non identificati" che gli volava parallelamente molto vicino, si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, probabilmente pochi secondi prima o dopo e non succedeva niente.
E dei due oggetti non identificati, si può con certezza dire che stavano adottando pratiche di guerra elettronica tipiche deigli aerei militari.

Dopo, se volete divertirvi a delegittimare tutto, a fare i David Icke (in modo molto maldestro peraltro) fate pure.
Ma abbiate la decenza di occuparvi di altri argomenti come Roswell o Area 51 senza tirare in mezzo i NOSTRI morti.



Pietro G
Roma , agosto 06, 2008 21:58

@ Barozzi e gramoflanz
Non esistono potenze occulte e malefiche che decidono i destini della storia. E non esiste nemmeno il famoso "grande vecchio" di Craxiana memoria che dirige i bombaroli. Esistono interessi strategici di nazioni e popoli ed esistono nazioni e popoli che non hanno il minimo scrupolo nel perseguirli.
Come giustamente dice Barozzi la posizione strategica dell'Italia (e di altre nazioni del Mediterraneo) rendeva impossibile una linea di politica estera indipendente durante il periodo della guerra fredda. Anche oggi, sebbene l'Italia abbia più libertà di prima, il contesto internazionale renderebbe difficile, anche se non impossibile, una politica non filoatlantica e non filoisraeliana. Il divide et impera di Yalta non è servito solo all'Unione Sovietica, è stato utile sopratutto agli Stati Uniti per cementare il secolo americano e per distruggere l'unica nazione che avrebbe potuto fargli concorrenza nel mondo occidentale : la Germania.
L'intervento di Cossiga ci rimanda alle dinamiche medio orientali e al filo che le lega all'occidente : la Lobby giudaiaca. La forza trainante quì non è il Male o qualche potere occulto ma la volontà di potenza, il desiderio di espansione e di controllo sugli avvenimenti, la negazione e il tentativo di distruzione di ogni concorrente (vedere la posizione israeliana verso l'Iran).
Oggi, da noi, si può notare un miglioramento nel senso che invece delle bombe si usa il controllo mediatico : le vulgate storiche trasmesse dai canali televisivi, i siti di propaganda tipo Informazione Corretta, Radio Radicale ecc.
A livello internazionale, tuttavia, le cose sembrano peggiorare, se si parla addirittura di guerra nucleare preventiva (contro l'Iran) allo scopo di assicurare il predominio regionale di un popolo (Israele).
Non si può incolpare gli ebrei di fare i loro interessi, al più li si può incolpare di come li perseguono, bisogna incolpare noi stessi per non fare i nostri interessi.



dom enico
S.Remo , agosto 06, 2008 22:08

Abu nidal lavorava per il mossad,faceva falsi flags contro i palestini.
http://www.judicial-inc.biz/abu_nidal.htm

Io penso che il Mobbi prince fu colpito dall'elicottero della base americana affinche non ci fossero testimoni allo sbarco o imbarco degli aeri f117, aeri segreti a quelli tempi,

e chi ha messo la bomba a bologna non erano Italiani, ma credo che e una squadra specializzata straniera, che e anche responsabile per le bombe in spagna e ingliterra.




Pippo
... , agosto 07, 2008 07:36

COme fa il Moby Prince ad essere stato colpito se lo scafo era praticamente integro?

Il Moby Prince si incendia schiantandosi contro la Agip Abruzzo, il timone è fuori uso (questo si forse per un sabotaggio!) e i soccorsi sembrano fare di tutto per non intervenire.

Varie indagini (tra cui quelle di Ilaria Alpi) hanno ricostruito che quella notte si stava trasbordando materiale bellico proveniente dall'Iraq e destinato alla Somalia, erano traffici clandestini e USA e Italia vi erano dentro fino al collo. Così come erano dentro entrammbi nel traffico di rifiuti tossici/radioattivi sempre verso la Somalia.

Ma da quando in qua si trasbordano aerei del genere in mare aperto???



gramoflanz
london , agosto 07, 2008 09:46

Pietro G. scrive:
Non esistono potenze occulte e malefiche che decidono i destini della storia.


Io non ho scritto che "decidono" ma che piuttosto "tendono a ", ovverosia hanno degli scopi. Che si identificano poi con quelli dei poteri strategici, diciamo così, che egli elenca.
Le Entità occulte sono, per loro natura, "nascoste" . Noi percepiamo gli effetti delle loro macchinazioni che passano attraverso lobby,clubs,conventicole,centri di potere, che vengono costantemente indirizzati: anche al "clash of civilization".
Ad esempio: la modalità secondo la quale ha agito la "Skull N'Bones" è , secondo Sutton è Millegan, quella del "nutrire" sia gli "amici" che i "nemici", ponendosi come arbitro del tutto.
Od ancora: la "lobby giudaica", meglio dire sionista in quanto nulla è mai "liscio" e senza sbavature anche dentro Israele ove esistono non pochi gruppi anti-imperialisti è anch'essa agente di poteri più alti e forti, come la collegata lobby neocon, oggi al picco del potere.
Mi rendo conto che questo può apparire mitico: ma per chi vuole cercare le prove ci sono e come.
Vanno però , per capirci qualcosa, collazionate insieme storie di materie diverse: ad es. quelle dell'occultismo e quella economica , secondo uno schema di cui è , fra altri, frutto ben riuscito, relativamente all' Italia, il volume "Il Secolo Americano " (Prima ed. "Dell'Estremo occidente") di Geminello alvi.

Saluti



Pellegrino
FI , agosto 07, 2008 13:07

x quanto riguarda la pista 'ufologica' chiarirei ogni equivoco, non credo che nessuno alluda ad 'alieni', non esiste nessuna evidenza probante, ma ad ogetti volanti 'segreti' frutto di tecnologie a noi nascoste. Vi garantisco che, sui cieli di Firenze, proprio in questi giorni si vedono frequentemente sfere luminose e formazioni di grossi aerei apparentemente senza ali. Tali apparizioni sembrano al momento essere in qualche relazione con le chem-trails.


Pietro G
Roma , agosto 07, 2008 14:43

@ gramoflanz
Cerco di spiegarmi con un esempio importante : la prima Guerra Mondiale, l'evento che iniziò i 30 anni che condussero al suicidio dell'Europa.
Nessuno dubita che società segrete, loggie massoniche o altro abbiano avuto una qualche influenza in alcuni individui importanti e quindi indirettamente nella creazione di un clima favorevole al conflitto, il fattore decisivo è stato però l'incapacità delle potenza coloniali (Francia e Inghilterra) di trovare un modus vivendi con la nuova potenza emergente a livello europeo : la Germania.
Si è, a torto o a ragione, pensato che il potere delle nazioni europee fosse a somma zero,cioè il guadagno dell'una comportava necessariamente una perdita per le altre, da quì la decisione di andare in guerra. Tutte le altre spiegazioni che si danno a guerra finita per giustificare la mattanza di milioni di persone : la lotta al militarismo tedesco nella prima Guerra Mondiale o la lotta al male assoluto nella seconda Guerra Mondiale sono solo scemenze.
Per quanto riguarda le Lobbies io ricordo che gli Stati Uniti non avevano alcun interesse a entrare in guerra nella prima o anche nella seconda Guerra Mondiale. Sia W.Wilson che Roosevelt si erano fatti eleggere promettendo che non si sarebbero immischiati negli affari europei. E' un fatto più o meno accertato, anche se non riconosciuto ufficialmente, che a spingere Wilson alla guerra siano state le Lobbies ebraiche dopo la promessa di Lord Balfour di una patria ebraica in Palestina. La stessa cosa vale per Roosevelt.Alla fine dei 30 anni di guerra civile europea è nato ufficialmente il Secolo Americano.
Teorie occulte che siano in grado di spiegare meglio questi fatti io non ne vedo.
Salutoni.



X FILES DE NOANTRI
ROMA , agosto 07, 2008 15:32

Tecnologie secretate made in USA e in UK, ne possiamo riscontrare sia su scenari di guerra recenti, sia nei cieli d'occidente e non solo. Tuttavia, cari amici, pur sapendo che mi trovo ospite in casa di cattolici doc, che rispetto e apprezzo, e che si dibatte di politica, cultura , economia, religione, cionondimeno un pizzico di mistero - alieno o terrestre, è tutto da vedere - credo possa essere utile al dibattito. Innanzitutto, il satellite geostazionario ortogonale a Città del Vaticano, potrebbe dirci qualcosa di utile, anche se la sua ragion d'essere è difensiva. Poi, mi chiedo, perché i preti debbano difendersi anch'essi e da chi, chi me lo spiega Blondet? nemmeno sotto tortura. Voi, amici, vi chiederete cosa c'azzecca questo sat con Ustica, strage di Bologna, trame rosso-nere etc. C'azzecca come c'azzecca quel tale defunto prelato-banchiere, un eterno riposo, con il Banco Ambrosiano, mafia e intelligence. Ecco, v'è una struttura che connette, sotterranea, che avvince, vincola, spartisce, compra, chiude, briga, trasmuta, brucia...insomma il mio è un delirio cospirazionista. Ovvio. Alla prossima puntata. (FORSE)


gramoflanz
london , agosto 07, 2008 16:17

Hi Pietro G.
Vado un pò a "ruota libera" se mi permetti.
Quello che tu dici è accurato ed esatto, ma, secondo i miei files non fino in fondo (nessuna pretesa di "insegnare" per carità).
Dunque: gli USA- a prescindere dalle pulsioni isolazioniste tradizionali in larga parte dell'elettorato americano- DOVEVANO entrare in guerra perchè , come dicono le statiistiche che per es. Alvi riporta nella prima edizione del "Secolo Americano" essi erano esposti in modo fortissimo con l'Impero Inglese cui avevano scontato somme enormi. Il rischio era di perdere milardi di USD.
Ma questo però è solo una parte della tragedia : dietro c'è la "basic gesture" dei popoli angolofoni nei confronti dell'Europa Centrale, che è . o meglio era, visto l' attuale stato di "sonno politico" se non spirituale di quest'ultima - una sorta di public enemy n. 1 , soprattutto sotto l'aspetto spirituale, oltre che sotto quello geopolitico.
In soldoni lorisgnori sapevano benissimo che nella Mitteleuropa poteva nascere finalmente una vita spirituale che riconnettesse in modo stavolta originale, libero,cosciente e non dogmatico la civiltà europea con il Divino, dopo la crisi rinascimentale e contemporanea. Esito terribile per i loro progetti di dominio assoluto.
Occorreva quindi da un lato irrigidire dogmaticamente le posizionei delle Chiese e dall'altro seminare il peggiore nichilismo e materialismo, lasciando che qualcosa delle conoscenze dello Spirito filtrasse in modo comunque distorto e ambiguo in certo occultismo ottocentesco. Questo fu fatto,anche se non riuscì che in parte, ma comunque non bastava. Occorreva l'azione geopolitica vera e propria.
Va a questo punto detto che quanto sopra era ben noto solo ai vertici delle Fratellanze segrete.
Le elites delle Logge sono una cosa (spesso sono un "unicum" con quelle della Finance) e i quadri intermedi di esse e della politica, quelli che appaiono sul palcoscenico un'altra. (vedi oltre)
Va ora citato un episodio emblematico : nel 1890 (27 anni prima della Rivoluzione d'Ottobre) una Rivista Massonica imglese pubblicò una carta di "futuri assetti europei" ove in tutta la zona ad est del Danubio e fino agli Urali c'era scritto "Socialist Experiment Land".
Questo per dire che in certi ambienti si hanno idee "di lungo corso" e si opera per portarle avanti.
Ma di che ambienti si tratta?
Sono i circoli interni più ristretti ed elitari di organizzazioni massoniche e paramassoniche (leggere l'illuminante intervista con l'ex Gran Maestro De Bernardo nel libro "Poteri Forti" di Pinotti, ad esempio)che non disdegnano connubi con altrettanto potenti gruppi presenti all'interno del Vaticano ( e non da oggi: sembra che il primo "kiss" se lo diedero nel 1802, ai tempi del "Kaspar Hauser Plot").
Essi trescano spesso e volentieri non solo fra di loro ma anche e soprattutto con Enti Oscuri, attraverso particolari riti e/o cerimonie. (ma questo è materia per altro genere di considerazioni).
Poi da lì, ecco la vera "sussidiarietà" ,il potere avvolge e pervade logge massoniche più o meno regolari ed estese, circoli finanziari, il mondo della politica, della stampa ecc. laddove le armi sono le solie: "money,sex and drugs".
Ritornando allo scopo n. 1, l'annichilimento spirituale dell'Europa Centrale a cui fu in definitiva "regalato" Hitler, e messa la "Terra da esperimenti socialisti" come "guardiano ad est" esso appare raggiunto, ma in realtà, è così solo in superficie, anche se attualmente "lor signori" sembrerebbero avercela fatta.
E' nato viceversa un popolo alla periferia dell'Impero, quello che fra mille contraddizioni,scazzi,rigurgiti spirituali e quant'altro cerca, attraverso Internet ma non solo ,di far valere oggi i diritti di una libera vita culturale e spirituale che sappia evitare di esser fagocitata dalla Finanza e dalla Politica asservita alla Finanza.
Aspettiamoci allora un'offensiva massiccia contro il web, come prima cosa......

Saluti



gramoflanz
london , agosto 07, 2008 16:36

Aggiungo. Questo popolo....SIAMO NOI!!


Giorgio
Vetralla , agosto 08, 2008 08:06

@ gramoflanz - LONDON,
lei non ha risposto al mio primo commento, però, nei suoi numerosi successivi, ci ha girato parecchio attorno.
Di convesso, alla mia prisca affermazione, la vulgata sostiene che " non si muove foglia che Dio non voglia".
Cossiga non può rispondermi perchè non è al disopra del 33° grado di rito scozzese, fa ancora parte del "parco buoi", come quasi la totalità di coloro che esternano.
Lei però, gramoflanz, gode di un palco privilegiato, visto che scrive da LONDON residenza della regina, epigona di Re Salomone. Perché non ci illumina, dal momento che il suo avo sembra Hiram Abiff?



gramoflanz
london , agosto 08, 2008 10:44

hi Giorgio,
ho letto il suo primo commento ma francamente non ne ho capito l'italiano e quindi non posso dire molto su di esso.
Si tratta certamente di una mia colpa.
Il seguito del suo commento lo trovo però inutilmente offensivo e fra l'altro poco attento: da quello che ho scritto si dovrebbe dedurre che ai miei occhi il mondo delle Logge non è il massimo..
Le svelo un segreto: come non tutti gli ebrei sono avidi e spietati banchieri o i neri assatanati sessuomani così non tutti i londinesi sono massoni ...



dom enico
trovami , agosto 08, 2008 13:33

La reggina d'Ingliterra non ha il potere, il potere l'ha il sindaco di londra,
quando la reggina visita il sindaco non deve portare la corona ma vestirsi normalmente, e si deve inchinare davanti al sindaco e camminare 3 passi di dietro al sindaco.
salute.



Giorgio
Vetralla , agosto 08, 2008 17:58

gramoflanz, è una fortuna che tutti i londinesi non siano massoni, ma cmq non è una colpa esserlo!
Nella sua espressione scritta lei si è mantenuto nel criptico, anche attraverso i lemmi usati, devo fare ammenda credendola più addentro all'esoterismo. Ma lei mi ha invitato a nozze quando ha citato lo scritto massonico dove si vaticinava circa l'avvento del comunismo nella Grande Madre Russia, facendo il verso alle apparizioni mariane a Fatima in Portogallo ed anticipando le "sedute spiritiche" di un già Presidente del Consiglio italiano. Non è mia intenzione mancare di rispetto ad alcuno e qualora non mi fossi espresso essotericamente mi chieda ulteriori chiarimenti, se le sembra che in qualche modo l'abbia offesa chiedo venia.



gramoflanz
london , agosto 08, 2008 18:47

Per Giorgio
No nessuna offesa.
Tuttavia non colgo il nesso fra un fatto tangibile quale quello di una carta "profetica" e la questione di Fatima, assai più complessa ed ardua da decifrare. (Mi sembra che se ne parli spesso anche sul sito).
Quanto all'esoterismo. ripeto un concetto già postato da altri.
In realtà ormai di "nascosto" od "esoterico" dal punto di vista dei contenuti c'è rimasto ben poco sul piano dell'informazione e della dialettica: web e media brulicano di "opere esoteriche".
Il vero "esoterismo" è nel "come" : e cioè nelle discipline occorrenti per investigare "piani diversi di realtà" (che poi è da un lato un "navigare in sè stessi" e dall'altro un "entrare nel mondo reale") Ma questo è un "fuori tema" e quindi chiudo.
All the best.



Giorgio
Vetralla , agosto 09, 2008 08:35

gramoflanz
nel web si trova l'essoterismo dell'esoterismo altrimenti non sarebbe tale, quest'ultimo è situato nel borderline dell'incarnato, in quella sfera accessibile con aiuti più o meno alteranti lo stato di consapevolezza, raggiungibili anche semplicemente controllando l'alimentazione. Conseguentemente un certo grado di iniziazione massonica o certe manifestazioni mariane o "fenomeni similari", hanno molto più in comune di ciò che normalmente l'uomo qualunque creda. Quindi lei ha offerto come esempio uno scritto muratorio, io l'ho affiancato da un'apparizione, ma c'è ne sono molti altri che per opportunità non cito, uno per tutti cmq glielo propongo: il "Sommo Poeta" ed il suo mentore Brunetto Latini. Altro ho già scritto in altri commenti, come da lei ricordato.



gramoflanz
london , agosto 09, 2008 09:35

X Giorgio
Già, l'esotersimo cui alludevo io è caratterizzato da vere e proprie discipline spirituali (concentrazioni,meditazioni,contemplazioni, coltivazione di particolari atteggiamenti) e non da certe "avventurette" che avvengono al limite del proprio sistema nervoso con l'aiuto di mezzi materiali o tramite qualche cerimoniale degradato (che in realtà non funziona affatto).
Anzi, come lei accenna , alcune manifestazioni "mariane" possono essere solo fenomeni medianici o , appunto, nascenti dall'alterazione del funzionamento del sistema nervoso: allucinazioni.
Quanto a Dante e Latini: non la seguo bene (sarà l'imminenza della partenza per le vacanze) , so che in questi due personaggi , come in altri dello stesso periodo, ha vissuto la quintessenza della sapienza medievale, od almeno di buona parte di essa.

saluti



Giorgio
Vetralla , agosto 10, 2008 09:48

gramoflanz,
sull'argomento qui mi fermo perchè ne ho già dibattuto a lungo, offrendo suggerimenti più approfonditi che in questa occasione, commentando gli articoli a firma di Ludovico Pollastri, tengo però a veicolarle un assioma spesso ripetuto da A. Einstein e cioè: "Nessun fenomeno è fine a se stesso, ma tutti sono concatenati".



andrea carancini
fabriano , agosto 28, 2008 07:07

la "pista palestinese" è stata rilanciata in parlamento da alcuni deputati di AN, il cui ruolo è quello dei "disinformatori atlantici di servizio". nonostante le varie prese di posizione a favore dei "natural born killers" mambro e fioravanti, segnalo l'uscita, l'anno scorso, di un libro controcorrente: si tratta di "tutta un'altra strage", di riccardo bocca. si tratta di un libro serio e documentato. secondo bocca, è più che probabile che mambro e fioravanti siano gli esecutori materiali della strage. se non lo fossero, perchè hanno cambiato la versione del loro alibi un'infinità di volte? per quanto riguarda il fatto che i due si siano sempre proclamati innocenti del reato di strage (al contrario degli altri delitti commessi), beh, non ci vuole molto a capire il perchè: perchè tenere la bocca chiusa è fondamentale per la loro incolumità.



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