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Come hanno testimoniato i due ministri degli esteri antagonisti all'epoca di Pale, dal 1995 al 2000 Radovan Karadzic ha vissuto sotto la protezione degli Stati Uniti e coperto dalla CIA, per darsi poi uccel di bosco fino alla recente cattura. Ma questo non è il più sporco degli affari che si agitarono attorno alla questione balcanica. La pista, insabbiata a suo tempo, ci porta in Italia all'epoca del Governo Prodi e all'acquisto del 29% di Telekom Serbia. Un finanziamento a tutti gli effetti.

Karadzic protetto dalla CIA? E poi da chi?

Maurizio Blondet    06 agosto 2008
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Dai giorni degli accordi di Dayton (novembre 1995) fino al 2000, Radovan Karadzic ha vissuto sotto la protezione degli Stati Uniti: lo sostiene il quotidiano di Belgrado Blic, che cita una «fonte ben informata dell’intelligence USA», che ha parlato di un «accordo segreto e informale» tra la CIA e il caporione serbo-bosniaco (1).

In cambio della protezione, Karadzic -ricercato per genocidio e crimini di guerra come mandante del massacro di Srebrenica, 8 mila sterminati - si era impegnato a non impegnarsi più in politica. La protezione infatti sarebbe terminata quando la CIAnel 2000, ha intercettato una telefonata del ricercato, da cui risultava che lui aveva personalmente presieduto una riunione del suo vecchio partito, quello dei serbo-bosniaci.

Dopo il suo arresto e appena ha potuto prendere la parola davanti al tribunale dell’Aia, come si ricorderà, Karadzic aveva parlato di un accordo esistente fra lui e Richard Hoolbroke, il mediatore americano, che gli avrebbe garantito «l’immunità». Hoolbroke ha replicato: «Una menzogna pura e semplice. Sono 12 anni che (Karadzic) diffonde questa storia fra i suoi amici, ed ora lo fa di persona. Non abbiamo fatto nessun accordo».

L’esistenza di tale accordo è stata sostenuta a Radio Belgrado da Aleksa Busha, già «ministro degli Eteri» di Karadzic nel «governo» della Republika Srpska di Pale. Costui ha precisato che l’accordo fu stretto «nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1996». Si può non credere a questo uomo di Karadzic.  Ma anche Mohamed Sacirbey, che fu ministro degli Eteri della Bosnia musulmana in Sarajevo assediata -che dunque militava nella parte nemica - ha sostenuto che questo accordo ci fu. Intervistato da Dnevni, giornale di Mostar, Sacirbey ha detto di aver saputo dell’accordo da Robert Frowick, il diplomatico americano che guidava la missione dell’OCSE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) «nell’estate del 1996».

I due (ex?) avvversari coincidono dunque nell’indicare la data. Data l’ambiguità delle manovre internazionali che si agitarono attorno alla questione balcanica, non stupisce nulla: il «patriota serbo» coperto e protetto dallla CIA non è il più sporco degli affari che avvennero.

Il vero mistero è un altro: se la CIA strappò il suo manto protettore dal patriota Karadzic nel 2000,  come ha fatto il patriota a vivere da uccel di bosco fino al 2008, sfuggendo per ben otto anni alle vaghe ricerche della «comunità internazionale»? Il giornale austriaco Kurier ha appurato che Karadzic, sotto il nome di «dottor Dabic», medico alternativo, ha addirittura esercitato in Austria, e andava e veniva dall’Italia quanto gli pareva. Vuoi vedere che, dopo la CIA, qualcun altro s’è incaricato della sua protezione?

Nel 1997, durante il governo Prodi numero 1, Telecom Italia (allora società a partecipazione statale, controllata dal Tesoro al 61%) acquistò il 29% di Telekom Serbia, la disastrata agenzia di telefoni fissi di Milosevic: 893 milioni di marchi, pari a  878 miliardi di lire, in parte pagati in contanti, i sacchi postali di banconote mandati a Belgrado. Uno dei peggiori affari di Prodi come privatizzatore dell’IRI: la quota italiota di Telekom Serbia fu quasi subito dopo rivenduta allo stesso governo di Belgrado per 300 miliardi, con una perdita secca di 600: pagati da  noi contribuenti. Di fatto, l’Italia finanziò l’ultima guerricciola di Milosevic.

Prodi disse di non saper nulla di quella transazione. Telecom Italia non aveva bisogno di informare il governo per compravendite di quel genere, fu la tesi difensiva. Vero che Telecom apparteneva ancora al governo (IRI), ma era in via di privatizzazione e seguiva già le regole privatistiche dettate giusto - guarda caso - allora da Carlo Azeglio Ciampi, ministro del Tesoro di Prodi e Venerato Maestro. Si parlò anche di tangenti ricevute, per quel cattivo oculatissimo affare, da Lamberto Dini, Piero Fassino (allora ministro) e da  Prodi.

Il successivo governo Berlusconi ha allestito una comissione d’inchiesta - la cui legittimità non è mai stata accettata dalle sinistre - che è riuscita a confondere così oculatamente le tracce e ad intorbidare le acque con tanta attenta incompetenza, che la faccenda è finita nel nulla. La Commissione non ha presentato nemmeno la relazione finale. Il supertestimone che aveva accusato Dini, Fassino e Prodi di intascare tangenti, la spia Igor Marini, è stata condannata per calunnia. La magistratura di Torino (Fiat) ha colato a picco tutto l’affare, archiviando le ultime accuse agli amministratori delegati di Telecom di allora.

Ci resta in mano pochissimo. Qualche frase giornalistica (2), qualche frase del presidente della Commissione di non-inchiesta, Enzo Trantino (AN): «Macroscopica disapplicazione dei principii  basilari di una corretta amministrazione... mala gestione con chiare e forti connotazioni politiche... i governanti di allora, dal presidente Prodi al ministro Dini al sottosegretario Fassino sembra fossero al governo di un altro Stato, non dell’Italia, quando questo inquietante affare si compiva».

Già: governanti di uno Stato estero. O per conto di uno Stato estero messi a governare l’Italia; in cambio di buoni emolumenti, come si devono a bravi maggiordomi. Chi avrà protetto Karadzic, dopo la CIA? Mah.




1) Vesna Peric Zimionjic, «Karadzic lived under protection of CIA agents until he broke deal», Independent, 4 agosto 2008.
2) Alcune frasi di Galli della Loggia su Il Corriere: «E’ mai pensabile che una azienda pubblica italiana potesse condurre in porto un simile acquisto, per una cifra così considerevole e soprattutto da un venditore di così dubbia reputazione come Milosevic, signore della guerra dei Balcani, senza una preliminare autorizzazione politica dal governo di centrosinistra dell’epoca?… Se si appurasse che le cose stavano effettivamente così, sarebbe di una gravità politica per lo meno pari (se non superiore) a quella rappresentata dalla consapevole decisione presa da qualcuno (magari in cambio di qualche tangente) di aiutare il regime criminale di Milosevic. I piani alti della politica dell’epoca, insomma, ospitavano degli inetti o una quinta colonna balcanica?…». E Giampaolo Pansa su L’Espresso: «Quello che i giudici hanno sempre detto per le illegalità, vere o presunte, alla Fininvest, e cioè che Silvio Berlusconi da presidente non poteva non sapere, deve valere anche per il presidente del Consiglio professor Prodi. Chi sta in cima a una piramide di potere, non può non conoscere che cosa va facendo chi gli sta sotto». E così  Ezio Mauro, direttore de La Repubblica («Il governo non poteva non sapere»), Francesco Merlo su Oggi («L’acquisto del 29% di Telekom Serbia era un affare di Stato e non è credibile che gli uomini dello Stato non sapessero quel che faceva lo Stato»), Claudio Rinaldi su L’Espresso («Non credo a tangenti che sarebbero state incassate da uomini di governo, ma debbo dire che l’acquisto di una quota di Telekom Serbia durante il governo Prodi fu un grave errore: finanziario, perché la Stet-Telecom Italia, nel 1977 ancora controllata dallo Stato,  pagò un prezzo altissimo; politico, perché l’operazione fornì denaro fresco alla bieca tirannia di Slobodan Milosevic»).
 

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Commenti : (59)
nippon
venezia , agosto 06, 2008 08:58

Igor Marini e quella storia era una bufala ridicola, con dei nomi in codice, "mortadella" per prodi e "cicogna" per fassino, che sono attendibili solo per il pubblico della rete4 abusiva.


PIERO61
valleregia(ge) , agosto 06, 2008 09:11

Buongiorno a tutti
Bella, Direttore, la sua domanda finale...........
una delle tante, che rimarranno inevase e, senza risposte
per chissà quanti secoli.
Prodi e la sua cricca sono intoccabili, nulla gli potrà mai essere imputato.
Ha devastato l'Italia, ci ha imposto con una tassa e, senza interpellarci quella schifezza, creatrice di miseria che è
l'euro, ha distrutto tutto il sociale che era stato creato in Italia prima della II G.M., ci ha venduto, a più riprese
ad americani e israeliani, con le privatizzazioni(iniziate con un suo "governo")ha smantellato tutto il capitale pubblico che funzionava ancora decentemente e, dopo tutto questo, si definisce cattolico. Adulto, ovviamente.
Che schifo!
Non votate più per favore!
Piero61



Corrado Rosada
Milano , agosto 06, 2008 09:24

Preg.mo Direttore,

Qualche volta, leggendo l'ennesimo articolo rivelatorio apparso qua e la, mi rendo conto che ad un verità ufficiale non si approderà mai, semmai ad una verosimile.

Da che mondo e mondo i governi hanno sempre operato in questa maniera, anche quando apparentemente ostentavano una condotta irreprensibile.

Mi chiedo, allora, quale sia il vero ruolo del giornalismo, al di là del riportare i fatti, nel rapporto fra stato e cittadini.

Buone vacanze



ChristianPatriot
... , agosto 06, 2008 09:34

Io vorrei fare una domanda schietta e decisiva al signor Blondet: perché? Perché lei sta assumendo questa posizione vergognosa sull'arresto di Karadzic e sulla Serbia? Per conquistare ulteriormente le simpatie dei mussulmani o perché preferisce gli ustaçha croati Tudjman e compagnia?

IERI, OGGI, DOMANI, SERBIA TRINCEA D'EUROPA!
NO EURABIA, MAI ISLAM!



Primavera dei cento fiori
lontano oriente , agosto 06, 2008 10:17

la verita', come nella maggior parte dei grossi quesiti storici, non si sapra' ovviamente MAI.

L'albero comunque si puo' almeno intuire dai frutti :

- chi ci ha guadagnato da tutte le guerre balcaniche ?
- chi giova ora del Kosovo "liberato" ?
- chi della bosnia multietnica ?
- e non dimentichiamoci della Slovenia che zitta zitta...


cosa sono 8000 morti (presunti poi) a Srebrenica contro la dissoluzione della Jugoslavija e la creazione di governi fantoccio filo-americani che ora entreranno tutti nella EU ?

Blondet giustamente risponde emotivamente alla questione serba avendola toccata con mano, ma presumo sappia meglio di noi che dopotutto la Serbia e' e rimane la grande vittima di un piano piu' grande di lei.

criticare Karadzic per accordi fatto quando ormai la guerra era perduta e non c'erano alternative se non l'esilio o il suicidio e' molto ingenuo : ci sono centinaia di ex fascisti diventati fedeli atlantisti dopo il 1945, non vedo perche' Karadzic debba fare eccezione, cio' non toglie che rimane un eroe del popolo serbo.

in tutte le guerre succedono schifezze di ogni tipo.
i miei stessi genitori ebbero la casa semi bombardata dagli americani nel 1945 e si salvarono per miracolo.

ci furono pestaggi, stupri, fucilazioni gratuite e di massa.

che dobbiamo fare ? dare le patenti di bonta' ?
dividere il mondo in buoni e cattivi basandoci poi sulle esagerazioni giornalistiche dei mass media ?

la storia dara' ragione a vinti o vincitori, ovvio che ci sara' da aspettare qualche decennio per poter tirare i conti.

ma c'e' una costante ed e' "mors tua, vita mea".

io mi incazzo giustamente per le foibe e la deportazione di 1 milioni di veneti, istriani, e dalmatini, i croati al contrario ne tessono le lodi nei loro libri di scuola fin dall'asilo blaterando di "liberazione" (!).

a ognuno il suo, tanto tutte queste guerre e secessioni intra-europee fanno solo il gioco del nemico : meglio che l'europa si divida in 100 piccoli stati sovrani ma che abbia una UNICA forza armata piuttosto che come ora sia composta da una trentina di governi fantoccio artificialmente divisi e nemici tra loro.

prendiamo per una volta esempio da Russia e Cina
e guardiamo al futuro.



Rodolfo
... , agosto 06, 2008 10:17

Se ci attendiamo che chi comanda davvero sia amico della "trasparenza", campa cavallo...

Per grandi linee, si potrebbe intuire che Karadzic avrebbe avuto buone possibilita' di catalizzare la politica nazionalista serba e, di conseguenza, sarebbe avvenuto altrettanto con le altre nazionalita' concorrenti. Evidentemente la vicenda era ormai chiusa e la politica locale sotto controllo. Si potrebbe ipotizzare che l'accordo fosse preesistente ai fatti per cui K e' incriminato, cosi' come che il finanziamento a Milosevic fosse proprio volto ad assicurare il conflitto. Del resto non sarebbe la prima volta: tutta la storia del Novecento e' costellata di fatti analoghi, soprattutto quella europea. Prodi non ha fatto altro che il suo "dovere", cosi' come fece D'Alema poi. La "sisnistra" sembra piu' zelante della "destra" nel servire gl'interessi dell' "alleato". Sara' forse per farsi perdonare qualche peccatuccio... Anche il sottoscritto ha esperienza de visu dei fatti e considera l'opinione del Direttore un pochino parziale: tutte le milizie hanno usufruito di finanziamenti "esterni", anche se l'UCK sembrava prediletta dagli "esportatori di democrazia". Con tutto il corollario albanese e i "viaggi della speranza" a cui ormai siamo avvezzi. Dall' 8 settembre del 1943 non e' piu' lecito il parlare di "politica nazionale". Credo che qui l'abbiano capito in molti.



Diocleziano
Split , agosto 06, 2008 10:31

A mio modesto avviso le protezioni di Slobo e Karazzic sono da ricercare nei servizi russi almeno dal 1999 in poi.
In effetti entrambi potevano comodamente espatriare in Russia ed evitare il tribuale internazionale dei diritti delle banche.
Se sono rimasti nel territorio fino agli arresti è perche forse dovevano gestire le strutture segrete di contenimento alla "occidentalizzazione" della Serbia.
Per slobo è stato facile perchè troppo esposto ,mentre karazzic hanno dovuto aspettare il momento opportuno nelle maglie della protezione russa.
Penso non si sapranno mai i particolari dell'arresto.
Gli eventi si sono susseguiti nel senso che Putin caccia le spie inglesi dalle società petrolifere russe e gli inglesi arrestano karazzic per rappresaglia.
Della serie che se elimini la zampa inglese dal giardino russo ,gli inglesi eliminano la zampa russa dal giardino serbo.



Yezidism
Ninive , agosto 06, 2008 10:41

A quanto mi risulta sapevo che karadzic fù protetto sinergicamente sia dal vaticano che dai cristiani ortodossi, d'altronde vista anche l'esperienza del vaticano nella RAT LINE che permetteva a molti criminali nazisti di recarsi in argetnina con passaporti vaticani, mi viene da domandare al direttore se il medico alternativo Dottor Dabic non avesse conseguito la laurea alla CATTOLICA! Nei balcani spesso i prelati cristiani sono aditi a benedire luogotenenti locali oppure avete dimenticato il cardinal STEPINAC (beato) protettore degli ustascia? Troppo facile piangere le foibe e nel contempo nascondere le porcate di Stepinac e degli ustascia che furono la causa che poi provocò le foibe da parte di Tito.


roberto22
- , agosto 06, 2008 11:01

Hoolbroke guidava la colonna dei trattori di 200000 serbi puliti dalla croazia, inffati era seduto su un trattore in fuga. Dirà sicuramente che anche questo non è vero, ma una cosa è certa non poi fidarti in mediatori americani, c'è piu onestà in un provenzano.


Diocleziano
Split , agosto 06, 2008 11:20

Sempre a mio inane avviso,gli inglesi hanno fatto scorrazzare liberamente karazzic per l'Italia per vedere con chi si incontrava e scoprire così la rete dei servizi russi sul territorio.
Ma se i russi non sono fessi,lo hanno fatto incontrare con personaggi di basso livello ed hanno spiato chi era che spiava karazzic.
In questo contesto si spiega la sempre sorda lotta per il controllo di telecom.



Pierpaolo
Trieste , agosto 06, 2008 11:46

"La protezione infatti sarebbe terminata quando la CIA nel 2000, ha intercettato una telefonata del ricercato, da cui risultava che lui aveva personalmente presieduto una riunione del suo vecchio partito, quello dei serbo-bosniaci."

Ma all'epoca il "ricercato" (sarebbe meglio dire il "sorvegliato") aveva già assunto l'identità di Dabic, o si è presentato ai compagni di partito ancora con l'identità di Karadzic?



Ivan
Prato , agosto 06, 2008 11:59

Certo che se commissioni di inchiesta del centro-destra sono guidate da comici come Trantino, Guzzanti-Scaramella, stiamo freschi. O forse queste commissioni sono affidate di proposito a questi incompetenti che fanno ridere i polli, per creare una cortina di risate su questioni estremamente serie.


Michelangelo
Europa , agosto 06, 2008 12:22

@Primavera dei cento fiori
Sottoscrivo.

@Yezidism
Ogni fazione userà i mezzi a sua disposizione per fare i suoi interessi-ognuna non avrà la coscienza pulita.. Dobbiamo metterci dalla parte di chi fa gli interessi degli Europei - non di chi semplicemente si installa in Europa, ma non ne fa assolutamente l'interesse, e poi si erge a paladino saccente e lume di ogni virtù.
La storia si ripete... basta leggere scuola di cadaveri, di Celine..



RIDDICK
oltremondo , agosto 06, 2008 12:28

Karadzic morirà prima che il processo entri nel vivo.


Giuliano G
... , agosto 06, 2008 12:42

Concordo con nippon....

Il centrodestra non è nuovo a scandali poi rivelatosi enormi e colossali puttanate.

Ve lo siete già scordati il noto Scaramella/Pulcinella definito dagli stessi tribunali inglesi un contaballe e dilettante?



Giancarlo
Seregno , agosto 06, 2008 12:55

“...massacro di Srebrenica, 8 mila sterminati...”
Arridaje...
Come la storia dei SeiMilioni, asso pigliatutto, calato senza discussioni
Della serie strano ma vero, quasi un’assioma da Corriere...
Caso mai si volesse sentire l’altra campana.., ecco i rintocchi:
www.srpska-mreza.com/Bosnia/Srebrenica/hoax.html
Da ascoltarsi attentamente: orecchie aperte, ma anche gli occhi.

Su attitudini e commerci da associarsi a certi Prodi, non ci piove...
Ma partire da Srebrenika & Karadzic per arrivare ai topi della nostra nave,
sembrerebbe come partire da Selene per speculare sulla cultura delle fave:

Come dire.., dalle leggi di Keplero all’almanacco Barbanera.



Giorgia
Trieste , agosto 06, 2008 12:58

Per @ Yezidsm.

Si deve giudicare la storia sulla base di prove materiali non fasulle, contrariamente a quanto stiamo assistendo da 63 anni.
Scusi, in base a quali prove Lei afferma che il card. Stepinac e gli ustascia "furono la causa che provocò le foibe da parte di Tito"? Churchill non ha mai sostenuto gli assassini titini?
Nella cattedrale di Zagabria, centinaia di persone portano fiori sulla tomba del card. Stepinac, ogni giorno, da decenni (anche all'epoca Tito). Seguento la Sua logica, mi viene da pensare che i Croati siano tutti ustascia.
Il card. Stepinac protesse e aiutò tutti INDISTINTAMENTE!
Le foibe furono il risultato di un diabolico progetto "alleato" di spartizione dell'Europa. Gli Inglesi lasciarono mano libera alle orde assassine dei comunisti di Tito per spingere le popolazioni italiane ad abbandonare quella che era stata la loro terra da secoli: Istria e Dalmazia.
È una storia che conosco bene, poiché diversi membri della mia famiglia sono finiti nelle foibe.
Ma, si sa che, da 63 anni a questa parte, prevale la concezione manichea della storia.
Grazie per l'attenzione.



Radovanlibero
Pale , agosto 06, 2008 13:14

x Yezidism: affermare che Karadzic sia stato protetto dal Vaticano è assurdo! Il Vaticano ha patrocinato la nascita della Croazia, ha sempre appoggiato le guerre contro i Serbi, e Karadzic è da sempre nemico giurato del Vaticano.

Riguardo al "ritiro" di Karadzic dalla politica sosteniamo che c'è molta più dignità nell'accettare un accordo e ritirarsi dalla vita politica DOPO AVER COMPIUTO LA PROPRIA MISSIONE, piuttosto che diventare un pachidermico politicante legato a potere, soldi e posti di comando, con relativi nepotismi, corruzioni, ecc..
ogni riferimento a qualsiasi politico italiano è puramente casuale.

http://radovanlibero.splinder.com/post/17975432



Ivan
... , agosto 06, 2008 13:30

A Primavera dei cento fiori vorrei ricordare che in Croazia, alla "liberazione", nel maggio del '45, i comunisti di Tito misero in atto una strage di massa che in confronto, le foibe, diventano un piccolo dettaglio.
Mai sentito parlare della foresta di Bleiburg?
Nelle foibe ci finirono, oltre che istro-veneti, croati, sloveni e tedeschi: tutti coloro avevano militato contro il movimento partigiano. Voglio ricordare inoltre, che i capi titini in Istria erano nella stragrande parte, nativi del luogo, tantè che una delle più importanti brigate partigiane, con tanto di tricolore e stella rossa, era la "Piero Budicin" chiamata in onore di un pescatore capo partigiano di Parenzo, fucilato dai fascisti nel '43.



stefano colla
rovereto , agosto 06, 2008 14:49

Stimato direttore
concordo che l'operazione Telekom Serbia sia stata pessima per il contribuente italiano, e imbarazzante per Prodi.
Ma da qui ad accreditare di qualche credibilità Igor Marini, con le sue "rivelazioni" su Ranok, Mortadell (non ricordo più il nomignolo usato per Fassino)ce ne corre.
Quanto alle commissioni d'inchiesta, spesso vengono fatte come maglio sugli avversari (nessuno può disri esente)Telekom Serbia, Mitrokin ecc. (ne sa qualciosa l'on. Guzzanti).
A quando una vera Commissione d'inchiesta sull'incendio disastroso del Moby Prince praticamente appena fuori dalla rada portuale di Livorno, 240 persone lasciate morire per voluta criminale omissione di soccorso, episodio scandaloso di copertura dei trafficanti di armi americane di ritorno dalla prima guerra del Golfo?
Sarei curioso di conoscere il Suo pensiero sull'episodio Moby Prince
Grazie e buon lavoro



Luka
Pale , agosto 06, 2008 16:13

Egregio Dott. Blondet,
sinceramente non posso credere che Lei - di solito molto libero ed indipendente - cita le fonti come più le fanno comodo.
Se Lei è un intellettuale onesto, sicuramente io credo che Lei lo sia, mi deve spiegare alcune cose:
1) Se Karadzic è stato protetto dalla CIA fino al 2000, mi potrebbe cortesemente spiegare come mai vi furono tentativi di cattura e scontri a fuoco tra servizi stranieri di paesi occidentali e combattenti di Karadzic?
Alcuni di questi avvennero nei pressi di monasteri ortodossi.....
2) Lei sa che Karadzic preferì ritirarsi dalla scena politica nel 1996 non perchè volesse fare contenti gli americani, ma perchè l'appoggio di Belgrado (sempre tiepido peraltro verso i serbi di Bosnia) era venuto meno, la Russia (negli elementi politici, non in quelli militari) sconsigliò la continuazione della guerra dopo la farsa antiserba di Dayton, il popolo era allo stremo con le doppie sanzioni e si era costretti a prendere una soluzione radicale (o in un senso o nell'altro..). Karadzic e Seselj furono gli unici politici serbi a criticare ferocemente gli accordi antiserbi di Dayton, voluti da Usa e Gran Bretagna.
3) Lei è giustamente molto sensibile all'orientamento di una nota lobby a livello internazionale.
Lei sa che in quel contesto, la nota lobby aveva lanciato la parola d'ordine "L'Europa comincia aSarajevo"?
La nota lobby appoggiava dunque esplicitamente i musulmani di Izetbegovic pur di annientare i serbi di Bosnia.
4) Che cosa pensa del genocidio di centinaia di migliaia di serbi sterminati dagli ustascia durante il secondo conflitto mondiale?
5) Visto che legge i giornali serbi, saprà benissimo che il medico che si è recato a Vienna e Milano, inizialmente scambiato per Dragan Dabic, è in realtà un altro medico.
Perchè non riporta la notizia?
6) Come mai non ricorda il grande Cristiano Russo Solzenicyn? Perchè paragonò i bombardamenti su Belgrado voluti dai Sionisti, a quelli di Hitler e dei nazionalsocialisti?
Già che ci siamo mi permetto di chiederle un'ultima cosa.
Lei giudica positivamente l'operato di Putin. Sa che Putin, basta vedere i testi scolastici, ha riabilitato vasti tratti di storia sovietica (in quei testi si parla del "genio Stalin") e l'eroica Grande Guerra Patriottica?


Attendo una sua sincera risposta,
Cordialmente,
Con stima
Luka



Rodrigo
... , agosto 06, 2008 17:05

@ Yezidsm
@ Giorgia

Il cardinale Stepinac partecipò fin dai primissimi giorni dopo l'invasione nazifascista all'accreditamento del regime ustascia, spesso presenziando alle manifestazioni del regime; membro del Parlamento-fantoccio di Pavelic, condivise l'oltranzismo antiserbo e sostanzialmente tacque sul genocidio effettuato dagli ustascia di Ante Pavelic nei confronti dei serbo-ortodossi negli anni '41-'45 (salvo -pare- in alcune omelie che non lasciarono traccia in alcun documento scritto o in alcuna direttiva al suo clero); condivise la linea delle conversioni forzate salvo questionare con gli ustascia su chi dovesse accettarle e gestirle. Il Vaticano sapeva tutto delle stragi e tacque. Innumerevoli segnalazioni giunte dal governo iugoslavo in esilio con richiesta di intervento non furono raccolte dal Vaticano (l'unico a protestare era il Card. Tisserant, allora uno dei pochissimi non italiani nella Curia).
La pulizia etnica avvenne con tale crudeltà nei confronti di donne, bambini, con mutilazioni, accecamenti, sventramenti e altre amenità ,da essere un unicum tra le atrocità della seconda guerra mondiale e nella storia degli ultimi secoli.
Giova ricordare che le truppe italiane di occupazione già nell'agosto del '41 ampliarono l'area che occupavano dall'Istria e dalla Dalmazia verso Est di un centinaio di chilometri, estromettendo del tutto gli ustascia dove arrivavano. I militari italiani impedivano i massacri sia per motivi umanitari sia per prevenire l'ingrossarsi delle file partigiane che in quel periodo cominciavano ad organizzarsi e che raccoglievano i tanti che erano spinti dalla situazione a passare alla macchia. I tedeschi che occupavano la parte orientale della Croazia e la Serbia lasciavano agire in libertà gli ustascia. Gli italiani riaprirono le Chiese ortodosse e ciò suscitò la reazione di Stepinac presso i militari italiani.
In quanto al RAT Channel al centro di questa rete di complicità e di questo smistamento c'era il prelato ustascia Mons. Draganovich ed il Collegio ecclesiastico di san Girolamo degli Illirici in Via Tomacelli a Roma.

Per amore della storia e per non dimenticare.



Luka
... , agosto 06, 2008 18:51

Provo per l'ennesima volta a formulare le domande al dott. Blondet. Lo ho fatto con la massima correttezza e lo rifarò con la medesima correttezza anche se sono stato sempre cestinato.
Sign. Blondet la prego di rispondermi.

---------------

Le sue domande sono state girate al direttore fin dal principio.
Come è nostra consuetudine e compatibilmente con gli impegni, avrà una risposta tra le lettere.

Cordialmente

Lorenzo de Vita



rasenna
livorno , agosto 06, 2008 18:59

Da un'omelia di Stepinac nella cattedrale di Zagabria il 25 ottobre 1942: «Ogni popolo e ogni razza, come al giorno d'oggi troviamo sulla terra, ha diritto ad una vita degna e ad essere trattato con dignità. Per questo la Chiesa cattolica ha sempre accusato - ed anche oggi lo fa – l'ingiustizia e la violenza che prende campo in nome di teorie di classe, di razza e nazionalistiche..»
Inoltre, in una lettera indirizzata ad Ante Pavelić il 24 febbraio 1943, Strepinac definì il campo di concentramento di Jasenovac "vergognosa macchia per lo Stato Indipendente Croato"
Tito condannò il cardinale Stepinac ai lavori forzati per aver sostenuto il governo croato di Pavelic.
Giovanni Paolo II lo proclamò beato nel 1998
Per me conta il giudizio della Chiesa e non quello del massacratore comunista Tito.



Rodrigo
... , agosto 06, 2008 20:28

@ Rasenna
E' questa è la Chiesa che lei conta?
Dopo la guerra, il sacerdote croato Krunoslav Draganović, che operava nel monastero croato di San Girolamo degli Illirici a Roma, ed era assistito dall'arcivescovo ucraino Ivan Bucko, dal padre francescano Dominic Mandic, e da numerosi altri sacerdoti croati, divenne l’uomo di punta del Vaticano nell’operazione di salvataggio dei nazifascisti. Draganović era considerato dai servizi segreti americani un “alter ego” di Ante Pavelic, il “duce” croato, ed era egli stesso un colonnello ustascia e un criminale di guerra. Fino al 1943 era stato una figura di spicco nel ministero della Colonizzazione interna di Pavelic, l’ente responsabile della confisca delle proprietà serbe in Bosnia ed Erzegovina, e aveva partecipato alla deportazione di serbi ed ebrei. Draganović era stato inviato a Roma nell’agosto 1943, durante il difficile periodo che va dall’esautorazione di Mussolini all’occupazione tedesca della città. Il suo arrivo in città coincise con l’acquisto di Pavelic dei passaporti argentini di Perón. A Roma, Draganović agì da rappresentante non ufficiale di Pavelic, e allorché i nazisti entrarono in città gli fu affidato l’archivio della legazione croata, che provvide a nascondere in Vaticano. Particolare alquanto più sinistro, considerando la loro probabile origine, il prelato divenne anche il custode dei beni di valore trafugati dalla Croazia dagli ustascia in fuga. Parte dell’oro trafugato (che comprendeva anelli nuziali, gioielli, monete d’oro e denti d’oro estratti alle vittime di Pavelic), potrebbe essere stato trasportato direttamente da Zagabria in Vaticano. Negli ultimi giorni di guerra, l’archivio del ministero degli Esteri ustascia venne affidato all’arcivescovo Stepinac, che lo conservò nello scantinato del suo palazzo a Zagabria. Questo archivio consisteva di otto scatoloni sigillati che furono inviati a Draganović a Roma. Secondo almeno un resoconto, contenevano anche oro preso alle vittime degli ustascia.
Per gli ustascia in fuga tutte le strade portavano a San Girolamo, monastero sito in via Tomacelli 132, alle porte della Città del Vaticano, che durante la guerra divenne la residenza dei preti croati che ricevevano l’educazione teologica vaticana. L’accesso a San Girolamo era rigidamente controllato. Le guardie ustascia controllavano i documenti dei visitatori, sottoponendoli quindi a perquisizione e a snervanti interrogatori, ivi incluse domande su come avevano saputo della presenza di croati nel monastero. Gli americani riuscirono a infiltrare nel monastero un loro agente, che redasse un elenco dei dieci maggiori criminali di guerra lì residenti. «Tutte le porte d’intercomunicazione tra una stanza e l’altra sono chiuse a chiave, e quelle che non lo sono vengono presidiate da una guardia armata, e per accedere da una stanza all’altra c’è bisogno di una parola d’ordine» riferirono i servizi segreti americani. «Molti dei principali criminali di guerra ustascia e collaborazionisti» vivevano nel monastero, che era «pervaso di cellule di militanti ustascia». Protetti dalla Chiesa cattolica, questi croati si consideravano un governo in esilio. Finanche le loro unità di intelligence rimasero operative. «Sembra che tutta questa attività parta dal Vaticano, passi per il monastero di San Girolamo e finisca a Fermo, il principale campo croato in Italia» riferirono i servizi segreti americani a inizio 1947. Molti dei ministri del gabinetto croato nascosti a San Girolamo erano fuggiti dal campo di prigionia di Afragola. Adesso facevano la spola tra il Vaticano e il monastero diverse volte la settimana, in un’auto con tanto di autista e targa diplomatica. «Parte dal Vaticano e scarica i passeggeri all’interno del monastero» affermarono i servizi segreti americani. «La protezione offerta a questi collaborazionisti croati dimostra al di là di ogni dubbio la correlazione di Draganović al piano del Vaticano di proteggere questi ex nazionalisti ustascia fino a quando non si fosse riusciti a procurare loro i documenti per farli riparare in Sud America. Certamente contando sui loro forti sentimenti anticomunisti, il Vaticano sta tentando in tutti i modi di infiltrare questi uomini in Sud America per controbilanciare il diffondersi dell’ideologia comunista». Poco tempo dopo questo rapporto del 1947, almeno sei dei dieci criminali croati scoperti nel monastero s’imbarcarono a Genova diretti in Argentina.
Gli americani iniziarono a ricostruire un quadro davvero allarmante della complicità del Vaticano. Nel maggio 1946 Pavelic si nascose «vicino Roma, in un edificio sotto giurisdizione del Vaticano». Si tratta di Castel Gandolfo, sede della residenza estiva del papa, dove Pavelic era stato alloggiato insieme a un ex ministro del governo romeno nazista. Gli americani vennero anche a sapere che Pavelic teneva «frequenti incontri con monsignor Montini», il futuro papa Paolo VI. In seguito, gli americani che si occuparono del caso misero per iscritto le loro riflessioni su Pavelic. «Oggi, agli occhi del Vaticano, Pavelic è un cattolico militante, un uomo che ha sbagliato, ma che ha sbagliato lottando per il cattolicesimo. È per questo motivo che il soggetto gode ora della protezione del Vaticano... Si sa che Pavelic è in contatto con il Vaticano, il quale vede in lui il cattolico militante che ieri ha combattuto la Chiesa ortodossa e oggi sta combattendo l’ateismo comunista... Per i suddetti motivi egli riceve protezione dal Vaticano, la cui visione dell’intera “questione Pavelic” è che, poiché lo Stato croato non esiste e poiché non ci si può attendere che il regime di Tito conceda a chiunque un giusto processo, il soggetto non debba essere consegnato all’attuale regime jugoslavo... I passati crimini di Pavelic non possono essere dimenticati, ma egli può essere processato solo da croati che rappresentino un governo cristiano e democratico, sostiene il Vaticano».
Il 27 dicembre 1946 Draganović inviò il suo primo grande contingente in Argentina direttamente da Genova, sul transatlantico di linea Andrea Gritti. Negli anni immediatamente successivi avrebbe trasferito in Argentina praticamente l’intero ex governo croato. «È coadiuvato in questa attività dai suoi numerosi contatti con le ambasciate e legazioni del Sud America in Italia e con la Croce Rossa internazionale» affermarono i servizi segreti americani, aggiungendo che Draganović poteva contare anche sull’«approvazione della Pontificia commissione di assistenza profughi». La fuga in massa dei criminali ustascia era iniziata a fine 1946, allorché Draganović ottenne dal governo di Perón un permesso di sbarco in bianco per 250 croati. Agì tramite il padre francescano Blas Stefanic della Basilica di Bari a Buenos Aires, giunto in città nel 1935. Lavorando insieme a tre altri francescani, divenne ben presto un propagandista anticomunista e una colonna della comunità croata in Argentina. Sul fatto che a dirigere la via di fuga fossero i francescani non ci sono dubbi. Nel compilare le domande di visto presso il consolato Argentino a Roma, di norma i fuggiaschi ustascia indicavano la comunità francescana croata della cittadina di José Ingenieros quale luogo di residenza prescelto. Un famigerato criminale ustascia, padre Vladimir Bilobrk, che incitò i croati a usare falci, zappe e picconi per massacrare i serbi, scrisse semplicemente il nome di Stefanic quale proprio riferimento locale. A Draganović fu ordinato di lasciare il monastero di San Girolamo solo alcuni giorni dopo la morte di Pio XII.



Rodrigo
... , agosto 06, 2008 21:05

@ rasenna

Il Papato di Roma ha sostenuto nel XX secolo il sorgere di tutti gli Stati fascisti con determinazione, ma più degli altri ha favorito proprio il peggior regime criminale: quello di Ante Pavelic in Jugoslavia.
Questo ex-avvocato zagrebino, che negli anni '30 addestrò le sue bande soprattutto in Italia, fece uccidere nel 1934 a Marsiglia il re Alessandro di Jugoslavia in un attentato che costò la vita anche al ministro degli Esteri francese. Due anni più tardi celebrò con un libello le glorie di Hitler, "il più grande ed il migliore dei figli della Germania", e ritornò in Jugoslavia nel 1941, rifornito da Mussolini con armi e denari, al seguito dell'occupante tedesco. Da despota assoluto Pavelic si pose nella cosiddetta Croazia Indipendente a capo di tre milioni di Croati cattolici, due milioni di Serbi ortodossi, mezzo milione di Musulmani bosniaci nonchè numerosi gruppi etnici minori. Nel mese di maggio cedette quasi la metà del suo paese con annessi e connessi ai suoi vicini, soprattutto all'Italia, dove con particolare calore fu accolto e benedetto da Pio XII in udienza privata (benchè già condannato a morte in contumacia per il doppio omicidio di Marsiglia sia dalla Francia che dalla Jugoslavia). Il grande complice dei fascisti si accommiatò da lui e dalla sua suite in modo amichevole e con i migliori auguri, letteralmente, di "buon lavoro".
Così ebbe inizio una crociata cattolica che non ha nulla da invidiare ai peggiori massacri del Medioevo, ma piuttosto li supera. Duecentonovantanove chiese serbo-ortodosse della "Croazia Indipendente" furono saccheggiate, annientate, molte trasformate persino in magazzini, gabinetti
pubblici, stalle. Duecentoquarantamila Serbi ortodossi furono costretti a convertirsi al cattolicesimo e circa settecentocinquantamila furono assassinati. Furono fucilati a mucchi, colpiti con la scure, gettati nei fiumi, nelle foibe, nel mare. Venivano massacrati nelle cosiddette "Case del Signore", ad esempio duemila persone solo nella chiesa di Glina. Da vivi venivano loro strappati gli occhi, oppure si tagliavano le orecchie ed il naso, da vivi li si seppelliva, erano sgozzati, decapitati o crocifissi. Gli Italiani fotografarono un sicario di Pavelic che portava al collo due collane fatte con lingue ed occhi di esseri umani.
Anche cinque vescovi ed almeno 300 preti dei Serbi furono macellati, taluni in maniera ripugnante, come il pope Branko Dobrosavljevic, al quale furono strappati la barba ed i capelli, sollevata la pelle, estratti gli occhi, mentre il suo figlioletto era fatto letteralmente a pezzi dinanzi a lui. L'ottantenne Metropolita di Sarajevo, Petar Simonic, fu sgozzato. Ciononostante l'arcivescovo cattolico della città di Oden scrisse parole in lode di Pavelic, "il duce adorato", e nel suo foglio diocesano inneggiò ai metodi rivoluzionari, "al servizio della Verità, della Giustizia e dell'Onore".
Le macellerie cattoliche nella "Grande Croazia" furono così terribili che scioccarono persino gli stessi fascisti italiani; anche alti comandi tedeschi protestarono, diplomatici, generali, persino il servizio di sicurezza delle SS ed il ministro degli Esteri nazista Von Ribbentrop. A più riprese, di fronte alle "macellazioni" di Serbi, truppe tedesche intervennero contro i loro stessi alleati croati. E questo regime - che ebbe per simboli e strumenti di guerra "la Bibbia e la bomba" - fu un regime assolutamente cattolico, strettamente legato alla Chiesa Cattolica Romana, dal primo momento e sino alla fine. Il suo dittatore Ante Pavelic, che era tanto spesso in viaggio tra il quartier generale del Führer e la Berghof hitleriana quanto in Vaticano, fu definito dal primate
croato Stepinac "un croato devoto", e dal papa Pio XII (nel 1943!) "un cattolico praticante". In centinaia di foto egli appare fra vescovi, preti, suore, frati. Fu un religioso ad educare i suoi figli. Aveva un suo confessore e nel suo
palazzo c'era una cappella privata. Tanti religiosi appartenevano al suo partito, quello degli Ustaša, che usava termini come dio, religione, papa, chiesa, continuamente. Vescovi e preti sedevano nel Sabor, il parlamento Ustaša. Religiosi fungevano da ufficiali della guardia del corpo di Pavelic. I cappellani Ustaša giuravano ubbidienza dinanzi a due candele, un crocifisso, un pugnale ed una pistola. I Gesuiti, ma più ancora i Francescani, comandavano bande armate ed organizzavano massacri. Essi dichiaravano giunta "l'ora del revolver e del fucile"; affermavano "non essere più peccato uccidere un bambino di sette anni, se questo infrange la legge degli Ustaša".
"Ammazzare tutti i Serbi nel tempo più breve possibile": questo fu indicato più volte come "il nostro programma" dal francescano Simic, un vicario militare degli ustasa. Francescani erano anche i boia dei campi di concentramento. Essi sparavano, nella "Croazia Indipendente",in quello "Stato cristiano e cattolico", la "Croazia di Dio e di Maria", "Regno di Cristo", come vagheggiava la stampa cattolica del paese, che encomiava anche Adolf Hitler definendolo "crociato di Dio". Il campo di concentramento di Jasenovac ebbe per un periodo il francescano
Filipovic-Majstorovic per comandante, che fece ivi liquidare 40.000 esseri umani in quattro mesi. Il seminarista francescano Brzien ha decapitato qui, nella notte del 29 agosto 1942, 1360 persone con una mannaia.
Non per caso il primate del paradiso dei cattolici, arcivescovo Stepinac, ringraziò il clero croato "ed in primo luogo i Francescani" quando nel maggio 1943, in Vaticano, sottolineò le conquiste degli Ustaša. E naturalmente il primate, entusiasta degli Ustaša, vicario militare degli Ustaša, membro del parlamento degli Ustaša, era bene informato di tutto quanto accadeva in
questo criminale eldorado di preti, come d'altronde Sua Santità lo stesso Pio XII, che in quel tempo concedeva una udienza dopo l'altra ai Croati, a ministri Ustaša, a diplomatici Ustaša, e che alla fine del 1942 si rivolse alla Gioventù Ustaša (sulle cui uniformi campeggiava la grande "U" con la bomba che esplode all'interno)
con un: "Viva i Croati!". I Serbi morirono allora, circa 750.000, per ripeterlo, spesso in seguito a torture atroci, in misura del 10-15% della popolazione della Grande
Croazia.
Comunque sia: il Vaticano ha contribuito in maniera determinante alla instaurazione di interi regimi fascisti degli anni venti, trenta e quaranta. Con i suoi vescovi ha sostenuto tutti gli Stati fascisti sistematicamente sin dal loro inizio. E' stato il decisivo sostenitore di Mussolini, Hitler, Franco, Pavelic; in tal modo la Chiesa romano-cattolica si è resa anche corresponsabile della morte di circa sessanta milioni di persone, e nondimeno della morte di milioni di cattolici. Non è un qualche secolo del Medioevo, bensì è il ventesimo, per lo meno dal punto di vista quantitativo, il più efferato nella storia della chiesa.

PS: In occasione del primo viaggio in Croazia di Giovanni Paolo II,il quotidiano italiano la Repubblica taceva su tutto quanto sopra raccontato, pero' scriveva: "...Ma il contatto con la folla fa bene a Giovanni Paolo II. I fedeli lo applaudono ripetutamente. Specie quando ricorda il cardinale Stepinac, imprigionato da Tito per i suoi rapporti con il regime di Ante Pavelic, ma sempre rimasto nel cuore dei Croati come un'icona del nazionalismo. Woityla, che sabato sera ha pregato sulla sua tomba, gli rende omaggio, però pensa soprattutto
al futuro..." (la Repubblica, 12/9/1994).
Tre anni dopo, lo stesso papa proclamava beato il nazista Stepinac, con una pomposa cerimonia alla quale partecipava pure Franjo Tudjman, regista della cacciata di tutta la popolazione serba delle Krajne nella versione di fine secolo della "Croazia indipendente".



rasenna
livorno , agosto 06, 2008 21:43

@ rodrigo
Nel suo post precedente lei sosteneva che Stepinac era complice degli eccidi degli ustascia. Non è vero e su questo le ho risposto.
Ora allunga il brodo per dimostrare che i croati sconfitti, confidando anche in sacerdoti cattolici, misero in salvo nell'Argentina di Peron quelli che Tito vincitore e i suoi alleati americani non erano riusciti a infoibare e che volevano e giustiziare. (mi cita la fonte, se attendibile, di notizie così dettagliate?)Fra i fuggitivi c'erano forse persone che si erano macchiate di crimini nelle stragi dei Balcani di quegli anni (compiute da croati, serbi e sloveni, da tedeschi e comunisti titini). E c'erano anche croati che avevano combattuto per la loro patria e non erano criminali di guerra. E allora? I serbi stavano con Tito e Stalin e i croati stavano con Hitler e Mussolini. E si scannarono e vi furono delle stragi da entrambe le parti. E finita la carneficina i vinti cercarono di salvare i loro dalla vendetta e dal massacro. E allora? Il cardinale Stepinac non c'entra con tutto questo come lei affermava in precedenza. I francescani cattolici hanno fatto fuggire ricercati che forse erano delinquanti o forse solo combattenti sconfitti della Croazia o delle 2 divisioni di Waffen SS croate. E allora? I criminali titini non sono mai scappati, hanno continuato a massacrare croati e italiani e dominato la Jugoslavia fino a pochi anni fa. E quando è crollato il comunismo hanno riacceso l'ennesima carneficina nei Balcani (Milosevic e Karadzic in primis)
Al di la degli argomenti di propaganda politica, il nocciolo della questione è che la Jugoslavia, prima il regno multietnico fasullo creato dalle potenze massoniche dopo la sconfitta dell'impero asburgico, poi quella che sotto il giogo comunista di Tito dominò su popoli diversi per etnia, cultura e religione è un assurdo storico e politico. Caduto il comunismo si è nuovamente disgregata e dilaniata in guerre sanguinose. E nella logica della pulizia etnica la ragione non sta da una sola parte (non con i croati, tantomeno con i serbi)



rasenna
livorno , agosto 06, 2008 22:20

Aggiungo per Rodrigo
Se il Vaticano e la Croce rossa aiutarono profughi croati a mettersi in salvo c'è un perchè. Erano profughi che sfuggivano ai massacri di Tito.
Infatti alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le parti superstiti delle Forze Armate croate, assieme a migliaia di civili, iniziarono a ripiegare verso l'Austria e, dopo combattimenti durati fino al 15 maggio 1945, si arresero all'esercito Jugoslavo. Tutti i rifugiati che avevano cercato di consegnarsi alle forze inglesi in Austria furono respinti verso le posizioni titine. L'evento simbolo di questo periodo è rappresentato dal massacro di migliaia di Croati nella cittadina austriaca di Bleiburg. Tutti i Croati non uccisi sul posto furono costretti a camminare per centinaia di chilometri (la cosiddetta 'marcia della morte') attraverso la Jugoslavia; lungo il percorso gli ufficiali partigiani serbi organizzarono ripetute esecuzioni di massa di cui furono trovate tracce dopo l'indipendenza di Slovenia e Croazia negli anni Novanta.



Ivan
Prato , agosto 06, 2008 23:58

Per Rodrigo

Che gli Ustascia abbiano compiuto crimini, è certo. Che i serbi abbiano compiuto altrettanti crimini eè altrettanto certo; ma per favore non facciamo propaganda alla Curzio Malaparte e alle sue ceste piene di occhi che secondo l'immaginifico scrittore pratese, Ante Pavelic gli avrebbe mostrato durante un colloquio con il poglavnik croato.
Scindiamo i fatti reali dalle fanfaluche. I recenti studi su Jasenovac hanno dimostrato che dal milione vittime, si è passati alle 40.000...
Altra musica sono le fosse comuni di croati e sloveni che di tanto in tanto vengono scoperte. Qui si tratta di ossa e teschi, e i resti sono tanti. Tantissimi.



Ivan
Prato , agosto 07, 2008 00:11

Attualmente non è possibile stabilire il numero di vittime. In generale esistono due scuole di ricerca: una si basa sulla storiografia e demografia, l'altra tende a ricostruire gli eventi e le loro conseguenze utilizzando tutti i mezzi a disposizione.

Seguendo la prima scuola di ricerca, lo studioso croato Vladimir Zerjavic calcola che circa 55.000 persone furono uccise nell'area di Bleiburg e in Slovenia. Il giornalista britannico Misha Glenny e altri studiosi ritengono che i militari disarmati uccisi furono circa 50.000 e i civili circa 30.000. Lo storico croato-statunitense Jozo Tomadevic, della Stanford University, pensa che 116.000 militari croati giunsero a Bleiburg su un totale di 200.000 persone e che molti altri fuggiaschi furono bloccati alla frontiera austriaca; inoltre ritiene che circa la metà dei prigionieri fu massacrata nella zona di Bleiburg.

Seguendo l'altra scuola di ricerca, gli studiosi stimano che i croati uccisi tra Bleiburg, Slovenia e nord della Croazia furono oltre 250.000. Questa teoria ha attualmente grande credibilità poiché le autorità slovene hanno fatto scavare nel loro territorio tra il 1999 e il 2001. Le fosse comuni rinvenute sono 296 e sono stati trovati i resti di circa 190.000 cadaveri: in maggioranza croati e civili, compresi molti bambini. Solo nella zona della foresta di Tezno si stimano 60-80.000 uccisi e questo si spiega con la cosiddetta via crucis o marcia della morte. Gli sloveni sono molto turbati per tali orrori.

In conclusione, non si può ancora desumere un numero certo di vittime.

Oltre i militari collaborazionisti croati furono trucidate anche molte migliaia di soldati collaborazionisti sloveni, i cosiddetti domobranci, anche se è ingiusto chiamarli collaborazionisti bensì si dovrebbero definire anticomunisti. Essi infatti ritennero che la collaborazione con i nazisti fosse il male minore rispetto il sopravvento dei comunisti che con Tito ebbero il comando della lotta di liberazione. La lotta di liberazione, secondo la parte soccombente e anticomunista infatti non fu solo lotta contro l'invasore nazista, ma una vera e propria guerra civile in cui i comunisti, approfittando della situazione, si misero alla testa del movimeno di liberazione partigiano. Da questa posizione di forza conducevano la lotta partigiana ma anche l'occupazione, di fatto, della Jugoslavia e si proponevano sia agli occhi della popolazione sia agli occhi dei politici alleati come unica forza che nello scacchiere balcanico poteva sconfiggere le armate di Hitler
http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Bleiburg




Rodrigo
... , agosto 07, 2008 00:50

@ Rasenna
Al fine che lei non si ponga dubbi, le posso assicurare sono ben consapevole dei crimini perpetrati sia dai comunisti titini che dai regimi comunisti in generale e altrettanto consapevole dei crimini dei regimi nazifascisti.
Posso capire, valutando i fatti in chiave politica, che la Chiesa abbia avuto un occhio di riguardo verso regimi che osteggiavano il comunismo, ma c'è un limite a tutto.E questo limite è stato troppo spesso superato.
In merito alle stragi titine,altra pagina nera del XX secolo, bisogna considerare che quando si scatena odio come fecero gli Ustasha ,è poi difficile gestirlo.Soprattutto se all'odio si sommano gli interessi geopolitici cui lei ha fatto accenno.
Io ho esposto il frutto delle mie ricerche senza pretendere che lei le approvasse,la invito a fare altrettanto.
Nei miei post non c'è alcuna ideologia è solo una terribile sequenza di fatti.
In merito ai suoi poveri profughi croati aiutati umanamente dalla santa sede,l’operazione di espatrio comincia con una lettera a Perón di due frati francescani che chiedono al presidente di farsi carico della sorte di 30 mila «profughi croati» in Italia e Austria, e di accoglierli come lavoratori nelle proprie terre. Firma in calce del cardinale Copello, primate della Chiesa argentina. I documenti per arrivare in Sudamerica saranno in molti casi passaporti della Croce Rossa emessi dal Vaticano. I nomi degli aspiranti contadini sono Ivo Heinrich, consigliere finanziario del leader ustascia Ante Pavelic; Friedrich Rauch, che portò via per ordine di Hitler l’oro della banca centrale di Berlino; e Eugen Kvaternik che riuscì a scandalizzare lo stesso Himmler proponendo ai nazisti lo sterminio di due milioni di serbi.La lista sarebbe molto più lunga ma mi fermo quì.


Cordialmente
Rodrigo






andrea milano
... , agosto 07, 2008 07:58

X Stefano Colla : i morti della Moby furono 140 e se leggi
il libro inchiesta di Fredigrini " Moby prince un mistero ancora aperto" avrai alcune risposte documentate.Il libro e' stato pubblicato dalle edizioni Paoline xche' nessuno lo voleva pubblicare ed e' difficile da trovare.....misteri della fede



currenti calamo
... , agosto 07, 2008 08:02

Direttore ,tanti mah,fanno la storia dell'Italia e del mondo ,intanto tante vite spezzate come se non contassero nulla in nome di cosa?Le solite trame ordite per cosa?Non ho mai amato pensare che si possa decidere le sorti del mondo cospirando a discapito della vita altrui ,ma tutti questi mah ,mi hanno fatto ricredere e inizio a pensare che ,solo chi crede che la vita altrui non conta nulla possa complottare per far girare la ruota dalla sua parte!Mah ,aggiungo che tristezza!


Giorgia
Trieste , agosto 07, 2008 09:23

Buongiorno!

Sinceramente, gli 8.000 morti (veri o presunti?) di Srebrenica mi lasciano indifferente. Sì, indifferente, perché l'odiosa ipocrisia imperante in Occidente conta sempre e solo le vittime (aumentandone in genere il numero) di una parte contendente. Tutti gemono e si strappano i capelli, mentre le organizzazioni "umanitarie" se ne infischiano e continuano a fare i loro affari.
A che cosa serve processare dinanzi a un "Tribunale Penale Internazionale" un uomo (Karadzic o altri) che ha già subito una sconfitta: è già stato abbastanza umiliato, credo. Non c'è davvero niente di meglio da fare che trascinare davanti a un tribunale un uomo diventato del tutto inoffensivo, quando ci sono tante persone pericolose in giro?
E poi, è ora di finirla di gettare le colpe sempre su Pio XII (perché chi parla di complicità del Vaticano con i nazisti, intende quel papa e con lui i prelati dei paesi occupati dai Tedeschi). Pio XII scelse la causa degli Alleati, e con essi Stalin (su pressioni dell'infame bugiardo Rossevelt), anche se sapeva che in Unione Sovietica c'erano solo due chiese aperte e sorvegliate dalla polizia (una a Mosca e l'altra a Leningrado), mentre in Germania il culto cattolico era libero.
Bisogna smettere di ragionare secondo la filosofia giudaica della vendetta. Migliaia di di persone sono morte durante ogni guerra, per cause diverse, anche per rappresaglie, ma è la legge della guerra, è sempre stato così. È la guerra che deve essere bandita. Per il resto, atteniamoci alla legge cristiana (cattolica apostolica romana e non giudaica) del perdono.
Ancora oggi, il "Corriere della Sera" riporta la notizia che il giudice Intelisano vuole aprire un'inchiesta per i crimini di guerra compiuti dagli Italiani (fascisti ovviamente) nei Balcani durante la Seconda Guerra Mondiale. Cose da pazzi! Alcuni anni fa, il giudice Pititto cercò di aprire un procedimento contro i massacratori delle foibe, risultato: nulla di fatto, siamo in democrazia! Quando finirà il Centro Wiesenthal di dare la caccia, processare e imprigionare degli inoffensivi vecchietti quasi centenari?
Quando riusciranno gli storici non "ufficiali" ad esprimere liberamente le proprie opinioni e i propri dubbi sulla storia della Seconda Guerra Mondiale, senza essere processati, incarcerati e rovinati finanziariamente?
Queste persone non hanno mai ammazzato nessuno, ma sono trattate come Karadzic (senza parlare del vergognoso assassinio di Saddam Hussein).
Basta con la logica di "Norimberga", che il sentimento cristiano del perdono possa pervadere tutte le menti, e lungua vita a Faurisson, a Irving, a Priebke a Gerd Honsik (scrittore austriaco, estradato dopo 15 anni di esilio dalla Spagna in Austria, perché 20 anni fa aveva espresso un'opinione non conforme sulla storia della Seconda Guerra Mondiale) e, perché no, anche a Karadzic, affinché possa essere giudicato da un tribunale nazionale e non internazionale!
Grazie per l'attenzione.



Fulvio
milano , agosto 07, 2008 09:31

x Stefano Colla

Sei sicuro che le persone sulla Moby prince siano state lasciate morire apposta, appena fuori dal porto di livorno, senza che nessuno si desse da fare per salvare qualcuno?
Sicuro sicuro?..



rasenna
livorno , agosto 07, 2008 09:34

@Rodrigo
ho detto più volte che nei Balcani sono avvenute pulizie etniche e ideologiche terribili e che serbi e croati hanno (entrambi) commesso crimini orribili. Ma non si può denunciare i crimini di una sola parte e soprattutto non si può accusare la Chiesa di essere stata una associazione a delinquere che ha protetto, come dice lei, i crimini dei regimi fascisti. Questo lo può fare lei se, usando il copia/incolla ci trascrive le pagine del sito comunista http://www.resistenze.org/. In particolare la pagina http://www.resistenze.org/sito...st2f10.htm da cui lei ha ampiamente attinto(Titolo "CROAZIA 1941-1944: UNA CATTOLICISSIMA MACELLERIA"). E' un sito che non mi sembra un esempio di obbiettività storica, ma piuttosto di aperta propaganda del comunismo. Non può pretendere che cattolici come me prendano per oro colato quanto pubblicato (anonimamente) su un sito evidentemente e dichiaratamente comunista. A tutto c'è un limite.



Rodrigo
... , agosto 07, 2008 10:35

@ rasenna
Per corretteza la informo che non è un copia incolla dal sito a cui lei fa riferimento, è la traduzione letterale dell'ultima puntata della sua serie televisiva sulla politica dei Papi nel XX secolo presentata da Karlheinz Deschner il 26/12/1993 , serie trasmessa in Germania da Kanal 4, sulle frequenze di RTL.Che poi molti siti usino questo materiale per fare propaganda è vergognoso ma è affar loro.
Mi chiedeva alcuni riferimenti.
Bibliografia:
Uki Goni, Operazione ODESSA, Garzanti, Milano, 2003.
Michael Phayer, La chiesa cattolica e l’olocausto, Newton & Compton, Roma, 2001.
Marco Aurelio Rivelli, "Le Genocide occulte".
Jovan Babić, "Дракулићи".
Clive Ponting, "Armageddon," Random house, inc., new york, 1995.
Encyclopedia of the Holocaust,' Vol. 1, capitolo: 'Croatia.'
Encyclopedia Britannica dal 1971 al 1987. Si può trovare, per esempio, nell'Encyclopedia Britannica Edizione 1971, Volume 23, pag. 922 o nell'Encyclopedia Britannica, Edizione 1987, Volume 29, pag. 1054.
(Capitolo intitolato: "Jugoslavia, 2° G.M."). Non si trovano più nelle edizioni seguenti.Molti dei dati precedenti divennero politicamente scorretti, fin da quando gli USA e la Germania iniziarono a sponsorizzare la nuova Croazia indipendente, alla fine degli anni '80.
Encyclopedia Britannica, 1943 - Book of the year," pag. 215, Capitolo: 'Croatia'
'Worldmark Encyclopedia of the Nations,' Europa, edizione 1995, pag. 91, capitolo: 'Croatia.'
Herman Naubacher, "Sonderauftrag Sudosten 1940-1945. Bericht eines fliegenden Diplomate," Gottingen, 1956, pag.31.( Naubacher era un assistente personale di Hitler's per gli affari dell'Europa del Sud-est e dei Balcani)
Professor Helen Fein, "Accounting for Genocide - Victims and Survivors of the Holocaust" The Free Press, New York, Edizione 1979
Professore Edmond Paris, 'Genocide in Satellite Croatia, 1941-1945,' Novembre, 1961, The American Institute for Balkan Affairs.
Alfio Russo, "Rivoluzione in Jugoslavia," Roma 1944
Ruth Mitchell, "The Serbs Choose War," Doubleday, Doran, 1943
Avro Manhattan, "The Vatican's Holocaust," 1986
Marco Aurelio Rivelli, "Dio è con noi!"
Mark Aarons e John Loftus Ratlines, How the Vatican's Nazi Networks Betrayed Western Intelligence to the Soviets, William Heinemann, 1991
Robert Graham and David Alvarez, Nothing Sacred: Nazi Espionage against the Vatican, 1939-1945, London: Frank Cass, 1998.
Michael Phayer, The Catholic Church and the Holocaust, 1930-1965, Indiana University Press, 2000.
Pierre Blet, Pio XII e la Seconda Guerra Mondiale negli archivi del Vaticano, Cinisello Balsamo, Mi: Edizioni San Paolo, 1999.
Traduzione letterale dell'ultima puntata della sua serie televisiva sulla politica dei Papi nel XX secolo presentata da Karlheinz Deschner il 26/12/1993 , serie trasmessa in Germania da Kanal 4, sulle frequenze di RTL.



rasenna
livorno , agosto 07, 2008 11:20

La ringrazio per la bibliografia. Ma Uki Goni, "Operazione ODESSA", Garzanti, Milano, 2003 non mi ispira, mi ricorda tanto Simon Wiesenthal.
Per quanto riguarda l'intervento di Karlheinz Deschner da lei riportato, conosco l'autore, noto per la sua "Storia criminale del cristianesimo", nella quale sostiene che duemila anni di cristianesimo sono la storia di un'associazione criminale. L'autore è stato molto criticato da altri storici per i suoi metodi storiografici e per l'attendibilità delle fonti e dei documenti che propone a sostegno della sua tesi. E' un'autore che piace a quelli di http://www.resistenze.org/sito...st2f10.htm
io preferisco altro.



Giorgia
Trieste , agosto 07, 2008 12:26

Buongiorno!

Per quanto riguarda il Vaticano, come avrebbe potuto, nel primo dopoguerra, non aiutare dei ricercati per "crimini di guerra" (che erano, dopo tutto, figure di secondo o terzo piano della gerarchia nazionalsocialista), visto il processo di Norimberga, dove il TMI non aveva provato un bel niente (così come il TPI dell'Aja), ma aveva fatto solo affermazioni. Si trattava per il Vaticano di pura e semplice carità cristiana.
Segnalo "Il revisionismo di Pio XII", Robert Faurisson, Edizioni all'Insegna del Veltro, dove l'autore si sofferma a lungo sul ruolo di Pio XII durante la Seconda Guerra Mondiale, citando tra l'altro padre Pierre Blet. Il Papa era cosciente e si preoccupava delle sofferenze di tutte le popolazioni dei paesi in guerra anche delle minoranze di quei paesi (compresi i Balcani).
Inoltre, bisogna smettere di credere alla favola ODESSA. Non è mai esistita, è servita solo alla propaganda giudeo-comunista di Hollywood.
Grazie per l'attenzione.



Ivan
Prato , agosto 07, 2008 12:44

Per Fulvio

Leggiti il libro di Fedrighini oppure trova sul sito RAI la trasmissione di Giovanni Minoli, la Storia Siamo Noi, sul Moby...



Rodrigo
... , agosto 07, 2008 14:29

Cara Giorgia , dissento sulla posizione da lei definita "caritatevole" nei confronti di criminali nazisti.
La Chiesa, aveva paura del Comunismo, come non dargli torto,e ha agito di conseguenza.Fu una mossa politica, punto.
Bisogna anche considerare l'interesse che avevano gli americani affinchè molti nazisti approdassero in sud america per contrastare,a fianco dei governi locali,il crescente affermarsi dell'ideologia comunista.Se non le piace il termine Odessa perchè le ricorda Hollywood, possiamo dire che in base ad un piano ben congeniato alti esponenti del partito nazista tedesco e loro gregari croati partirono dall' Italia e precisamente da Genova grazie all'aiuto della Delegazione argentina di Immigrazione in Europa.L'ufficio era retto da un ex capitano delle Ss, Carlos Fuldner, amico di Peron.Fuldner redigeva a via Albaro gli elenchi dei nazisti da far fuggire, li spediva in Argentina e da lì, in poche settimane, giungevano i visti di ingresso, completi delle foto dei criminali ma intestate a nomi fittizi. Da Genova, la pratica passava a Roma, dove la Sede della Croce Rossa rilasciava i passaporti relativi ai nomi falsi, rispedendoli a Genova. Il diretto coinvolgimento del card. Giuseppe Siri (eletto vescovo ausiliare di Genova l'11 marzo 1944, e arcivescovo della stessa città il 14 maggio 1946) nel sostegno alla rete di fuga per i criminali di guerra, è tramite le due associazioni, entrambe da lui fondate, che la Curia genovese possedeva per l'assistenza dei profughi . Una di queste associazioni si chiamava Auxilium ed era nata nel '31, come ente di assistenza e beneficenza. La seconda, chiamata "Comitato Nazionale Emigrazione in Argentina", nacque invece nel '46. Il nome di Siri compare negli archivi del Nara (National Archives and Records Administration) del Maryland, Stati Uniti. In una nota del Central Intelligence Group (Cig, creata da Truman nel '46 e sostituita alla fine del '47 dalla Cia), datata 21 gennaio 1947 si afferma che Siri dirigeva "una organizzazione internazionale il cui scopo era favorire l'emigrazione di europei anticomunisti in Sudamerica. Questa classificazione di anticomunista deve estendersi a tutte le persone politicamente impegnati contro i comunisti, ovvero fascisti, ustascia, e altri gruppi simili".
Operativamente sarebbero stati tre sacerdoti ad impegnarsi in prima persona per preparare la fuga dei criminali. Uno era un prete croato , Karl Petranovic: dai primi mesi del 1946 ai primi mesi del '52 avrebbe gestito direttamente i rapporti tra Vaticano, Croce Rossa, Auxilium e Comitato nazionale emigrazione in Argentina. In Croazia era stato parroco di Ogulin e cappellano di un reggimento ustascia. Fuggito nel '45, passò prima a Trieste e poi a Milano, presso il cardinale Shuster, che lo avrebbe inviato a Genova, raccomandandolo a Siri con questo biglietto, : "Eccellenza reverendissima, don Carlo ha conoscenza, in lingua e in cultura, della situazione dei rifugiati e dei profughi di guerra dell'Est e della Germania. Per questo è persona che può sostenere l'opera di carità dell'Auxilium". A Genova Petranovic, "dipendeva direttamente dalla Curia genovese" e si occupava di fare "la spola tra Auxilium e Comitato nazionale per l'emigrazione in Argentina. Ha il diritto di usare la Mercedes nera, con targa diplomatica della Città del Vaticano, di Siri; viaggia spesso tra Genova e Roma, e ritorna, , portando una 'valigia diplomatica'. Contiene i passaporti per una nuova vita dei nazisti in fuga" . Petranovic, che si allontanò da Genova nella primavera del '52, si trasferì in Canada, in una zona al confine con gli Stati Uniti, ospite di una comunità di suore.
A Genova operava un altro sacerdote. Era don Edoardo Dömöter, francescano di origine ungherese, divenuto, alla fine degli anni '50, parroco della chiesa di Sant'Antonio di Pegli. Fu rintracciata negli archivi del Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra una richiesta, la numero 100940, sottoscritta e inoltrata da padre Dömöter alla sede genovese della Croce Rossa di passaporto per tale Riccardo Klement, in realtà Adolf Eichmann.
A fare da spola tra Genova e Roma, tra un ufficio aperto in Albaro dalla delegazione argentina e gli uffici romani della Croce Rossa per procurare documenti falsi, c'era, infine, don Krunoslav Stjepan Draganovic, di ho già ampiamente parlato.
È lui che ha firmato il passaporto rilasciato dalla sede genovese della Croce Rossa il 16 marzo del 1951 intestato a Klaus Altmann, meccanico di origine tedesca in procinto di imbarcarsi sul piroscafo "Corrientes" alla volta di Buenos Aires, sotto la cui falsa identità si nascondeva Klaus Barbie. Il documento originale fu anch'esso ritrovato nella sede ginevrina del comitato internazionale della Croce Rossa.
La rete di ecclesiastici impegnati nel facilitare la fuga di nazisti e fascisti facevano capo, a Roma, a mons. Alois Hudal, rettore fino al '52 del Collegio tedesco di S. Maria dell'Anima, e vescovo con manifeste simpatie naziste che da Roma inviava le richieste di visti. Nella relazione conclusiva presentata dal Ceana nel 1999 si fa riferimento in particolare a una lettera del 31 agosto 1948 in cui il vescovo Hudal spiega a Peron che i visti richiesti non sono per profughi ma 'per combattenti anticomunisti il sacrificio dei quali durante la guerra ha salvato l'Europa dalla dominazione sovietica'".
Propaganda giudeo-comunista tanto per cambiare?
Saluti



rasenna
livorno , agosto 07, 2008 15:22

ç Rodrigo
Mettiamola così:
L'Europa tradizionale e cristiana è stata vittima di due aggressioni (che sono state anche due guerre civili europee)
La prima è la Grande guerra, scatenata dalle potenze massoniche e plutocratiche contro gli imperi centrali, che ha distrutto l'Europa tradizionale ed asservito i popoli europei al governo massonico mondiale ed alla finanza usuraia.
La Seconda guerra mondiale che ha visto le potenze plutocratiche e massoniche alleate alla loro creatura (il bolscevismo giudaico-sovietico) ha annientato il tentativo dell'Europa di risorgere.
Nelle guerre, e sopprattutto nelle guerre civili, le stragi sono una terribile conseguenza. Vengono compiute da ambo le parti. Solo che i vinti però vengono processati e i vincitori infieriscono in nome di una vergogosamente falsa superiorità morale (Vedi Norimberga). Il principale nervo scoperto dell'Europa è sempre stato la penisola balcanica, coacervo di popoli, da quando i cristiani (ed i croati) fermarono alle porte di Vienna gli islamici invasori.
Nei Balcani è avvenuto il peggio, sia negli anni Quaranta che, poi negli anni Novanta. L'odio ha accecato tutti.
Ma i cetnici sono stati macellai quanto gli ustascia.
La Chiesa, non è una società criminale, ha sempre difeso gli inermi, gli sconfitti su cui i vincitori volevano infierire. Pio XII ha salvato decine di migliaia di ebrei dallo sterminio nazionalsocialista. La Chiesa ha salvato i profughi sconfitti dai tentativi di genocidio, e dalle vendette (croati compresi).
Anche perchè i croati nella seconda guerra mondiale hanno combattuto dalla parte giusta nella crociata contro il bolscevismo ateo e massacratore di popoli, così come hanno fatto migliaia di europei di tante nazionalità volontari nelle Waffen SS. I serbi invece sono stati strumento del comunismo di Tito ed hanno compito massacri di cui mai nessuno ha chiesto il conto.
La Chiesa ha fatto benissimo a salvare i croati dal massacro dei vincitori, è riuscita a impedire che facesero la fine dei cosacchi e degli ucraini di Vlasov, vigliaccamente consegnati dagli angloamericani alla vendetta del loro alleato Stalin. Tutte le sue Odesse sono roba da Simon Wiesenthal buone per Blu notte di Lucarelli.





Mike
Udine , agosto 07, 2008 15:35

E' TUTTO UNA "PROPAGANDA COMUNISTA-GIUDEO-MASSONICA"!
LA FALSA "CHIESA" DEI PAPI HA FATTO SOLO DEL BENE A TUTTI I POPOLI DEL PIANETA E,IN MODO PARTICOLARE,AI SERBI!
VIVA WOJTILA,VIVA PADRE PIO,VIVA STEPINAC!



FAbio
... , agosto 07, 2008 15:37

"Vae victis" guai ai vinti diceva Brenno, signore dei Galli quando essi erano un nemico temibile e potente per l'ancora piccola Repubblica di Roma. E come sempre da massime antiche, classiche, possiamo trarre insegnamenti basilari su come funziona la socetà umana, potrei citarvi il famosissimo "divide et impera" di cui non serve traduzione e spiegazione per i lettori di questo sito, ma tornando al "guai ai vinti" con esso voglio sottolineare che la storia la fanno i vincitori, nella II guerra TUTTI e ripeto TUTTI hanno commesso lo stesso genere di crimini, non é vero che i nazisti sono stati piu cattivi degli altri come non é vero che furono i soli ustascia i macellai della jugoslavia, entrambi pero sono popoli sconfitti che non hanno potuto scrivere la storia e al contrario hanno dovuto pensare a salvare la pelle...
I voglio sempre ricordare il fulgido esempio di patriottismo europeo dei VOLONTARI delle Waffen SS che, da tutti i paesi europei, giungevano a migliaia per difendere i confini d'europa dalla marea rossa di Stalin...



Rodrigo
... , agosto 07, 2008 16:36

@ Rasenna
"Tutte le sue Odesse sono roba da Simon Wiesenthal buone per Blu notte di Lucarelli".

-------------------------------------

Caro Rasenna non le fa onore questo trafiletto.
Io sostengo che fu un piano per arginare il comunismo in sud america che avrebbe creato enormi problemi sia agli USA che alla Chiesa.Diciamo che, come diceva Montanelli,si sono turati il naso.
Se lei sostiene che molti nazisti non fuggirono in sud america con evedenti complicità locali mi esponga il suo pensiero.
Siamo qui per ragionare non per scannarci.
Saluti

Ps E' ovvio che la storia la scrivono i vincitori,ma non per questo tutto ciò che viene riportato è da cestinare in toto



Mike
Lignano , agosto 07, 2008 17:35

Non è un'opera intelligente "dialogare" con i vaticanisti-comunisti-gesuiti-francescani convinti,caro mio Rodrigo...


Mike
LIGNANO , agosto 07, 2008 23:43

.... verrai liquidato come il solito propagandista giudeo.
Son fatti così al cuor non si comanda.



Giorgia
Trieste , agosto 08, 2008 09:42

@ Rodrigo.

Paul Touvier, comandante regionale della Milice di Lione durante la Seconda Guerra Mondiale, fu arrestato in un monastero presso Nizza nel 1989, all'età di 74 anni. Fu processato(su istigazione della LICRA e altre associazioni filogiudaiche) per "crimini contro l'umanità" e condannato all'ergastolo. Morì nel 1996 (81 anni) nella prigione di Fresnes.
Le linee telefoniche dei vari monasteri, nei quli Touvier aveva trovato rifugio, erano controllate dalla polizia (personalmente trovo scandalosa la violazione della sacralità di quei luoghi).
Tra i "crimini contro l'umanità" di cui era accusato Paul Touvier figurava, in particolare, l'aver ordinato la fucilazione di 7 ebrei nel 1944, come rappresaglia in seguito all'assassinio di Philippe Henriot (segretario di Stato all'Informazione sotto il governo di Vichy). La rappresaglia è sempre stata riconosciuta legittima, secondo le leggi di guerra, mi pare.
Bisogna ricordare che, durante la sua latitanza, Touvier era stato graziato dal presidente Pompidou (1971), nell'ambito della "riconciliazione nazionale", tutti i suoi cosiddetti "crimini" erano quindi prescritti. Ma no, gli ebrei e i loro compari, astiosi e vendicativi (e soprattutto avidi di indennizzi milionari) non lasciano in pace nessuno e arrivano calpestare la sacralità e la dignità dei monasteri CATTOLICI.
Quando si finirà di perseguitare i Karadzic, i Touvier, i Papon (condannato per "crimini contro l'umanità" a 88 anni nel 1998), i Barbie (condannato all'ergastolo a 74 anni), i Priebke (95) ecc., diventati completamente inoffensivi, quando ci sono in giro tanti spietati delinquenti che mettono in pericolo la vita di tutti noi, tutti i giorni?
Perché gli ipocriti si nascondono dietro alla parola giustizia, quando conviene loro, perché si nascondono dietro alla parola umanità (v. caso Marina Petrella) e democrazia, sempre quando conviene loro?
Nella maggior parte dei casi, le accuse contro i suddetti criminali di guerra erano teoremi costruiti ad hoc, come denunciato, poco prima di morire, dall'ex primo ministro francese Raymond Barre riguardo al caso Papon (Barre parlò addirittura di "capro espiatorio").
Purtroppo, io credo veramente che cha la storia scritta dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale sia da cestinare al 99,99%. Già ai suoi tempi, Balzac affermava che l'informazione che ci viene presentata è tutta menzognera e che la storia vera resta sempre nascosta al grande pubblico. Eppure all'epoca di Balzac non si parlava ancora di fascisti, antifascisti, nazisti ecc.
La Chiesa può aver fatto tanti errori, ma non la si può e non la si deve condannare per aver teso la sua mano caritatevole, ribadisco caritatevole, anche (ma non solo) ai vinti, vittime anch'essi della spaventosa guerra civile europea. Gli altri, gli ex-partigiani counisti, non avevano certo bisogno della Chiesa, perché avevano immediatamente trovato rifugio nei paesi comunisti (v. caso Motika in Jugoslavia), dove sono rimasti tranquilli fino alla morte.
Personalmente detesto il bigottismo, ma credo fermamente in Dio, che è il solo a poter giudicare e eventualmente a condannare: i miei famigliari hanno cristianamente perdonato a coloro che avevano barbaramente ucciso i loro cari che stavano (1943-1945)dalla "parte sbagliata".

___________________
@ Mike

"Non è un'opera intelligente "dialogare" con i vaticanisti-comunisti-gesuiti-francescani".

La Sua affermazione mi fa sorridere. Infatti ricordo che, alla fine degli anni '70, all'università, il piccolo gruppo di studenti cosidetti "fascisti" di cui facevo parte era considerato con una specie di compatimento da quelli di sinistra. Noi, che esprimevamo opinioni "di destra", eravamo, secondo loro, involuti, ignoranti e naturalmente scarsamente intelligenti. Quelli di sinistra erano intelligenti, illuminati e soprattuto depositari della verità e della cultura.
Vorrei inoltre precisare che, personalmente, non mi sento né vaticanista né gesuita (?) né francescana (?) né, soprattutto, comunista (??????). Credo nella libertà dello spirito e cerco d'incamerare le informazioni che ci vengono date con spirito critico, perché mi rifiuto di credere alle fandonie che la propaganda democratica vuole farci ingurgitare da più di 60 anni. Mi scusi, ma i democratici mi hanno davvero stufata.

Cordiali saluti a tutti.





Mike
Lignano , agosto 08, 2008 09:56

Non ci capiamo proprio...
Ad ogni modo,qui si parlava di Karadzic,Vaticano e di suo appoggio ai sanguinari terroristi islamici in Bosnia,come fu la loro responsabilità lo stato ustascia croato e i massacri in Istria...
Cose innegabili.
Io pure credo in Dio(Gesù Cristo),proprio per questo non sono papista e non oserei mai liquidare le testimonianza(veritiera)di Curzio Malaparte,sarebbe un peccato mortale da parte mia...Ci pensi su quello che le dico,ci mediti sopra...
Saluti.



rasenna
livorno , agosto 08, 2008 13:28

No, caro Mike, è lei che non ha capito.
Qui si parlava del boia Karadzic, serbo comunista che io sostengo sia vergognoso che venga giudicato dal tribunale dei vincitori, si parlava del beato Stepinac, cardinale e martire della persecuzione di Tito, che io ritengo ipocrita esser stato perseguitato e incarcerato dal vincitore Tito. Non si parlava dell'appoggio del Vaticano agli islamici di Bosnia che non c'è mai stato, nè di massacri ustascia in Istria che non ci sono mai stati e se massacri in Istria ci sono stati sono quelli ai danni degli italiani compiuti dai partigiani serbocomunisti. Gli ustacsia i massacri li hanno fatti da altre parti e sono poi stati massavrati dai centici serbi. Su tutto questo ne hanno parlato, assieme al sottoscritto (e con posizioni diversissime) Rodrigo, Giorgia, Ivan e Fabio.
Rodrigo argomentava sulle responsabilità del Vaticano nella protezione del regime ustascia e dei fuoriusciti nazisti. Cosa c'entra il terrorismo islamico?
Lei non ha capito quello di cui si parla. E poi si incazza se gli danno dell'ipodotato.
Per me è già difficile confrontarmi con persone preparate come Rodrigo che hanno idee diverse dalle mie. E allora, per favore, non si metta in mezzo se non ha capito di cosa si sta parlando.



Giorgia
Trieste , agosto 08, 2008 14:29

@ Mike

Karadzic è trattato alla stregua dei vari Priebke, Barbie, Papon, Touvier ecc., con la sola differenza che è un po' più giovane.
Anche se ha commesso degli errori, ordinato delle rappresaglie (dopo tutto il suo paese era in guerra), egli è ormai inoffensivo e gli altri, quelli della parte avversa, non erano certo innocenti.
Con quale diritto si investe un "tribunale penale internazionale" di un potere che non gli spetta, perché dalla fine della Prima Guerra Mondiale ad oggi i vincitori devono sempre giudicare e sanzionare per l'eternità i vinti, senza mai mostrare un po' di quello spirito cavalleresco che è stato per secoli la nostra tradizione europea?
La storia può e deve sempre essere riscritta. Lei ricorderà certamente l'episodio di Lorenzo Valla e della donazione di Costantino.
Anche Oriana Fallaci, che non si poteva certo definire fascista, alcuni anni fa prese le difese di un revisionista svizzero (incarcerato a 82 anni per aver espresso delle opinioni non conformi sulla storia della Seconda Guerra Mondiale), dicendo che la storia può e deve essere rivista.
Quanto a Malaparte, pur non avendo nulla da eccepire sulle sue qualità di scrittore, ritengo che i voltagabbana non siano degni di stima.

Grazie per l'attenzione.



Mike
Lingano , agosto 08, 2008 15:37

Per Rasenna:con Lei si deve parlare con uno medico psichiatra vicino,nonchè con uno revisionista storico papista(di suo sicuro gradimento).
Basta che lo psichiatra non sia freudiano o basagliano...
Sinceramente,le sue conclusioni "storiche" sui "beati" Stepinac ed altre amenità...fanno consigliare forti dosi di liquidi terapeutici nonchè mezzi di costrizione(camicie,lacci)..
Tante cose!



Tonino
Roma , agosto 08, 2008 17:38

Per i tanti cattolici che si indignano se qualcuno mette in dubbio la " carità " cristiana.
E' stata anche "carià" cristiana seppellire in una cattolica basilica romana, il capo della sanguinaria "banda della magliana", che passava al vaticano(marcinkus) i soldi della mafia da riciclare tramite lo IOR (banca vaticana), il quale vaticano con le tangenti ricavate da questo "caritatevole" traffico, ha aiutato i cattolici polacchi( valesa) a far cadere il primo mattone del comunismo?
Se è questa la "carità" cristiana, allora vi rispondo come negli anni venti ME NE FREGO, tenetevela per voi e sperate invece, contrariamente a quello che dite, che DIO non esista, altrimenti vi chiederà conto di tutto questo.



rasenna
livorno , agosto 08, 2008 20:38

Sono un pò perplesso.
Scrivendo sul tema dei crimini di guerra pensavo di beccarmi del fascista(ho difeso gli infoibati e parlato male dei comunisti di Tito, del nazista(ho difeso gli ustascia croati le Waffe SS e ho parlato male di Norimberga), del giudeo usraeliano(ho detto che Karadzic è un criminale), dell'antidemocratico (ho detto che il Tribunale internazionale è una baggianata vergognosa).
Invece mi sono beccato del pazzo da un ipodotato, ma soprattutto del PAPISTA.
E in quanto papista noto che mi è stato fatto presente da più parti che:
1 - la Chiesa cattolica è sempre stata un'associazione criminale.
2 - I Papi dopo il Concilio Vaticano II non sono veri cristiani
3 - Quelli di prima (Pio XII) erano amici dei nazisti e complici di Odessa.
4 - La Chiesa sarebbe anche una Mafia collusa con la banda della Magliana.
Mi manca qualcuno che mi spieghi che i preti sono tutti pedofili o puttanieri.
Può darsi che su questo forum ci siano tanti cattolici e non ci sia posto per un PAPISTA, ma siccome secondo me le cose sono inscindibili, resto veramente perplesso.
Sono talmente perplesso che ora vado in ferie e ci penso.
Buone ferie a tutti e, da papista, vi invio la mia laica benedizione (anche agli evangelici antipapisti di questo forum).



rasenna
livorno , agosto 08, 2008 21:52

L'ultima e poi me ne vado.
Io per primo, ma nessun altro, mi sembra, ha cercato di dare una risposta al titolo/domanda di Blondet:
"Karadzic protetto dalla CIA? E poi da chi?"



Tommaso
... , agosto 09, 2008 00:42

"Karadzic protetto dalla CIA? E poi da chi?"

Evghenij Maksimovic Primakov longa manus del Cremlino?



Rodrigo
... , agosto 09, 2008 11:05

@ Giorgia

Se fa suo il concetto di Balzac "'l'informazione che ci viene presentata è tutta menzognera e che la storia vera resta sempre nascosta al grande pubblico", ed essendo noi, fino a prova contraria, il grande pubblico, implicitamente mette in dubbio le sue stesse affermazioni.
Ovviamente concordo con lei che quasiasi tesi storica,è opinabile, perchè comunque basata su cronache dei fatti riportate, che possono essere viziate all'origine o accuratamente ritoccate in seguito.
Non però alcuni fatti specifici comprovati da documenti inoppugnabili.
Possiamo mettere in dubbio che Colombo fu il primo scopritore delle " Americhe", ma non il fatto che le sue navi approdarono a Guanahani.

Saluti a tutti



Mike
Lignano , agosto 09, 2008 14:28

Buone vacanze! Dove andiamo?
A Castel Gandolfo? In sanatorio? Magliana? Croazia? Polonia?
Argentina?



Mike
LIGNANO , agosto 09, 2008 19:51

Ho un'idea, possiamo andare tutti assieme a Santiago del Cile a pregare sulla tomba di Augusto José Ramón Pinochet Ugarte stringendo fra le mani il rosario e la foto che immortala sul balcone presidenziale Karol Józef Wojtyła alias Giovanni Paolo II ( Santo subito) assieme al sopracitato dittatore, torturatore, assassino, e uomo pio e timorato di Dio.
Ci troviamo a Malpensa il 13 di questo mese, i biglietti li compro io.
Venite tutti?




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