
La Borsa serve a finanziare
l’economia, dove in America è la più grande
e libera del mondo, mentre in Europa è arretrata ed asfittica. In questo
monto incantato, campione di liberismo, vige la concorrenza perfetta e la
trasparenza assoluta. Realmente pero' nel mondo, i «mercati» borsistici
«pesano» per meno del 10% cento del capitale delle rispettive nazioni. E non è
territorio per tutti: pochi hanno fatto soldi a spese dei milioni. Dissipazione
di qualità umane e di relazioni sociali essenziali, ecco a cosa s’è ridotto il
capitalismo di «Borsa».
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La Borsa risale, e tutti i media contenti: forse siamo fuori dalla crisi.
Citazione: «Al 12 ottobre, il Dow Jones Industrial Index, su cui si misurano i ritorni di molti investimenti, chiuse al livello nominale di 14.693. I media, ovviamente, lo salutarono come un buon auspicio. Il 23 maggio 2008, il Dow ha chiuso a 12.480, solo il 15% di ribasso sul suo record. Non tanto male dopo la crisi dei supbrime e lo scoppio della bolla, almeno a prima vista. Tuttavia, se messo in relazione all’indice ufficiale dei prezzi che dal gennaio 2000 dà un’inflazione del 4% (che è molto sotto la vera inflazione provata dai veri esseri umani), il Dow valeva, al maggio 2008, solo 9.856. E ciò prendendo per buone le cifre d’inflazione ufficiali, che sono ridicolmente ottimistiche».
Cosa significa nel mondo reale?
«Immaginate di aver investito 11.723 dollari il 14 gennaio 2000, quando il( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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