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Un nuovo (ma antico) “nemico ufficiale”
Jacob G. Hornberger    23 agosto 2008
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Con l’intervento russo in Georgia gli americani possono farsi un’idea di un’altra “storia di successo” della politica estera statunitense.

L’evento più traumatizzante nella storia di quel complesso militar-industriale statunitense che il presidente Eisenhower definì una grave minaccia ai nostri processi democratici, si verificò nel 1989. Fu quello l’anno in cui l’Impero Sovietico si disgregò, cadde il Muro di Berlino, la Germania Est ed Ovest si riunificarono in una sola Germania, le truppe sovietiche abbandonarono l’Europa orientale e molte repubbliche sovietiche ottennero l’indipendenza.

Il Pentagono ed il complesso militar-industriale statunitense furono colti dal panico. Cosa sarebbe potuto succedere se gli americani avessero deciso che si poteva ora smantellare l’esercito americano, dato che non esisteva più alcuna minaccia di invasione dell’America?

Provate ad immaginare: niente più aziende fornitrici della difesa; non più gruppi di pressione militari; non più ufficiali in congedo che facevano denaro a palate come consulenti militari; niente più truppe o basi oltremare; non più basi militari sparse per tutta l’America; non più esorbitanti tasse per pagare la condotta della Guerra Fredda.

Le conseguenze del collasso dell’impero sovietico portarono ad un’epoca in cui gli alti ufficiali del Pentagono si trovavano praticamente ad implorare il Congresso di mantenere in piedi il complesso militar-industriale proponendo nuove logiche di impiego. Combatteremo la guerra alla droga, disse il Pentagono; faremo crescere la libera impresa aiutando le grandi multinazionali nei problemi oltremare, dissero. Forse la logica più disperata fu che un enorme esercito era necessario a proteggere gli americani in un mondo poco sicuro.

Fra le logiche non dette c’era la minaccia del comunismo e dell’Islam, minacce entrambi, di fatto, inesistenti. Ma ciò sarebbe cambiato nel corso del successivo decennio di interventi USA all’estero.

Gli alti comandi USA si imbarcarono in una serie di interventi in Medio Oriente che avrebbero prodotto come conseguenza rabbia e furore, che avrebbero poi provocato contrattacchi terroristici.

Questi interventi compresero la prima guerra del Golfo contro l’ex alleato Saddam Hussein, la distruzione intenzionale degli impianti idrici e fognari dell’Iraq, le brutali sanzioni che contribuirono alla morte di centinaia di migliaia di bambini iracheni, l’affermazione di Madeleine Albright, ambasciatore USA all’ONU, che la morte di mezzo milione di bambini irakeni “era valsa la pena”, la permanenza di truppe USA su terre sacre agli islamici, l’illegale e mortale “zona di non sorvolo” sull’Irak e l’aiuto continuo ed incondizionato al governo israeliano.

Quando tutti questi interventi ebbero come conseguenza, nel 1993 e nel 2001, gli attacchi terroristici al World Trade Center (assieme all’attacco al Pentagono), i governanti americani si dichiararono innocenti: era tutta colpa dell’odio contro la libertà ed i valori dell’America, dichiararono.

Non aveva niente a che vedere con le politiche del governo americano che avevano accesso ed alimentato la rabbia ed il furore contro l’America.

Purtroppo i loro interventi non si limitarono al Medio Oriente. Persino mentre in apparenza si celebrava la fine della Guerra Fredda i governanti americani si imbarcarono in un corso d’azione che, nel tempo, avrebbe avuto un solo risultato: suscitare rabbia e furore nei governanti e nel popolo russo nei confronti degli Stati Uniti.

Ogni americano deve porsi una domanda molto importante: perché, alla fine della Guerra Fredda, non si procedé a sciogliere la NATO? Non era forse scopo della NATO proteggere l’Europa da attacchi sovietici? Bene, ma allora, quando l’Unione Sovietica si sciolse, non sarebbe stato logico sciogliere anche la NATO?

E invece, anno dopo anno, i governanti statunitensi hanno usato la NATO per contrapporsi e provocare il vecchio “nemico ufficiale” della Guerra Fredda. Per esempio, mentre oggi i governanti americani protestano contro “l’infame tentativo” dell’Ossezia del Sud di separarsi dalla Georgia, le forze NATO furono impiegate per separare il Kosovo dalla Serbia, ben sapendo quale umiliazione ciò avrebbe procurato a quest’ultima, da sempre alleata della Russia.

Ancor più importante, paesi ex-sovietici come la Lettonia, la Lituania, l’Estonia e la Polonia, furono ammessi nella NATO, e i governanti statunitensi hanno disperatamente tentato di estendere la partecipazione anche a Georgia ed Ucraina.

In aggiunta a tutto ciò sono stati allacciati stretti legami con i governanti di altre repubbliche ex-sovietiche, persino con l’insediamento di basi laggiù, come in Uzbekistan. Nei giorni scorsi c’è stato anche un accordo fra i governi statunitense e polacco per l’installazione di batterie missilistiche in Polonia.

Il neocon americano medio direbbe: “E allora, cosa c’è di sbagliato in tutto ciò?”

Bene, supponiamo allora che nel 1990 la NATO fosse stata sciolta, ma che i governanti russi avessero improvvisamente annunciato che il Patto di Varsavia rimaneva in piedi e veniva anzi esteso. I nuovi membri sarebbero stati Cuba, Grenada, Panama, il Messico ed Haiti.

Supponiamo che nei successivi 18 anni consiglieri militari russi avessero addestrato truppe in quei paesi e che vi fossero installate batterie missilistiche.

Si sarebbero incazzati i neocon americani? Potete contarci. Avrebbero immediatamente chiesto al governo degli Stati Uniti di invadere quei paesi per farne cadere i governi.

E allora, a che punto siamo oggi? Il cerchio si è chiuso e gli Stati Uniti si trovano adesso di fronte la Russia come versione ridotta del loro antico “nemico ufficiale”. Di nuovo sentiamo parlare della minaccia comunista, e udiamo riferimenti all’Unione Sovietica, l’antico nemico della Guerra Fredda (e alleato nella Seconda Guerra Mondiale).

Non c’è dubbio che fra breve sentiremo anche dire che la caduta dell’Unione Sovietica è stata soltanto un’elaborata manovra diversiva comunista affinché l’Occidente si cullasse in un senso di falsa sicurezza.

E, naturalmente, ci sentiremo di nuovo dire quanto sia necessario il complesso militar-industriale per la “libertà” e per la “sicurezza” del popolo americano, data la doppia minaccia del comunismo e del terrorismo che adesso ci troviamo ad affrontare.

Più armi per “la difesa”; più profitti per “la difesa”; più guerra per “la difesa”; più spese per “la difesa”; più tasse per “la difesa”.

E se gli interventi statunitensi in America Latina sin dal 1989 provocheranno ora attacchi dei signori della droga contro rappresentanti USA, simili a quelli che vengono portati contro i rappresentanti messicani, avremo presto ancor più “nemici ufficiali” che giustifichino l’esistenza e l’espansione del Pentagono e del complesso militar-industriale.

Qualsiasi altra cosa si possa dire dei governanti americani, certo non sono stupidi. Con l’uso esperto della politica estera non soltanto son riusciti a far rivivere il loro nemico della Guerra Fredda, ma sono anche riusciti ad aggiungerne di nuovi al mucchio.
Ci auguriamo e speriamo che gli americani prestino attenzione non solo a quanto avviene in Iraq, Afghanistan, Georgia, Russia, Europa Orientale e America Latina, ma principalmente alla politica estera che è stata portata avanti da Washington negli ultimi 18 anni.

Jacob G. Hornberger – Presidente di The Future of Freedom Foundation

Tradotto per EFFEDIEFFE.com da Arrigo de Angeli

Source > 
The Future of freedom Foundation | 18 agosto

Originale >
  A New (but Old) Official Enemy

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Commenti : (7)
Oliviero
... , agosto 23, 2008 17:22

Articolo lucido e razionale.
Analisi schietta e onesta,non sembra nemmeno scritta da un
giornalista americano....
Forse l'unica piccola pecca dell'articolo è nella fase finale (sestultima riga)...."qualsiasi cosa si possa dire dei governanti americani, certo non sono stupidi".
Beh riguardo a questa affermazione ho grossi dubbi.



Piotr
Roma , agosto 23, 2008 18:16

Ottimo articolo, che condivido punto per punto. Analizza in maniera lucida ed obiettiva i motivi di questa nuova contrapposizione est-ovest, e mette gli americani difronte ad un quesito molto semplice: perchè ai russi dovrebbe star bene uno stato di cose che viceversa avrebbe fatto insorgere gli statunitensi? La domanda naturalmente è retorica, in quanto i neocon sanno bene di imporre condizioni agli altri, che loro stessi non rispetterebbero mai.
Un ringraziamento anche al traduttore, che ci mette a disposizione ottimo materiale straniero altrimenti difficilmente consultabile.



franceso
alessandria , agosto 23, 2008 18:33

E' un articolo che ci presenta il panorama di un paese, di un impero alla frutta, non si va avanti ancora molto con un paese che si avvita economicamente e socialmente sul complesso militar-industriale, non si va ancora avanti molto con un paese indebitatto a livelli astronomici, non si va ancora avanti molto quando le superpotenze economiche stanno da un'altra parte: Cina ed Europa, non si va ancora avanti molto quando quasi la meta' delle risorse minerarie ed energetiche del mondo stanno in Russia.
Tira aria da basso impero, e' sera America.
Johan Galtung: colui che all'inizio degli anni 80 predisse la fine dell'URSS entro il decennio, agli USA la da' lunga ancora 15 anni, ma la fine potrebbe arrivare prima.



Giuseppe1
Vicenza , agosto 23, 2008 20:04

"Johan Galtung: colui che all'inizio degli anni 80 predisse la fine dell'URSS entro il decennio, agli USA la da' lunga ancora 15 anni, ma la fine potrebbe arrivare prima."
Quello che metterà tutti a terra sarà il picco del petrolio ormai in atto.
Questo gli USA lo sapevano prima di noi e anche prima della caduta del muro, perciò non c'è mai stato un vero pericolo di scioglimento dell'esercito USA, ma solo la necessità di creare il casus belli per impadronirsi delle riserve petrolifere e di farlo con il consenso mondiale, come appunto è avvenuto.
Quando ci sarà da trovare il capro espiatorio per la caduta generale del tenore di vita a motivo della crisi energetica prepariamoci a soffrire anche noi cattolici, perché già in passato fu così.



HANS HERMAN HOPPE
... , agosto 23, 2008 20:18

IL GATTO AMERICANO E LA VOLPE ISRAELIANA HANNO CREATO UN BEL CIRCUITO VIRTUOSO PER TENERE SEMPRE AI VERTICI IL BUSINNES DELLE ARMI...
IL RESTO E' SOLO CONTORNO!!!



Ubaldo Croce
Como , agosto 23, 2008 23:46

Analisi perfetta la sua Herr Hans Herman Hoppe


G.SCOTTI
mi , agosto 25, 2008 18:54

Il problema vero e' che loro prima erano comunque straricchi ed ora sono alla bancarotta finanziaria come e peggio dell'Agentina ..che hanno fatto fallire loro sia chiaro. Senza soldi non so dove si va ma forse e' proprio questo che cercano..



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