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Large Hadron Collider e uovo cosmico
Stefano Maria Chiari    09 settembre 2008
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Sul Large Hadron Collider anche Blondet scrisse in merito un articolo; il 10 settembre l’esperimento avrà inizio e non senza polemiche.

«Nel Cern di Ginevra, il laboratorio europeo per la ricerca nucleare, mercoledì verrà accesa la macchina che cercherà di riprodurre i primi istanti dell’universo, 20 milionesimi di secondo dopo il ‘big bang’, e tentare di dare una risposta al perché della vita. E mentre 2mila studiosi di tutto il mondo che collaborano al progetto saranno in trepidazione sicuri di portare a casa un grande risultato, un manipolo di scienziati capitanati dal professor Otto Rossler, sono invece convinti che gli abitanti della Terra assisteranno in diretta alla fine del pianeta. Per questo, Rossler e compagni hanno presentato alla Corte dei diritti umani di Strasburgo un ricorso, subito respinto, dalla stessa Corte, per fermare l’esperimento. Materia del contendere sarebbe il buco nero che verrebbe a formarsi all’interno della grande ‘macchina del tempo’ costata 6 miliardi di euro e posizionata a 100 metri di profondità al confine tra Francia e Svizzera. Secondo Rossler il buco nero potrebbe, in 4 anni, inghiottire il pianeta. Da Ginevra, sebbene l’equipe dell’Lhc non escluda la formazione di un buco nero, assicurano, tuttavia, che le sue dimensioni non costituirebbero una minaccia per la Terra. Ma se le rassicurazioni della maggior parte del mondo scientifico sgombrano il campo dalle allarmanti dichiarazioni di Rossler, la struttura dell’Lhc, con le sue dimensioni, certo impressiona. Il Large Hadron Collider è il più potente acceleratore di particelle al mondo. Si tratta di un ‘tubo’ circolare con una circonferenza di 27 chilometri formato da 2mila magneti superconduttori mantenuti a una temperatura di -271°C in grado di far scontrare protoni ad altissima velocità. Lungo il percorso si trovano 4 postazioni di rilevamento dati che registreranno il comportamento delle particelle durante le 800 milioni di collisioni che avverranno ogni secondo. Ma per raggiungere questa cifra si dovrà attendere almeno un anno: tanto servirà all’Lhc per andare a pieno regime. Il cuore pulsante dell’Lhc sono le postazioni di rilevamento, e in particolar modo l’Alice, il Cms, l’Atlas e l’Lhcb. Il loro scopo principale è cercare il Bosone di Higgs. L’esistenza della ‘particella di Dio’ è stata ipotizzata per spiegare perché la materia abbia massa. Ma i 4 esperimenti hanno anche altri obiettivi: capire di cosa è fatta e come si è originata la materia oscura che compone gran parte dell’universo; spiegare perché nell’universo conosciuto la materia prevale sull’antimateria; verificare la teoria della ‘Grande unificazione’ secondo cui le forze della natura sono in realtà una sola forza; verificare la teoria supersimmetrica che prevede l’esistenza di ‘particelle-ombra’ di quelle che sono state osservate finora e infine scoprire se esistono nuovi mattoni fondamentali della materia e nuove forze tra essi. Se l’esperimento avrà successo - assicurano dall’Istituto nazionale di fisica nucleare - si apre una nuova era per la scienza e per l’umanità intera» (1).

Sembra che il fatto abbia avuto echi anche di risonanza sociale, come si può evincere da quanto scritto in rete: «… a pochi giorni dall’esperimento Lhc, il Cern di Ginevra mostra l’altro volto. Lo testimonia un video apparso da qualche giorno su Youtube, che vede protagonisti giovani fisici e informatici, ragazzi e ragazze, che hanno dedicato all’accensione ufficiale di Lhc prevista per il 10 settembre, un delizioso rap».

Giovani, che preferiscono rimanere nell’anonimato pur mostrando la loro faccia raggiante, e che esprimono la loro felicità ballando e cantando al suono di rap.
E, come in una antica ballata che descrive le gesta dell’eroe del momento, decantano le qualità e le caratteristiche di Lhc, descrivendo uno ad uno i quattro esperimenti Atlas, Lhcb, Alice e Cms, e le loro gesta-finalità.
Una festa che rispetta una tradizione lunga venti anni che i più giovani, forse meno oberati di lavoro, ma che hanno comunque contribuito al successo dell’«operazione Lhc», non si lasciano sfuggire nel miglior spirito della partecipazione senza cadere nella goliardia.
«E’ solo festa per un momento meraviglioso per il Cern» (2).

Fatti salvi i rischi potenziali connessi ad eventuali esiti nefasti (e forse non proprio controllabili dell’esperimento stesso), vorremmo sapere se, viziata la premessa, non siano necessariamente viziate anche le conseguenze; pensare di improntare un esperimento costosissimo (si veda in merito quanto scritto da Blondet) sul dogmatismo dell’ipotetico e mai provato big-bang, risulta per lo meno vano.
La pretesa poi che dalle risultanze sperimentali arrivi addirittura la risposta al «perché» della vita, è cosa offensiva per l’intelligenza e per la verità.

Che il big-bang sia la versione volgare e scientista dell’Uovo cosmico delle diverse credenze religiose, mitema archetipico presente nelle tradizioni indiane, cinesi, orfiche e finanche africane, è facile provarlo proprio riscontrandone le analogie.
La creazione sorge dalla rottura dell’Uovo, che rappresenta l’indistinto Uno (per mutuare un’espressione del monismo indù), l’unità primordiale dell’essere (questo non ci ricorda forse la testa di spillo di densità massima di materia, dalla cui contrazione ed esplosione, il big-bang appunto, sorse tutto quanto vediamo?).
Nella Bahyrivha Upanisad, vi è infatti la narrazione di un uovo di Brahma (brahmanda) o embrione d’oro (hiranyagarbha), il Germe d’Oro, il Germe universale, attraverso il quale la divinità da immanifesta diviene manifesta, attraverso cui la creazione prende vita dal dio primordiale della creazione (che Guenon considererebbe la prima manifestazione della divinità nella categoria dell’Essere).

Nei Veda è possibile leggere: «In principio sorse il Germe d’Oro: Egli fu, non appena nato, il Signore dell’Essere, sostenitore della Terra e di questo Cielo… Quando le Acque potenti giunsero, portando con sé il Germe universale, da cui scaturì il Fuoco, allora venne in essere l’Unico Spirito di Dio… Questo Uno che nella sua potenza abbracciò con uno sguardo le Acque pregne di forze vitali, che generano il sacrificio, Egli è il Dio degli Dei e nessuno è pari a lui».
Buddha stesso utilizzerà la metafora dell’uovo e dell’uscita del pulcino, proprio per raffigurare la rottura del samsara, il ciclo cosmico delle esistenze, ossia la liberazione del risvegliato che sia in grado di ergersi al di là della dimensione transeunte dell’essere.
Uovo cosmico, che nella tradizione indiana viene quasi a confondersi con Purusa, Macrantropo originario, l’Uomo cosmico, dal cui smembramento sorgono tutte le cose.

Nella cosmogonia taoista, parimenti, l’Uovo rappresenta il «Grande Uno».
Il mito di Pan Gu è al centro della narrazione ed è analogo per molti versi all’Uovo Cosmico indù ed alla figura dell’Uomo Cosmico, Pan Gu, cresce per diciottomila anni dentro L’Uovo primordiale, che costituisce, all’inizio del mondo, tutto il creato (il cielo e la terra insieme).
Alla fine diventa un vero gigante e, con un colpo di scure, rompe il guscio in due parti.
Egli, come Purusa, alla fine trasforma ogni parte del suo corpo e dà origine ad ogni cosa…

Similmente riscontriamo nei racconti cosmogonici dell’orfismo «In principio vi era il Caos e la Notte e il nero Erebo e l’ampio Tartaro, e non vi era la Terra né l’Aere né l’Oceano; negli infiniti recessi di Erebo generò per primo la Notte dalle nere ali un uovo senza seme, dal quale, con volgere delle stagioni, germoglia Eros desiderato splendente nella schiena per le ali dorate, simili a vortici tempestosi […] In principio vi era l’acqua e la materia, da cui si condensò la terra, ponendo innanzi tutto questi due princìpi, l’acqua e la terra… Crono, dragone, genera una triplice generazione: l’Etere, dice, umido, il Caos infinito e terzo oltre questo Erebo nebbioso... Ma in questi Crono generò un uovo... E come terzo accanto a quelli il dio incorporeo, con ali dorate sopra le spalle e con teste taurine attaccate sui fianchi e sopra la testa un dragone immane… […] L’acqua era per lui il principio di tutte le cose, e dall’acqua si formò il fango, e da entrambi nacque l’animale dragone, con una testa di leone attaccata e nel mezzo un aspetto di divinità, di nome Eracle e Crono. Questo Eracle generò un uovo straordinariamente grande, il quale, essendo pieno, per la violenza di chi lo generò, fu spezzato in due dallo sfregamento. La metà dalla parte della sommità divenne Urano e quella in basso la Terra; ne procedette un dio dal doppio corpo» (frammento DK 1, reperito da Aristof. Uccelli 693-702).

In Africa, similmente, la tradizione dei Bambara riporta il racconto dell’Uovo cosmico come generatore della medesima divinità creatrice: il vuoto, la dimensione del non-essere, il nulla, che genera l’essere.
Ma forse l’origine del mitema è da rinvenirsi nella civiltà sumerica.

Le narrazioni cosmogoniche sembrerebbero attestare, dal 2600 avanti Cristo, l’esistenza di una realtà omogenea ed indistinta (realtà indicata genericamente come il cielo e la terra) da cui tutto procede e da cui tutto origina, unità embrionale, indifferenziata, che precorre l’evento creativo.
Forse non è errato pensare che proprio a seguito della migrazione verso Occidente, risalente al XVI secolo avanti Cristo (dal Medio Oriente all’India), ebbe origine la riflessione e la redazione dei Veda.
Anche il big-bang possiede le medesime valenze pagane, ma le veste di quel razionalismo, vuoto di ragione, denominato scientismo.

I presupposti ideologici sono comunque analoghi: quelli di un paganesimo che misconosce la figura di un Dio creatore, personale, preesistente, libero ed onnipotente; la divinità pagana infatti, non crea propriamente ma genera, emana, «dispiega»una realtà nascosta rendendola palese.
La manifestazione del divino è niente altro che una semplice e distinta modalità di essere che prende corpo nel creato: l’uomo non è soggetto destinatario di predilezione eterna e di amore esclusivo: una creazione unica voluta da Dio, amata e desiderata dall’eternità, destinata alla felicità perfetta e senza fine; è un mero incidente di percorso dell’incomprensibile divino che, illusoriamente, diviene individualità pensante.

Lo scenario descritto non può che apportare tristezza e disperazione: l’uomo è un essere solo, destinato a sparire nella voragine eterna del buco nero del non-senso.
Ma tutto questo è uno scenario falso!
Perché presume una divinità inesistente, non perfetta, non creatrice.
Dio (in questa visione) non è l’Essere infinito che esercita la sua signoria ed il suo dominio su ogni cosa, capace di essere in se stesso tutta la possibilità infinita di essere (anche oltre l’essere ed il
non-essere, per utilizzare «orientalisti», amati dagli esoteristi), libero di creare come di non creare, grande non per quel che fa o crea, ma per quel che realmente è.
Ma un Dio diverso non è possibile né pensabile.
La Verità dell’esistenza di Dio e della verità del cristianesimo si prova già, meditando sulla figura di Dio stesso.
Non serve altro.

Una posizione scientifica, che volente o nolente precipiti nell’insensatezza della non creazione, resterà un vuoto contenitore di niente, scienza fai da te, ridicolo pensiero dell’uomo, polvere destinata a sparire di fronte alla Verità infinita di Colui che è.

Stefano Maria Chiari




1) Da http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/09/07/923586-origine_della_vita.shtml
2) da  www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica


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Commenti : (30)
Gabriele2
... , settembre 09, 2008 09:57

L'esperimento si concluderà comunque con una pagliacciata! se riesce saltiamo tutti per aria, se non riesce si saranno dati la zappa sui piedi!


Arcimboldo
... , settembre 09, 2008 10:30

Non capisco perche' questo accanimento verso la tesi del big-bang... gli scienziati (quando sono bravi scienziati) non danno significati metafisici a osservazioni concrete. Gli scienziati misurano la realta' e cercano di capirne i funzionamenti, di capire il "come" piuttosto che il "perche'", da sempre.

I perche' spettano alla religione fin tanto che sono indimostrabili "scientificamente". La nascita del mondo a partire dal big-bang e' stata ipotizzata a partire da osservazioni concrete, ma OVVIAMENTE nessuno potra' dimostrare scientificamente il "perche'" il big-bang sia avvenuto. E' stato Dio a creare la materia ed ammassarla in cosi' alta concentrazione in modo da provocare questa esplosione? E' stato Dio a creare le leggi fisiche in modo che l'unico mondo realmente possibile fosse questo? La scienza non puo' andare oltre la realta' fisica delle cose: puo' dirci che c'e' stato un big-bang, che il nostro mondo segue determinate regole fisiche, ma il *perche'* siano proprio queste la fisica non puo' dircelo.

Eppure regolarmente c'e' chi si accanisce contro qualche branca della scienza, colpevolizzando gli scienziati per cio' che hanno semplicemente osservato e dimostrato, e cosa ancora piu' grave, dando significati *metafisici* a osservazioni sul mondo *fisico*, significati che non sono propri della scienza, ma solo delle opinioni personali (di scienziati e non).

Galileo non voleva minare la fede in Dio quando dimostrava che era la Terra a orbitare intorno al Sole anziche' il contrario, semplicemente faceva notare che le cose non stavano come la Chiesa sosteneva. Forse, tra 500 anni, la Chiesa ammettera' che effettivamente il big-bang c'e' stato, e si occupera', come e' giusto, solo di rispondere alla domanda "Perche' c'e' stato il big-bang?", evitando di scontrarsi contro realta' fisiche che nessun testo biblico puo' confutare.



Gianca.a
BG , settembre 09, 2008 11:43

Si infatti, cos'è tutta sta elucubrazione mentale sull'uomo solo, su quale Dio sul perchè, percome...
Questo è un esperimento scientifico che nn vuole dimostrare nulla, vuole solo mettere in pratica una teoria scientifica costruita su teorie/prove scientifiche. Si tratta di un'analisi oggettiva, quantitativa per rimanere in ambito Galileo. Alla luce di ciò ogni parere è superfluo...quasi OT oserei dire.
Per me l'unica cosa su cui si può discutere eventualemente è il rapporto investimenti/risultato di questo esperimento...sono tanti i soldi spesi eh...
Ma alla fine, non sapendo quale sarà il risultato, anche questa decade come discussione. Del resto la storia è piena di esperimenti che hanno portato a risultati inaspettati..nel bene e nel male..



Razionale
Torino , settembre 09, 2008 12:01

Complimenti Arcimboldo, un pò di sano ragionamento che farebbe bene anche a chi parla di scienza non sempre con le dovute conoscenze.


ADL
... , settembre 09, 2008 12:06

Concordo con Arcimboldo.
Desidero ricordare che il primo a teorizzare il big Bang é stato Lemaitre, sacerdote cattolico.
E per quanto la scienza si possa sforzare, non si potrá mai sapere cosa successe ESATTAMENTE al Principio, perché non si puó andare piú indietro del Tempo di Planck, neanche teoricamente (consiglio il libro di Jean Guitton: Dio e la Scienza).
Quindi il mistero del Deus Absconditus rimane. Nella sua interezza.
La Chiesa ammette giá in qualche modo che il Big-Bang ci sia stato. a questo proposito, caro Arcimboldo, le suggerisco il libro "Quantum Mechanics and Divine Action" raccolta di proceeding di conferenze organizzate dalla Specola Vaticana e edito dalla Biblioteca Vaticana.
Circa la natura del processo a Galileo... Messori ha giá spiegato molto bene come stavano le cose (anche Copernico era prete, e non ricordo alcun processo ecclesiastico a suo carico)
Saluti



Roland Deschain
Gilead , settembre 09, 2008 12:07

E' estremamente probabile che non riuscirò mai a trovarmi d'accordo con le posizioni di SMC, a volte mi chiedo se lui stesso sia convinto di ciò che scrive.

"Dio (in questa visione) non è l’Essere infinito che esercita la sua signoria ed il suo dominio su ogni cosa, capace di essere in se stesso tutta la possibilità infinita di essere (anche oltre l’essere ed il
non-essere, per utilizzare «orientalisti», amati dagli esoteristi), libero di creare come di non creare, grande non per quel che fa o crea, ma per quel che realmente è."

Dio dunque, libero di creare o di non creare, viene da chiedersi come abbia impiegato i millenni a sua disposizione prima di avere questa originale idea della creazione, nonchè quale bisogno l'abbia spinto a questo gesto ad un certo punto della Sua infinita esistenza.

Non di meno viene da chiedersi per quale motivo Dio non dovrebbe aver creato altri mondi oltre a questo allo scopo di sperimentare quale avrebbe dato frutti migliori.

Un Essere infinito dunque per cui siamo un passatempo in quanto Egli, come dice SMC è "libero di creare o non creare, grande non per quel che fa o crea ma per quello che è", rimane da capire quali siano i termini di paragone di tale dimensione.

"Ma un Dio diverso non è possibile né pensabile.
La Verità dell’esistenza di Dio e della verità del cristianesimo si prova già, meditando sulla figura di Dio stesso.
Non serve altro."

A quanto pare invece è sia possibile che pensabile, non a caso quella Cristiano Cattolica non è l'unica religione della terra ( o dell'universo ), quanto alla meditazione sulla figura di Dio dovermmo poi rifarci con obbligo all'Antico Testamento, e dunque ad un Dio ben diverso da quello in cui noi crediamo.



Umby
... , settembre 09, 2008 12:36

Il concetto (e la teoria) del Big Bang nasce per spiegare l'allontanamento delle galassie le une dalle altre. in seguito si sono evidenziate delle prove che si trovano in accordo con questa teoria come la radiazione cosmica di fondo e la sua anisotropia, le percentuali di isotopi nelle stelle di generazione II e le percentuali di idrogeno ed elio nel gas interstellare primordiale. Per cui definire che tale scenario è falso, è non voler vedere le prove scientifiche che abbiamo di fronte. anche la Chiesa dopo il Concilio Vaticano II mantiene separate le Verità rivelate nelle Sacre Scritture e le teorie Scientifiche: in quanto il ruolo Cristiano è spiegare il perché delle cose, mentre il ruolo della Scienza è come queste accadono e si sono verificate. Mischiare dogma scientifico con quello religioso ha sempre portato a effetti nefasti: crederere in un mondo piatto al centro dell'universo sul modello tolemaico quando erano evidenti prove sulla sfericità della Terra ha ritardato il pensiero scientifico dell'uomo di almeno duemila anni. Con la scoperta dell'espansione dell'universo ci siamo accorti che che noi siamo su un banale pianeta di un banale sistema solare di una banale galassia, e questo ci ha finalmente scalzati da quella visione antropocentrica che ci siamo sempre voluti attribuire: credere quindi in definitiva che l'Uomo abbia una posizione privilegiata sul Tutto ci sta portando sull'orlo di una catastrofe planetaria, ambientale o guerra non importa. Ma l'arroganza di essere al di sopra la Terra, gli Animali e le Piante ci acceca e non ci fa vedere lo scempio che stiamo causando. Quindi ben venga la Scienza che ci fa aprire gli occhi sull'universo e ci sveli come questo funziona, e ben venga la Religione a spiegarci perché esso è così meravigliosamente unico e perché va conservato.


cantadori
cagliari , settembre 09, 2008 13:31

spiegare la scienza attraverso i principi religiosi non ha alcun senso, come pure, al contrario,è del tutto inutile rincorrere la dimostrazione dell'esistenza di dio attraverso la razionalità e la sperimantazione.
Mi dispiace che un giornale come effedieffe, del quale sono orgoglioso sostenitore, si perda ripetutamente in sentiri che non portano da nessuna parte.



Giampaolo G.
Bergamo , settembre 09, 2008 13:58

La presente per ribadire che valutare l'esistenza di Dio in termini razionali è stato da sempre il ruolo della filosofia e della teologia razionale, S. Tommaso su tutti.

Valutare dunque un'ipotesi scientifica alla luce della sua compatibilità con la Verità rivelata è tutt'altro che operazione oziosa, ma anzi compito necessario, per chi quanto meno si definisse cattolico.

Plauso dunque alla redazione per il fatto di cimentarsi in questi temi secondo un approccio realiter cattolico e non secondo le lenti del modernismo protestante, secondo cui scienza e fede sarebbero divisi, come morale e politica e via discorrendo.

Invito i lettori che continuano a lamentare come improprie le considerazioni sviluppate sulla compatibilità di determinate ipotesi scientifiche con il dettato della Rivelazione a riflettere sul sostrato protestante del proprio pregiudizio, e prenderne coscienza, se non distanza.

Ciò premesso, resta poi legittimo il dissenso, se argomentato, sulle modalità con le quali si sviluppa la critica a certa scienza.

Cordialità



C. L.
... , settembre 09, 2008 14:03

Ecco la risposta, già anticipata secoli fa da sant'Agostino, alla domanda di Roland Deschain su cosa faceva Dio prima di creare il mondo. Si legga bene, e senza paraocchi, l'intervista a padre Coyne, astrofisico, già direttore della Specola Vaticana, uno dei più grandi scienziati viventi, accreditato da fama internazionale in tutti gli ambienti scientifici del mondo. Tra l'altro padre Coyne smonta, scientificamente, le pretese "panteiste" che offuscano, con l'ipotesi del Big Crunch, la teoria del Big Bang. Quest'ultima afferma, in fondo, soltanto la "creatio ex nihilo", per il semplice fatto che prima della "capocchia di spillo energetica", non esisteva assolutamente nulla. Alcuni vorrebbero invece farne una tesi "panteistica" presumendo che prima della capocchia di spillo vi fosse una sorta di "tempo eterno ed immobile" (il che è una contraddizione perchè il tempo per definizione non può essere eterno) e presumendo una espansione cui farebbe riscontro una contrazione, intesa come ritorno all'indistinto, appunto il Big Crunch. Ma, appunto, ora le ultime ricerche hanno smontato l'ipotesi del Big Crunch, dimostrando che spazio e tempo hanno avuto un inizio ossia che essi non sono da sempre, non sono in nessuna loro forma eterni.
Un saluto.

C. L.


INTERVISTA

Un concetto affascinante su cui matematici e teologi si confronteranno a Roma da domani. Il gesuita George Coyne: «L'universo è giovane e si espande, non ci sarà il Big Crunch».

DAL BIG BANG ALL'INFINITO

Da Roma Luigi Dell'Aglio.


«Ora conosciamo esattamente l'età dell'universo. Non sono un filosofo, sono uno scienziato. E dal punto di vista scientifico, dico che ora possiamo fornire un'accurata misura dell'età dell'universo: 13,7 miliardi di anni». E' l'età di un cosmo "giovanissimo", impegnato in un'espansione sempre più veloce e perciò infinito, spiega George Coyne, direttore della Specola vaticana, astrofisico e cosmologo. Domani pomeriggio interverrà al convegno su "L'Infinito nella scienza, nella filosofia e nella teologia" alla Pontificia Università Lateranense.

Professor Coyne, come siete riusciti a calcolare l'età dell'universo?

«Misurando la velocità con cui si espande, studiando le stelle e le galassie più lontane. I nostri punti di riferimento sono state le supernovae di tipo 1A, la cui immensa luminosità è uguale in tutto l'universo. Fanno da "candela standard", sono una specie di unità di misura dell'intensità luminosa. Se vediamo un lampione per la strada e ci troviamo a una certa distanza, riceviamo una certa energia. Se andiamo due volte più lontano la luce diminuisce di un quarto. Lo stesso accade con le "candela standard". Dalla luminosità della supernova deduco la grandissima distanza che ci separa da lei. Finora ne abbiamo misurate una settantina. E siamo arrivati alla conclusione che l'universo non solo si espande ma accelera di continuo la sua espansione».

C'è un dato nuovo: da tempo si parlava di espansione, ma non in questi termini.

«Sono le conclusioni cui è giunta la ricerca cosmologica negli ultimi due anni. E non è un dettaglio secondario. Come mai l'universo, nelle sue zone più remote, è in sempre più rapida fuga, se al suo interno ci sono le galassie, ci siamo noi, cioè c'è una grande quantità di massa che, per la legge di gravità, dovrebbe attirare e non spingere fuori (cioè dovrebbe frenare l'espansione del cosmo)? Non si conosce il perché del fenomeno e per spiegarlo si parla di energia oscura. Ma queste sono solo parole. Che cos'è l'energia che fa espandere l'universo? Per capirci, immaginiamo un'auto che da 80 chilometri l'ora accelera a 120 e poi a 180 chilometri l'ora e così via».

Allora questo universo in corsa tende comunque a essere infinito.

«Dato che l'espansione si accelera continuamente, l'universo non finirà mai. E poiché ciò che si concentra si riscalda e ciò che si espande si raffredda, il cosmo si espanderà fino al punto di diventare tanto freddo da non contenere più energia. La massima espansione lo porterà a un raffreddamento totale, alla temperatura dello zero assoluto».

La cosmologia classica viene definitivamente smentita su questo punto.

«Per Isaac Newton, in virtù della gravitazione universale, l'universo era statico. Anche Albert Einstein, in un primo tempo, la pensava così: l'universo né si espande né si condensa. Per mantenerlo stabile aveva fatto ricorso, anche lui, a una costante, nelle sue equazioni. Poi, quando nel 1931 l'abate Georges Lemaitre (l'autore della teoria del Big Bang) intuì e spiegò l'allontanamento delle galassie e l'espansione dell'universo, Einstein ammise: quella costante è stata il più grosso sbaglio della mia vita, le mie equazioni non permettevano un universo stabile, e io me lo sentivo…»".

Quella di Lemaitre fu un'intuizione. Ora c'è la prova sperimentale.

«E' stata misurata la velocità con la quale si allontanano le galassie e gli ammassi di galassie. E' stata calcolata in base allo spostamento verso il rosso delle righe dello spettro (il risultato della scomposizione del raggio di luce solare). Una galassia, più lontano sta, più è veloce nella sua fuga. Un fatto ormai sistematico. E l'infinito di cui ora possiamo parlare è un universo empirico, non teorico».

Per la cosmologia, sempre accusata di essere puramente teorica, questa è una conquista.

«Una conquista che porta con sé risposte. (Esempio: l'universo non collasserà. Il Big Crunch, il grande crollo, non ci sarà). Ma porta anche altre domande».

L'universo è giovane o vecchio?

«Giovanissimo. Secondo una stima, il raffreddamento finale dovrebbe avvenire fra un numero di anni che è pari a 10 alle ventesima potenza, cioè fra miliardi di miliardi di anni».

In Internet tanti chiedono: che cosa c'era prima del Big Bang?

«La gente ha sempre chiesto: cosa faceva Dio prima di creare il mondo? Sant'Agostino rispondeva : prima della creazione, Dio creava l'inferno per coloro che fanno domande del genere. Voleva dire che prima della creazione, cioè del Big Bang, non c'erano né il tempo né lo spazio. Sono parametri nati con l'universo».

Questo dato vale per la scienza come per la fede?

«Sì, tutto comincia allora. Prima non c'era né un "quando" né un "dove". In questo, scienziato e credente si trovano d'accordo».

Quali sono le prossime tappe della ricerca cosmologica?

«Occorrono ulteriori verifiche. Bisognerà misurare un maggior numero di supernovae. Dal campione di una settantina, dobbiamo arrivare ad alcune centinaia».

Questa spinta senza fine è suggestiva e anche un po' inquietante, per il profano.

«Noi esseri umani siamo venuti fuori da un universo in espansione. E come finiremo? Come l'universo. Ma la fede ci dice che siamo immortali e alla fine risorgeremo anche noi come il Cristo. E sappiamo che sono molte le opportunità che ci hanno dato modo di cominciare ad esistere tra moltissimi processi falliti. Certo siamo contingenti rispetto a un universo in evoluzione ma senza di noi l'universo sarebbe stato molto diverso, senza vita e senza intelligenza».

Il fatto che ci siamo significa qualche cosa, per gli scienziati?

«In un universo compatibile con la vita, il principio antropico è verificato scientificamente: le costanti della natura sono state sintonizzate fra loro, perché entrasse in scena l'uomo. Le ragioni di fondo possono essere diverse, la fede ci dice che l'uomo è una creatura di Dio posta al centro dell'universo».

(da Avvenire del 09/11/2005).



Teo
Roma , settembre 09, 2008 14:06

Concordo con chi ritiene che FISICA e METAFISICA siano due campi d'indagine distinti e solo episodicamente sovrapposti, anche se correlati dall'esperienza umana. La scienza indaga il mondo sensibile, la metafisica, campo dei filosofi e dei religiosi indagano il mondo trascendente.

LA scienza NON ha gli strumenti per indagare la metafisica, altrimenti non si chiamerebbe META-fisica!!



fRa Giustino
Bolzano , settembre 09, 2008 14:32

@Roland Deschain

una considerazione banale banale: ho serie reagioni di ritenere che Iddio sia un'Entità a-temporale. Altrimenti adoreremmo il tempo, perchè influenzerebbe o scandirebbe le Sue (di lui) azioni.



Dario
Udine , settembre 09, 2008 14:35

@Roland

No, le cose non stanno esattamente così.

Il Dio del cattolicesimo non è "costretto" a creare per essere perchè ha in sè la trinità. Crea per Amore, invece che per necessità.

Ti consiglio di dare un occhiata a questo articolo e relativi commenti.

http://www.effedieffe.com/content/view/4343/172/

Saluti



Pino C.
Cassano , settembre 09, 2008 16:13

Arguta la considerazione di fRa Giustino.

Consentittemi l'OT.
ma in tutto questo parlare tra scienziati e non, il Signore è felice???





Roland Deschain
Gilead , settembre 09, 2008 21:13

x C.L.

Dopo aver letto l'interessante, nonchè edificante, intervista siamo al punto di partenza: è nato prima l'uovo o la gallina??

"«La gente ha sempre chiesto: cosa faceva Dio prima di creare il mondo? Sant'Agostino rispondeva : prima della creazione, Dio creava l'inferno per coloro che fanno domande del genere. Voleva dire che prima della creazione, cioè del Big Bang, non c'erano né il tempo né lo spazio. Sono parametri nati con l'universo»."

E chi ci rassicura sul fatto che non esistano altri universi??

x fRa Giustino

Ho altrettanto serie ragioni per credere che in effetti siamo adoratori del tempo, infatti, pur ben sapendo che alla fine dei giorni terreni ci aspetta la Comunione con il Padre, facciamo di tutto affinchè il transito sulla terra sia il più duraturo possibile.
Fatto ben strano no??

x Dario Udine

Ho seguito il dibattito all'articolo che hai linkato, fra l'altro molto interessante, ma come è emerso dalle conclusioni finali bisogna accettare qualcosa ( che sia la " causa prima " o il motore immoto ) a priori per sostenere l'una o l'altra teoria.
Io non ho parlato di creazione per necessità, ma permettimi di dire che l'amore per quanto mi riguarda è concetto umano, quindi è altrettanto ragionevole affermare che il creato sia frutto di un Divino passatempo.

Ovvio che se tutto fosse stato chiaro e limpido non ci sarebbero voluti duemila anni di pensieri filosofici, teologici e scientifici per ritrovarsi ancora al punto di partenza.



who know the truth?
world , settembre 09, 2008 21:14

"La Verità dell’esistenza di Dio e della verità del cristianesimo si prova già, meditando sulla figura di Dio stesso.
Non serve altro"
" ..ridicolo pensiero dell’uomo, polvere destinata a sparire di fronte alla Verità infinita di Colui che è."

Perlomeno, caro Stefano Maria Chiari, ammetterai che di fronte ad affermazioni come queste, del tutto legittime da parte Sua in quanto CREDENTE, é bem difficile pensare di poter trovare dei punti di confronto. Sulla VERITA' poi, dubiterei . E' un problema di fede? Quindi o ci sei o non ci sei? Pensi solo a tutti quelli che in questi giorni pensano che sia VERO ciò che i mezzi di informazione propinano su Ossezia del Sud.



UomoComune
Torino , settembre 09, 2008 23:02

Un buco nero l'hanno gia fatto nei conti di chi ha messo su sta pagliacciata.
E pensare che si poteva sfamare tanta gente con quei soldi! E poi questa la chiamiamo civiltà!



skc
fi , settembre 10, 2008 01:30

"...quelli di un paganesimo che misconosce la figura di un Dio creatore, personale, preesistente, libero ed onnipotente; la divinità pagana infatti, non crea propriamente ma genera, emana, «dispiega» una realtà nascosta rendendola palese".

Mi perdoni Sig. Chiari,
c'è verità in quel che dice, ma Le vorrei far notare che detta da Lei, questa frase risulta quanto meno contraddittoria; basti pensare alla preghiera cattolica Credo:"...credo in un solo Signore Gesù Cristo, generato non creato...".

Cordialmente.



Watson
prov.TP , settembre 10, 2008 09:17

Poiché tutti hanno letto Leopardi, vorrei proporre le parole inedite dell'amico M.B.:
"Un universo infinito, pieno di galassie, stelle, pianeti, polveri e gas in movimento. Niente spazi curvi, niente tempi dilatati, niente espansione, niente centro, niente periferia, niente inizio, niente fine: solo l'esistere del tutto in continua trasformazione prima, durante e dopo l'avventura umana, da sempre e per sempre"!
dal libro di Alberto Bolognesi "EPPUR NON SI MUOVE"La controversia sull'espansione dell'universo del 1994.
Tutto il resto secondo me, è pura speculazione



fRa Giustino
Bolzano , settembre 10, 2008 09:38

per Roland Deschain (sul tempo):

No. Non necessariamente. Chi l'ha detto che la certezza della Comunione col Padre presupponga l'anelare una vita breve?

Comunque intendo qualcosa di diverso: vale a dire che il Padre è, agisce, opera, pensa, crea in un livello a-temporale e del tempo se ne fa sicuramente un gran baffo elettronico.



fRa Giustino
... , settembre 10, 2008 09:41

@UomoComune

Credo che la sua sia demagogia. Conosce o s'immagina lontanamente i vantaggi che otterremo da questa ricerca?

Forse il sarchiapone per seccare proprio la fame nel mondo. E lei lo vorrebbe impedire.



Dario
Udine , settembre 10, 2008 10:06

@Watson

Mi spiace contraddirti, ma anche quelle di Bolognesi (ed Arp prima di lui) sono pure speculazioni.

Se avessero ragione, ciò che dovremmo spiegare sarebbe molto peggiore e più complesso, come la venita in essere di un intero universo già pronto, alla maniera della Genesi.

Sulla questione poi del "non inizio, nè fine", questa è una sciocchezza colossale.
Sappiamo benissimo che nè materia nè energia sono eterni, e siffatto universo richiederebbe (per non avere fine come auspichi) una continua immissione di materia ed energia dall'esterno per contrastare il decadimento globale.

La speculazione di Bolognesi è bella ed affascinante, ma se dovessimo accettarla ci troveremmo di fronte ad un bivio.

1) Dio non solo esiste, ma si occupa costantemente di tenere in piedi l'universo (Bentornato, Newton).

2) La materia è eterna (nonostante noi si sappia benissimo che così non è) e Dio ha solo impostato un universo perfettamente formato all'inizio dei tempi, confondendosi poi con esso. Divenendone parte integrante.

Ovvero l'universo stesso sarebbe Dio. Questa è l'ipotesi panteista.
Il neo fondamentale è che manca dell'attributo fondamentale: la divinità della materia, capace di eternità.

Saluti



Theo
BZ , settembre 10, 2008 10:26

[...]sebbene l’equipe dell’Lhc non escluda la formazione di un buco nero, assicurano, tuttavia, che le sue dimensioni non costituirebbero una minaccia per la Terra.[...]
Beeeeeeeeelo

Quindi anche gli scienziati del CERN sono d'accordo sulla possibilità che si formi un buco nero...


x Arcimboldo
Tempo fa ho ascoltato una conferenza dove intervistavano Rita Levi Montalcini.
In quella conferenza la Montalcini ha detto che le ricerche che fanno i loro ragazzi (o meglio le loro ragazze), sono di immediata utilità.
Ora mi sorge spontanea una domanda: come mai allora i loro ricercatori sono costretti a lavorare con delle paghe così misere? Se la ricerca che fanno servisse veramente a qualcosa e i risultatti portassero a qualcosa di concreto nel medio-breve termine, non dovrebbero essere ricchi sfondati?

Come mai non hanno preso questi 5 miliardi di euro (o qual che sono) e hanno mandato i loro scienziati in giro per il mondo a costruire acquedotti in Africa oppure ad illuminare le popolazioni del terzo mondo? Non credi che uno scienziato con le proprie conoscenze in fluidodinamica potrebbe fare qualcosa di più utile per l'umanità in Africa piuttosto che cercare il Bosone di Higgs? Facciamo finta che tra 2 anni e 6 giorni lo trovino. Che cosa ci avrà guadagnato l'umanità? Niente. Sai perché? Perché ca. 6 miliardi di persone continueranno a fare la fame esattamente come 4000 anni fa.

La scienza dovrebbe risolvere prima il problema della fame nel mondo. Poi, quando avrà finito potrà pensare a giocare con i neuroni.



Joe
PIANETA TERRA , settembre 10, 2008 10:31

Io dico solo che tutti questi soldi dovrebbero essere destinati a fare stare bene la gente che sta male...il vero progresso è quando serve a tutta l'umanità...cosa gliene frega a un ragazzo del Congo della "particella di DIO" se deve preoccuparsi di trovare acqua potabile e medicinali e cibo...tutti i giorni della sua vita?
Mah! quasi quasi spero nell'apocalisse...anche se ho comprato casa da poco...



Mitrandir
Valinor , settembre 10, 2008 10:37

Mi dispiace che l' autore, per condurre una critica perfettamente lecita sulla scienza, utilizzi non la scienza stessa, ma l' interpretazione laicista (e forzata) che ne viene fornita dai media.
La scienza ha, per il filosofo, la funzione di prolungamento dei sensi, in quanto fornisce l' osservazione sulla realtà, da cui trarre le proprie conclusioni o almeno tentare le proprie spiegazioni.
Pertanto l' osservazione di un universo che si spiega fisicamente molto bene con la teoria di un grande scoppio primordiale, non ha nessuna parentela nè col panteismo, nè con un mondo eterno e infinito riproducentesi ciclicamente.
Se SMC leggesse bene la prima pagina della Genesi, troverebbe anzi splendide consonanze con la teoria del big-bang, prima fra tutte la sequenza per cui prima Dio creò la luce e poi il sole e le stelle (sequenza che prima del big-bang sembrava in contraddizione con l' osservazione e il buon senso). E anche il fatto che la creazione non sia avvenuta in modo statico ma dinamico (con degli sviluppi e delle "crescite")trova la sua conferma nel testo sacro: tre volte l' Altissimo crea dal nulla (verbo "barà"): 1) dal nulla alla materia, 2)dagli esseri inanimati ai viventi, 3)dai viventi all' uomo, essere libero e cosciente "a immagine e somiglianza di Dio". In altri sette casi la Bibbia usa il verbo "iehì" (avvenga, sia fatto) che non presuppone strettamente un' intervento creativo, ma lascia che il "seme" creato si sviluppi e realizzi ciò che già conteneva in potenza. (Non evoluzionismo, ma semplice sviluppo).In questa ottica si colloca anche la teoria (o per meglio dire il riscontro) dell' universo antropico: l' universo fisico si espande e trasforma secondo le proprie leggi intrinseche, ma queste leggi originarie, per così dire "genetiche" sono intelligenti: basterebbero piccolissime differenze da certe costanti della materia che osserviamo, per rendere l' universo catastrofico o collassato, o comunque inabitabile da esseri viventi.



Mitrandir
Valinor , settembre 10, 2008 10:53

Vorrei commentare nel merito anche l' esperimento. Da parecchi anni gli investimenti per la fisica e la risonanza divulgativa della stessa sono concentrati sugli acceleratori di particelle. Come dire che si prende la materia e la si spacca in frammenti sempre più piccoli. A parte il fatto che teoricamente dovrebbe essere possibile ridurla a pura energia (in pratica no)ma il solerte divulgatore si dimentica spesso di menzionare la stabilità di questi frammenti. Se io spaccando le particelle riesco a tracciare una sub-particella con vita media di un decimiliardesimo di secondo, dove pongo il confine tra la particella esistente in natura e quella che ho creato io? E tutta la creatività dei fisici consiste poi nel trovare (o inventare) nuove particelle??? Le spiegazioni qualitative dove sono finite? Il vero buco nero della fisica si chiama "quantistica" cioè quella branchia rivoluzionaria che pretende che la realtà si comporti in modo non adeguabile all' intelletto e pertanto alcune equazioni siano vere per abrakadabra non-si-sa.
La vera invocazione che farei a proposito della fisica e degli acceleratori, è che urge una controrivoluzione per tornare a una scienza che descriva la realtà e non cerchi di ricrearla a misura di bizantinismi matematici.



Francesco R.
Milano , settembre 10, 2008 12:07

Concordo con il lettore Theo.

E che differenza tra la fisica di Maxwell e questa nuova versione della torre di Babele (costruita "democraticamente" a spese dei pronti "contribuenti", sicuramente tutti ciecamente "volontari")!



Efisio Bova
Torino , settembre 10, 2008 15:16

La Rivelazione ci parla di CHI ha creato l'universo e del PERCHE'.
La Scienza cerca di capire COME funziona l'universo.

Il CHI e il PERCHE' richiedevano una Rivelazione perche' al di la' della portata della nostra ragione. (la ragione arriva a concepire e dimostrare l'esistenza di Dio ma non puo' descriverne il volto)

Per il COME basta la ragione.

Quando si confondono questi piani semantici e si cerca nella Rivelazione il COME o nella scienza il CHI gli esiti sono ridicoli.

Se tenessimo presente questa semplice distinzione sarebbe tutto piu' chiaro e tante polemiche fumose verrebbero meno.

un caro saluto a tutti.




catone
milano , settembre 10, 2008 17:21

Non ci sarà nessun buco nero perchè i buchi neri non esistono! Si tratta di un risultato inaspettato delle equazioni di Einstein e mai provato. Anzi, pure le equazioni di Einstein sono tutte da provare a partire dal loro strano presupposto: che il mondo sia costruito su 4 dimensioni di cui 3 spaziali e 1 temporale. Chi lo ha detto che l'universo è così?


marcello
siena , settembre 10, 2008 20:00

L'ultima frase dell'articolo è la migliore: "ridicolo pensiero dell'uomo".
Anche il suo, Chiari, anche il mio, anche il nostro.




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