
L’acquisto della AIG è
differente dagli altri salvataggi perchè significa che il mercato è entrato in una fase anche più
pericolosa, perchè le enormi posizioni di AIG nei “CDS” se si sfasciano
creerebbero un buco 50 volte più grosso del mercato dei derivati basati sui
mutui subprime. Stiamo assistendo alla fine di
un sistema economico cominciato 300 anni fa in Inghilterra. Bernanke si
affanna a tappare una falla, e se ne apre un’altra, poi un’altra ancora.
L’America precipita mentre non ha di fatto un presidente in carica come una
nave senza timone nella tempesta.
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Frammenti dall’implosione |
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Non si sa da dove cominciare, tanto la crisi implode rapidamente. Cominciamo dall’Italia?
Bankitalia: «Le banche italiane sono le meno esposte», e tutti i media si rallegrano («La nostra arretratezza bancaria ci ha salvato»). Poche ore, e la Reuters: «Unicredit esposta a Lehman per 120 milioni di euro più 12 milioni di linee di credito utilizzate». Complimenti per l’arretratezza.
Altra frase celebre: «L’Europa sarà poco coinvolta». Poche ore dopo, il Telegraph: «Le banche europee erano particolarmente a rischio in caso di un fallimento della AIG, perchè detengono i tre quarti dei 441 miliardi di dollari di strumenti complessi e de-regolati protetti dalla AIG. Tali obbligazioni sono legate al mercato dei subprime, che si sta inabissando».
A Berlino, la banca KfW, che appartiene al governo federale, ha trasferito 300 milioni di euro( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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