
Se si paragonano le vergognose
infrastrutture ferroviarie italiane con quelle francesi, il risultato è
agghiacciante. Treni traboccanti merda, sempre in ritardo e sempre di meno da
una parte, treni in attivo, con sempre maggior richiesta, rapidissimi e
puntuali dall'altra. L'effetto concreto in terra di Francia è una diminuzione
dell'1.4% di traffico d'auto private ed una eccellente valore nazionale
racchiuso nella soddisfazione dei passeggeri delle SNCF. Nella fase di
depressione queste grandi opere pubbliche garantiscono alla lunga competitività
del Paese, rendendolo pronto per la fine della recessione.
|
|
I treni rendono (in Francia) |
|
|
|
Tremonti da privato è stato il più pessimista sulla crisi finanziaria, ha continuato a fare la Cassandra mentre tutti lo deridevano. Oggi, lo scopriamo - da uomo di Stato - volonteroso di diffondere ottimismo: l’Italia reggerà meglio di altri Paesi, l’abbiamo sentito dire, perchè è forte nella “manifattura”. La seconda potenza manifatturiera dopo la Germania. Produce merci e prodotti industriali. Grazie per farci coraggio.
Solo, rispettosamente, facciamo notare una piccola cosa: la “manifattura”, in Italia, è ostacolata: dal fisco punitivo, dall’IVA rimborsata in ritardo, dalla burocrazia inetta, dalle banche avare e usuraie verso i piccoli imprenditori, ma larghe di fondi a grossi monopoli privati (Telecom, remember?) e alle fondazioni “culturali” tipo “Italianieuropei” di Mimmo “Yacht” D’Alema.
Ma il più esasperante collo( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|