Una nazione artificiale,
basata su una volontà ideologica che sta svanendo generazione dopo generazione.
I cittadini di questa nazione considerano una «polizza di assicurazione» avere un doppio passaporto. Negli ultimi 15 anni 55 mila di
questi cittadini si sono trasferiti nella capitale come sollievo dal covo
d'odio che si respira a Gerusalemme. La continua e instillata angoscia
d'estinzione, la sensazione di essere assediati alla lunga logorano. Non c’è
pace quando si vive in un Paese dove non c’è speranza. L'impero sionista si sta
spegnendo per sua stessa mano.
Ahmadinejad è un profeta, o è solo ben informato? Quel Paese che non nominiamo sta scomparendo dalla carta geografica. E non già perchè viene «spazzato via» da fuoco e guerra, ma perchè i suoi abitanti se ne vanno. Sta svanendo, come previde l’ayatollah Khomeini.
A dirlo in un denso saggio è Ian Lustick, cattedratico di scienze politiche alla University of Pennsylvania, famoso analista politico e storico del Medio Oriente moderno. Il titolo del saggio è «Abbandonare il Muro di Ferro: Isr** e il ‘letamaio medio-orientale’» (1).
A parlare del Medio Oriente come «letamaio» (muck) sono i figli di Sion, i cui padri avevano scelto di viverci dentro. L’espressione è parte del discorso pubblico, e delle conversazioni private, che hanno luogo in quel piccolo popolo che-ha-tanto-sofferto. Ora i figli( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Nuova tattica a Sion Maurizio Blondet
Israele cambia. Con il cuore
gonfio di compassione umanitaria Olmert e Peres si dichiarano decisi a dare
agli arabi pace, terre e uguaglianza sociale. Ci permettiamo, visto quello che
sta avvendendo a Gaza, di ipotizzare una nuova forma di guerra preventiva:
Israele diventa rosea e pacifista ancor prima del nuovo profeta Obama.
Ryad e Teheran passano all’oro Maurizio Blondet
In un periodo in cui è
irrazionale fidarsi delle banche centrali e con il petrolio cosi' basso, la
primordiale reliquia di un passato barbarico è l'unica materia che ha davanti a
sè un sicuro rialzo e permette di conservare il valore del capitale. Arabi e iraniani
lo hanno capito e hanno inziato a convertire le loro riserve in dollari.
E intanto il piccolo popolo... Maurizio Blondet
Scovata una cellula di
spionaggio al soldo del Mossad in libano. Due degli arrestati sono parenti di
uno dei cosiddetti dirottatori dell’11 settembre, Ziad Jarrah, libanese, che
avrebbe pilotato l’United Airlines 93. Se poi sono veri Jarrah, o sostituti, lo
sa Al Qaeda, o il Mossad. Questioni di identità; questioni di strane parentele
e di intere famiglie votate allo spionaggio o coinvolte in attentati suicida.
Ma a noi resta la facoltà di dubitare, di sospettare di alcune prove che non
tornano, come ben sappiamo. Abbiamo pero' una sola cartezza: il piccolo popolo,
sempre in pericolo, lavora senza sosta, massacrando e distruggendo. Almeno di
questo possiamo esser sicuri.
Iraq: i curdi massacrano i cristiani Maurizio Blondet
La storia si ripete: come nel
1915, quando durante il genocidio di un milione e mezzo di armeni da parte dei
Giovani Turchi cripto-giudei, i curdi si distinsero come gendarmi ripugnanti e
vili, oggi i curdi collaborazionisti e separatisti, affiancati dal Mossad,
hanno iniziato la pulizia etnica di Mossul e Ninive. 13 cristiani assiri
trucidati, in modo da indurre gli altri (15 mila almeno) a fuggire. Prosegue a
tappe forzate il programma di smembramento per linee etnico-religiose
preconizzato negli anni ’80 dalla rivista ebraica Kivunim. Ai curdi, USA e
Israele, hanno promesso uno Stato autonomo, e non c’è mai stato un posto per la
minoranza cristiana, a cui è riservata la pulizia etnica.
Colpire la Siria per educare Sarko Maurizio Blondet
Irrazionale e incomprensibile
per gli stessi analisti, il raid sul confine siriano con l'Iraq che ha
provocato la morte di otto innocenti. Irrazionale si, ma forse non tanto
inspiegabile se con occhio attento si riesce a scorgere il marchio di fabbrica
israeliano secondo la «dottrina» delo Stato vittima che deve essere sempre
messo in pericolo, per poter essere salvato. In questo caso Damasco è sempre
stata vista come un ostacolo alla «traballante» sopravvivenza d'Israele. I
parziali successi di Damasco sul piano internazionale devono avere invelenito
gli ambienti neocon. La siria è dunque come Gaza, come la Cisgiordania: un
poligono di tiro talmudico, a bersagli mobili e sanguinanti.
Riti ebraici dentro Al Aqsa Maurizio Blondet
Nella visione talmudica, la
ripetizione del rito secondo le esatte istruzioni bibliche forzerebbe YHWH a
rinnovare l’Alleanza col popolo eletto, aprendo l’era del messia-re, ossia del
dominio ebraico sul mondo. A seguito di una denuncia di Al Aqsa Foundation il
23 agosto la polizia israeliana e lo Shin Bet hanno fatto irruzione negli
uffici dell’organizzazione sequestrando denaro, computer e i suoi archivi. Ora
diventa evidente che la chiusura dell’organizzazione era preliminare alla
celebrazione di non ben specificati «rituali ebraici» dentro la moschea, il
luogo per i musulmani più sacro al mondo, dopo La Mecca avvenuti durante
l'ultimo Yom Kippur con l’aiuto della polizia israeliana. Il messia-re che i
sionisti attendono da sempre sta per essere strappato al suo dominio
invisibile?
I miti agnelli di Sion Maurizio Blondet
C'è un popolo, una religione,
un'etnia che ha come finalità "spirituale" la prevaricazione del
prossimo, l'usurpazione delle altrui cose, l'annichilimento degli altri. E con
queste opere pensa di rendere servizio gradito a Dio stesso. L'accecamento,
l'oscuramento di questa gente è un grande mistero, è il dominio del padrone di
questo mondo sui suoi figli. Se si pensa poi che queste stesse persone si fanno
passare per vittime e perseguitati di tutta la storia, pretendendo omaggi
continui, allora il dominio si trasforma in schiavitù. I palestinesi ogni
giorno lo provano sulla propria pelle. Forse presto toccherà anche a noi.
Comincia l’era post-americana Maurizio Blondet
L'intelligence britannico, con
il beneplacito USA, ha molto aiutato, sottobanco, lo sforzo di mediazione di re
Abdullah nell'organizzare incontri alla Mecca fra membri del governo afghano
collaborazionista ed esponenti Talebani. Ma un altra mano potrebbe aver reso
possibile questo tavolo di trattative: quella dell' ex-capo dell'intelligence
saudita Turki Al Faisal. Secondo gli inglesi difatti la strategia bellica
americana in Afghanistan è «votata al fallimento». Washington ha probabilmente
usato la sua residua influenza per affidare la mediazione al suo fedelissimo
servo sunnita. I sauditi sono il perno volontario del piano, Made in Israel, di
gettare il mondo musulmano sunnita contro il mondo musulmano sciita.
Chi è il nuovo Hitler Maurizio Blondet
«Ci sono circostanze nella
storia che giustificano la pulizia etnica», così...
Sul mostro Samir Kuntar Maurizio Blondet
Si sa, gli arabi sono mostri irrazionali, belve sanguinarie messe al mondo come carne...
Cosa hanno fatto a Nablus? Maurizio Blondet
Abbiamo tutti ben presenti i
racconti celebrati nella sola «Memoria» che è...
La «moralità» dell’Occidente Maurizio Blondet
Come sempre i gestori della
propaganda fidano della nostra ignoranza: i missili Shahab-3, che...
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