
La logica neocon vuole un
Pakistan sempre più «instabile» e incline a finire sotto il controllo dei
«militanti islamici». Estendere la guerra dall'Afghanistan al Pakistan,
attaccando i santuari di cui godono i talebani nelle aree tribali, è il metodo
del Pentagoni già sperimentato in Vietnam. Il periodo che si apre davanti a noi
è potrebbe essere decisivo: con un Pakistan nucleare con «limited capacity» di combattere
il terrorismo da solo e il Congresso USA che «recederà» in vista delle elezioni
presidenziali dal primo ottobre.
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Pakistan: October surprise? |
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«Non tollereremo la violazione della nostra sovranità da parte di qualunque potenza nel nome della lotta al terrorismo»: il neo-presidente pakistano Asif Ali Zardari aveva appena ripetuto l’altolà ufficiale alle incursioni armate americane nel Paese, quando è avvenuta l’immane strage al Marriott di Islamabad. Rivendicato da «Al Qaeda», naturalmente.
Come volevasi dimostrare, ha subito spiegato ai giornalisti Stephen Hadley, il consigliere della Sicurezza Nazionale che sta preparando Bush per il vertice ONU: gli USA avevano già fatto presente ad Islamabad le «limitate capacità» del governo pakistano di combattere da solo i suoi militanti nelle aree tribali al confine con l’Afghanistan. Senza l’aiuto dell’alleato americano, ecco cosa succede...
Consentire le operazioni militari nel suo territorio, per i pakistani, «non è un favore che( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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