
Da otto anni assistiamo alla
assunzione di poteri sempre più ampi e illegali, mai contrastati da un
Congresso-gregge e sempre giustificate con la guerra al terrorismo. Stavolta
no, a quanto pare. Alcuni senatori si stanno opponendo in queste ore con un movimento
di rivolta contro il «Piano Paulson» di salvataggio della finanza. «Qui non è
in pericolo solo la nostra economia, ma anche la nostra Costituzione». La
resistenza parlamentare non è solo sostenuta dall’opinione pubblica; è
rafforzata da un crescente accordo fra gli economisti «mainstream» che si
dichiarano l’uno dopo l’altro contrari al Piano Paulson. Forse non basterà in ogni caso.
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Fallisce il golpe Goldman Sachs? |
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«Qui non è in pericolo solo la nostra economia, ma anche la nostra Costituzione»: questa frase del senatore democratico Chris Dodd (Commissione Affari Bancari) passerà forse alla storia, perchè sunteggia il movimento di rivolta in corso contro il «Piano Paulson» di salvataggio della finanza. Forse, non ci sarà un governo d’emergenza Goldman Sachs; forse, la costituzione non sarà sospesa in nome dello stato d’eccezione.
Avevo dato per scontata l’approvazione del piano Paulson - i 700 miliardi di dollari dei contribuenti per liberare le banche d’affari dei loro attivi tossici, e soprattutto i pieni poteri discrezionali e insindacabili alla «giunta» Paulson-Bernanke, - ed un lettore me lo rimprovera.
Sono lieto di dire che m’ero sbagliato; errore umano, dopo aver assistito da otto anni alla assunzione di poteri sempre più ampi e illegali( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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