Il piano Paulson è come una
rete da pesca, con cui si cerca di fermare una palla di cannone. La paralisi
del credito che dura nonostante «iniezioni» e «piani» è un segno dei più
infausti. La scarsità improvvisa di credito produrrà la bancarotta di General
Motors e Ford e quindi i primi effetti sull’economia reale. I licenziamenti in
massa creeranno la nota spirale che si auto-alimenta. Anche le banche sane, che
hanno acceso mutui a solvibili, andranno verso l’insolvenza. A catena l'Europa
è altrettanto sull'orlo del baratro senza neanche un sistema capace di
elaborare una strategia. Sono al Nord le situazioni peggiori: Danimarca e
Svezia. Inghilterra legata a doppio filo con gli USA e Spagna devastata da
una bolla immobiliare peggiore di quella americana. Insomma, tutto ciò si
chiama Depressione Globale, ed è già tra noi.
«Se Hank Paulson ha sbagliato diagnosi, possiamo solo pregare», scriveva qualche giorno fa il giornalista del Times Gerard Baker.
Ebbene: Paulson sta fallendo (1). All’annuncio del varo del suo piano di salvataggio, 700 miliardi di dollari, i «mercati» del mondo hanno risposto crollando, anzichè salendo. I tassi interbancari non fanno che crescere: le banche non si fidano a prestarsi un centesimo tra loro. E’ una specie di «corsa agli sportelli» fatta però non dai risparmiatori, ma dai banchieri stessi.
I prestiti interbancari sono paralizzati, sicchè le banche ricorrono alla Federal Reserve: che ha prestato loro fino 1.880 miliardi di dollari al giorno (fate il confronto col pacchetto di salvataggio di Paulson, 700 miliardi) solo per tenerle a galla. In pratica, le banche sono in reparto-rianimazione, sotto trasfusione e con machina( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Avanza l’Euro-Russia Maurizio Blondet
L'aria è cambiata e sta
avvenendo un fatto politico d’importanza storica: Russia ed Europa andranno al
G20 dalla stessa parte del tavolo. L’intensa attività diplomatica pre-summit in
corso non lascia alcun dubbio: Russia, Francia, Inghilterra, Germania e anche l'Italia condividono
la stessa visione sulla genesi e la natura della crisi.
La cretinizzazione dell’Occidente Maurizio Blondet
Bernanke - giunto alla prova
suprema della sua esistenza - ha fatto cilecca. A far
la cosa giusta subito è stata la Cina che
costruisce le basi per un’economia ancora più forte. La nuova mossa
di Bernanke invece, ci porta sul ciglio dell'abisso deflazionista, un terminale circolo vizioso.
Qualche lezione dagli anni ‘30 Maurizio Blondet
Come oggi, la crisi abissale
nacque dagli Stati Uniti, dal capitalismo finanziario americano; e per lo
stesso esatto motivo, l’espansione dissennata del credito. Le banche, allora,
prestarono soldi a chi giocava in Borsa, per poi ritirarsi silenziosamente da
questo perferso affare e farvi subentrare l'industria americana che dal '28 al
'32 si dimezzò. Il New Deal sembra oggi un insieme di ricette poco coerenti, un
bricolage di provvedimenti di cui si stava a vedere l’effetto, per poi magari
rovesciarli. Dall’ottobre 1937 al marzo 1938, altri 4,5 milioni di lavoratori
sono sul lastrico a seguito delle misure rooseveltiane. Non c'era altra strada
che...
Greggio e grano rincareranno. Ecco perchè Maurizio Blondet
Il troppo buon mercato di oggi
sta distruggendo l’offerta, e prelude a rincari eccessivi nei prossimi anni.
Effetto dovuto alla speculazione affollatasi nel mercato delle materie prime e
poi scappata in svendita causando il crollo dei prezzi. Con l'andamento di un
mercato tanto irresponabile, i produttori non riescono a programmare la
produzione e scottati da questo crollo per precedenti investimenti,
prenderanno decisioni di semina molto stringate a danno del 2009-2010.
La produzione potrebbe essere ridotta al punto da assistere ad nuova fiammata dei prezzi che provocherebbe
crisi alimentari ancora più gravi di quelle che abbiamo vissuto recentemente.
Il...
Nell’abisso Maurizio Blondet
Il rischio è che questa
inflazione monetaria scatenata finirà per rendere il dollaro privo di valore, e
l’America forse non avrà altra strada che emettere un nuovo dollaro. La memoria
corre subito a quelle immagini impressionanti di marchi bruciati nelle stufe e
i tassi d’interesse bancari che salirono al 900% in 10 mesi. Da agosto, di colpo,
le riserve internazionali hanno smesso di crescere. Il neo-presidente Obama
farà come il Giappone, stimolo fiscale e tassi a zero e invece di prendere atto
della realtà la Federal Reserve e Tesoro «la combatteranno gradino per
gradino», perchè nessuno sa cosa è meglio...
Catechismo monetario Maurizio Blondet
Nel dimenticatoio della
storia, come ennesimo nemico delle oligarchie finanziarie, sui cui pende ancora
oggi una «damnatio memoriae» invincibile, esiste un sacerdote cattolico
irlandese che parlava con voce infiammata di diritto naturale, di economia naturale,
di moneta, di ricchezza reale e dell’inganno fondamentale della finanza: la
diffusione di pseudo-capitale. Negli Stati Uniti devastati dalla Grande
Depressione, salì alle stelle la popolarità di questo sacerdote, con la
fondazione anche di un movimento conosciuto come Social Justìce a cui aderirono
milioni di americani. Un movimentop politico di popolo che le oligarchie
giudicarono...
Depressione e le sue allegre follie Maurizio Blondet
Il commercio mondiale di materie prime è precipitato, sicuro segno premonitore di una riduzione mai
vista della produzione industriale nel mondo. Le banche restringono il credito
fino a strangolare l’economia reale; che è già malata terminale. La crisi del
trasporto marittimo colpisce ovviamente la Grecia in più affidatasi alle banche
inglesi paralizzate dalla crisi. Ma la roulette boristica continua a girare con
tanti guizzi, prima della linea orizzontale che si vede a tratti. Caso celebre
e ridicolo la vendita allo scoperto di azioni Volkswagen, un bagno di sangue
per molti speculatori. L'FMI continua dalla sua a praticare la stessa ricetta
si...
La depressione corre velocissima Maurizio Blondet
La vera natura del liberismo
selvaggio e ideologico, si sta mostrando in tutta la sua prepotenza. Non ci
sono più paratie stagne, erano state smantellate per ottenere la “libera
circolazione di merci, uomini, capitali”. La crisi è globale, unica, per tutti.
E l'esplosione è convergente e simultanea. In questo momento non c'è un mercato
o una economia al mondo al riparo, certa di un domani prosperoso. La situazione
islandese è presente sotto gli occhi di tutti. Diminuzione a livello del 1931
dei trasporti navali, prevista un'ondata mondiale di disoccupazione, mercati
bloccati sia nelle esportazioni che di conseguenza nelle...
Le banche stringono il cappio Maurizio Blondet
Ogni volta la promessa del
sistema bancario si conclude con un esodo: i loro figli coperti d’oro se ne
vanno, e noi egiziani restiamo a morire di fame. Tra il 1931 e il 1941 mancano
6 milioni di americani all'appello: Una shoah dei goym, quindi cancellata. Due
milioni di giovani disoccupati vennero internati a forza in campi di lavoro.
gli American Gulag. YHWH deve aver detto a Greenspan di mantenere il denaro
sovrabbondante e il credito facile per dieci anni, tenendo forzatamente bassi i
tassi. Ora come allora le banche sono agghiacciate dall’imminente esplosione
dei derivati che potrebbero sommergere l'intero economia mondiale. La nostra
memoria non sarà...
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