Due identici casi di
«suicidio» quelli sopraggiunti a Uwe Barschel e Jurgen Moelleman, due tedeschi
alla ribalta della scena politica di primo livello. La traccia conduce sempre lì,
ad un nemico comune. Storie di morti violente e raccapriccianti che schiacciano
la vita sotto il peso di botte, cadute da alte quote o schianti mortali. Uomini
spazzati via perchè sapevano o dicevano troppo, parlavano chiro. Non c’è dubbio
che Sion osserva con particolare cura politici tedeschi di un certo tipo:
emergenti, energici e carismatici come Moelleman o come Haider. 3 vite infrante
come tante altre.
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Haider: come Barschel, come Moelleman |
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La Stampa di Torino ha così commentato la morte di Haider:
I primi l’hanno scritto sui bigliettini lasciati, insieme ai fiori e ai ceri, nell’atrio del Palazzo del Land Carinzia, a Klagenfurt: «Haider come Lady D», «Haider come James Dean». Poi sono arrivati i siti antisemiti: «Haider è stato assassinato», «Questa è la soluzione finale della questione austriaca», «Dopo il suo successo elettorale, parlare di casualità è solo da stolti». Il complotto, dunque. L’attentato. Per mano degli sloveni, dice qualcuno. Per odio alla destra estrema, dicono altri. La costruzione del mito è cominciata.
Ovviamente, le frasi riferite ai «siti antisemiti» sono la solita ripresa (senza citazione diretta, come si usa in quegli ambienti) del nostro articolo «Assassinato Haider» secondo cui la morte di Haider non è stato un( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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