
«Il nazionalismo è ancora vivo e vegeto in Europa». Con queste parle schiumanti di George Friedman si presenta
una caso inaspettato, quanto forse inutile: i quattro grandi paesi storici
europei hanno agito, come possono, al posto della latitante ruocrazia europea
che in merito alla crisi in corso non ha deciso niente, non ha avuto niente da
dire nè da ordinare. I singoli governi europei hanno deciso stanziamenti
enormi, hanno preso rischi e si sono assunti responsabilità: insomma hanno
agito come autorità politiche. Significativo che Gordon Brown abbia chiamato
«an outdated dogma», quel dogma liberista globale, da cui beceramente Paulson è
ancora soggiogato. L'UE intanto pens alle quote latte...
|
|
|
|
Ci avete fatto caso? Nei giorni della crisi più acuta, vicini al collasso sistemico, la Commissione Europea è scomparsa. Il soi-disant «governo» europeo, quello che ci ha inondato di direttive su ogni minuzia - il calibro delle mele, la forma dei WC per handicappati, le nozze gay, la curvatura dei cetrioli - non ha deciso niente, non ha avuto niente da dire nè da ordinare. Mentre il sistema finanziario era sull’orlo del «meltdown», è scomparsa dalla scena.
Al suo posto, hanno agito i governi nazionali. Questi spettri di governi, abituati a ratificare direttive sovrannazionali, senza nemmeno più la sovranità monetaria, spinti dalla forza delle cose sono stati capaci - per rassicurare i loro cittadini - di decisioni audaci. Se siano state buone o cattive, si vedrà; ma per la prima volta da decenni, hanno deciso.
In perfetta concertazione (a Parigi domenica) e tuttavia nella piena( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|