
Esiste un'ascetica dionisiaca, scatenatasi in questo nostro tempo,
opposta e contraria alla «caritas» cristiana che si incarna invece in una
giustizia terrena, in un'ordine civile nell’aldiquà carnale. Questo
contro-ordine, a-provvidenziale e Senza-Legge, prende forma in una società in
cui «il delitto diviene l’atto per eccellenza», desiderando il «crollo delle
leggi», l’anarchia e la crudeltà, e il dilagare dell’omicidio nel mondo, fino al finale suicidio nichilistico. Un contro-ordine dove «la salvezza si lucra
attraverso il peccato». Le tracce di questa costruzione luciferina si trovano
nelle opere di Evola come di Cacciari, in contrpposizione feroce all'ostacolo
che trattiene lo scatenamento di queste forze: Il katèchon. Ovvero la Chiesa
stessa e di conseguenza tutti gli ordini civili ad essa ispirati. Tolto di
mezzo il katèchon, ogni nostra speranza è riposta in Colui che ha vinto il
mondo.
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Come uno scritto di Julius Evola aiuta a capire nel profondo la gnosi di Cacciari
E’ difficile trovare una più chiara, brutale propaganda dell’anomia come «teologia dionisiaca», di quella che Julius Evola proclamò in un testo impressionante pubblicato da «Ignis» (1) nel numero di novembre-dicembre 1925, intitolato appunto «Dioniso».
Evola vi definisce «religioso», in senso spregiativo, l’atteggiamento di chi «creda che il mondo sia retto da un principio di ordine e di bontà»: il contrario della «mia esperienza attuale», che mi presenta «un mondo tutt’altro che ordinato e razionale». Dunque per «ammettere l’esistenza di un mondo provvidenziale», il credente deve( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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