«Si agisce meglio in via
preventiva che in stato d’emergenza»: questa frase potrebbe essere il possibile
prossimo scenario a cui andremo incontro, tutti. La cessazione dei pagamenti da
parte del governo americano è inevitabile, la situazione incontrollabile sembra
non poter dare altre alternative, da qui a poco. Il potere americano ha
interesse ad anticipare i suoi creditori: l’ultima «guerra preventiva» USA può
essere appunto la dichiarazione d’insolvenza per combattere il «terrore
finanziario». Forse è proprio questa la crisi e la prova di cui parlano oramai
apertamente, con cui verrà forgiato il prossimo presidente?
Secondo il sito francese Europe 2020, avverrà entro l’estate 2009: approfittando di «un week-end prolungato o di una chiusura amministrativa di banche e Borse sul territorio americano per più giorni», sarà «instaurato un New-Dollar», e i creditori degli Stati Uniti scopriranno «che i loro Buoni del Tesoro US e i Dollari US non valgono più che il 10%» (1).
La cessazione dei pagamenti da parte del governo americano è inevitabile, secondo il suddetto gruppo «di anticipazione politica», che ha spesso indovinato le previsioni.
Sì, il dollaro ha visto un rialzo negli ultimi giorni; ma questa, dice Europe 2020, è conseguenza diretta e provvisoria del crollo delle Borse mondiali, e delle valute dei Paesi emergenti. In realtà, la crisi dell’Islanda offre una visione in provetta del destino( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il Pentagono ha pronto il golpe Maurizio Blondet
Un vuoto, una sorpresa, «una
violenza dislocazione strategica interna» che può essere provocata da «un
collasso economico» o dalla «perdita dell’ordine politico o legale».
Letteralmente è «l’incognita nota», il «known unknown», di cui si riempì la
bocca Rumsfeld; giorno dopo giorno, uno scenario invece sempre più chiaro. C'è
chi sa come sfruttare gli incubi della società USA, e le sue fragilità
inconfessate. E' imminente la «prossima sfida».
Dedicato a chi non crede ai complotti Maurizio Blondet
Chi esclude di principio che
la democrazia americana possa fare «certe cose», 11 settembre da ultimo e
svariati attentati false flag negli ultimi 120 anni, sarà incuriosito nel
leggere come fu insabbiato l'omicidio del generale Patton, intenzionato a proseguire
la guerra contro i russi e dalla lettura veloce di alcuni passi
dell'FM 3-05.130, un manuale operativo USA sulla guerra
«Unconventional».
La prima guerra persa per sciopero Maurizio Blondet
La Revolution in Military
Affairs continua a dare i suoi frutti, marci in tutti i sensi: dogana di
Torkham, che intromette nel passo Khyber, sul confine afghano, dove un cartello
avverte che l'esercito declina ogni responsabilità per chi vi si avventura senza
scorta. Ora anche i driver pakistani, vitali per la linea di rifornimento USA
NATO, si rifiutano di varcare il confine, dato l'alto rischio. Imperialismo alla Halliburton.
«Ed ora, il Governo mondiale» Maurizio Blondet
«Il motivo della crisi
finanziaria internazionale è che abbiamo mercati finanziari globali, e manchiamo
di un corpo giuridico globale». Basta questa frase per spiegare tutto. C'è
qualcuno che vede nella devastante crisi finanziaria una opportunità storica. Ecco
dunque il vecchio progetto delle oligarchie transnazionali che torna, dietro
Obama, dettandogli l’agenda. I media deputati ad informarci sono già arruolati
da sessant'anni.
A Kabul, USA contro NATO Maurizio Blondet
La «stoffa» di Obama e la
«linea» che non potrà fare a meno di seguire. La prima un'incognita, la seconda
una certezza. Il Pentagono e il complesso militare-industriale non saranno
docili agli ordini del neo-presidente. Obama si troverà il bubbone purulento,
di tipo vietnamita, e dovrà adeguarsi. La linea è già stata preparata.
L’agente del 9/11 di nuovo operativo Maurizio Blondet
L'11 settembre servì
ottimamente anche a sottrarre Israele da una posizione insostenibile. Ora
alcuni accadimenti di questi giorni, riconducibili forse alle profezie di Biden
e Powell, farebbero ipotizzare uno scenario inquietante. Mentre Israele vigila
e massacra Gaza, esercitazioni e vecchie conoscenze animano lo scenario
americano.
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