Nel governo del nostro Paese
c’è un uomo che lavora attivamente a mettere i bastoni fra le ruote dei suoi
ministri. Un uomo che per smanie di grandezza italiota grava sullo stipendio
dei contribuenti per salvare una compagnia aerea già fallita. Che da
possibilità alla sinistra, cacciata dagli italiani, di tornare in piazza con
rigurgiti da ’68. Un uomo che sulla scena internazionale riesce ad adombrare
l’imbarazzante presenza del suo amico Bush. Fortuna per lui governa cittadini
che miracolosamente, senza nemmeno saperlo, salvano lo Stato coi loro risparmi.
Insomma, quest’uomo è meglio tenerlo indaffarato in cose alla sua portata. In
questo chiediamo l’aiuto di Emilio Fede. Per il Salame sarà un Virgilio in
chiave “Divina Velina”.
Mi sono convinto che questo governo ha un nemico vero. No, non è Veltroni. Uno che lavora attivamente a mettere i bastoni fra le ruote ai ministri, a impacciarne l’azione e a ridicolizzarli. No, non è Di Pietro.
Il vero, pericoloso nemico del governo è il capo del governo, Silvio Berlusconi. Alias Il Salame.
Vediamo le sue azioni di sabotaggio.
Il centro-destra è stato votato da una maggioranza schiacciante di italiani con la evidente ed esplicita speranza: che li liberasse dalla Casta, dai parassiti privilegiati pubblici strapagati che soffocano l’economia e scuoiano la società, e con la speranza che razionalizzasse la spesa pubblica, magari abbassasse le tasse.
E il Salame che fa?
Come primo atto, «salva» Alitalia. Con tutti i suoi piloti e hostess da hotel a cinque stelle, i suoi sindacalizzati da camorra che hanno devastato una compagnia con il( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il federalismo? C’è già, quello delle mazzette Maurizio Blondet
Un rovesciamento patologico di
quel che si usa chiamare «governo»: è questo l'immane porcaio del feudalesimo
incestuoso e partitico italiano, fatto di tanti centri di magnazza, minuscoli e
plurimi e di 607 mila autoblù. Un aumento mostruoso dei poteri locali e meno
visibili che fa comodo ai partiti. Un'immane porcaio illegale e frammentato in
migliaia di comuni, città e provincie. Il nostro malaffare pubblico e
nazionale.
Abruzzo: la Weimar de’ noantri? Maurizio Blondet
Nei prossimi mesi rinascerà
«er fascismo», naturalmemte in versione di farsa: un’alleanza fra Bossi e Di
Pietro, in nome della rozzezza, volgarità, furberia – e del «federalismo»,
naturalmente. Hanno in comune del fascismo vero, la vena plebea, il semplicismo
violento e volgare, inconcludente e straparlatore. Sarà un fascismo mentalmente
torpido: «er fascismo», appunto, de’ noantri.
Casta canta. E se la ride Maurizio Blondet
A causa della crisi si farà la
sola riforma contro a cui le caste non si oppongono: la “riforma delle
pensioni”, quando hanno perso il 31,5 per cento del potere d’acquisto mentre la
Casta ne ha guadagnato il 34. Per la Casta, la crisi non non ci sarà mai. E
adesso sappiamo che hanno dalla loro anche il “federalismo” della Lega, un’altra
fonte di spesa pubblica incontrollata e inadempiente.
Paolo Mieli, cambi mestiere Maurizio Blondet
Al Qaeda è fra noi. Ci
circonda da ogni parte, questo terrorismo internazionale assetato di sangue. Al
Qaeda alla fin fine siamo noi tessi, ogni giorno accusabili di concorso esterno
alla rete terroristica. Questa è una notizia, come le prime pagine da dedicare
alla vicenda Sky. Ma del verminaio immenso che da cima a fondo investe la
magistratura meridionale, quasi nessun accenno sul giornale di Mieli.
Statalismo senza Stato Maurizio Blondet
Gli ultimi dieci anni di
globalizzazione liberista totale hanno avuto un effetto spaventoso: ora che è
urgente l’intervento dello Stato nell’economia, non lo sanno organizzare, per
un motivo chiaro e semplice: non hanno più una dottrina dello Stato, un’etica
pubblica, una competenza pubblica. E c'è un "maestro" venerabile che ha
inaugurato questo governo della irresponsabilità.....
La casta è scesa in guerra. Civile. Maurizio Blondet
Le categorie fancazziste sono
le sole che hanno conservato e aumentato il loro potere d’acquisto, mentre il
popolo italiano lo perdeva. Ora, per mantenerlo, contrariamente al Salame che
non ha capito il compito centrale del suo mandato, tradendo tutti noi, la
teppaglia Alitalia, i professori, gli insegnanti e gli addetti ai trasporti
pubblici sono entrati in guerra totale con il popolo italiano, pretendendo i
suoi soldi.
Alitalia: lasciatela morire Maurizio Blondet
Per l’ostinazione del Salame,
che non vuol perdere la faccia, il salvataggio continuo - perchè inutile - di
Alitalia a spese nostre, la bad company, è un trapianto di midollo da chi
lavora e fatica a chi pretende l’eterno diritto a far nulla. Un’operazione
contraria ai principi di umanità, prima ancora che dell’economia. Perchè oramai
la scena è insostenibile: per il portafoglio del contribuente, ed anche per il
cuore. Alitalia fa vergogna. La carcassa va seppellita.
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