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Palermo, 100 famiglie in cattedra. La "parentopoli" dell'università.
Repubblica.it    25 ottobre 2008
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Padri e figli controllano le facoltà. Una Cupola di clan accademici si spartisce il sapere. Docenti parenti: 58 a Medicina, 21 a Giurisprudenza, 23 su 129 professori ad Agraria

PALERMO
- Una Cupola dotta si spartisce il sapere di Palermo. Sono cento le famiglie che hanno l'Università nelle loro mani, cento clan accademici fatti di figli che salgono in cattedra per diritto ereditario, fratelli e sorelle che succedono inevitabilmente ai loro padri e ai loro zii, nipoti e cugini immancabilmente primi al pubblico concorso. Regnano in ogni facoltà. Si riproducono nell'omertà. Docenti parenti. Cinquantotto a Medicina. Ventuno a Giurisprudenza. Ventitré su appena centoventinove professori ad Agraria, la roccaforte dei patti di sangue.

Se l'Ateneo di Bari è diventato famoso in Italia per la compravendita di esami e per i test superati in cambio di sesso, quello di Palermo ha un primato assoluto che spiega come i "soliti noti" spadroneggino in ogni disciplina. Ordinari, associati, ricercatori: tutti legati uno all'altro da un intreccio parentale. In totale sono almeno 230. Cento famiglie.

Un altro record solo apparentemente innocuo di questa Università è per esempio il luogo di nascita dei suoi docenti: il 54,7 per cento sono palermitani. Più della metà sono di qui e due su tre vengono dalla provincia. Soltanto Napoli eguaglia la capitale della Sicilia in questa performance. Ma il numero che svela fino in fondo la Palermo cattedratica è quell'altro sui legami familiari. Sono piccoli grandi eserciti dislocati dipartimento dopo dipartimento, materia per materia.

Somiglia tanto a un'occupazione militare, chi non fa parte di un clan resta quasi sempre fuori. E tutto nel rispetto della legge e delle procedure. La regola per conquistare un posto in università è solo una: non parlare. Qualcuno - è chiaro - si ritrova suo malgrado in questo elenco nonostante meriti e titoli. Per molti però quello che conta è solo il nome che portano.
Ci sono delle vere e proprie dinasty anche a Scienze, ad Architettura, a Economia. In ogni facoltà ci sono ceppi familiari dominanti, aule e laboratori di ricerca popolati solo da rampolli. Uno scandalo dopo l'altro soffocati nel silenzio.

A Medicina le famiglie che comandano sono 24. Si ramificano dappertutto. Una è la famiglia Cannizzaro. Il padre Giuseppe è ordinario di Scienze farmacologiche, nel suo dipartimento c'è anche il figlio Emanuele (ricercatore), la cognata Luisa Dusonchet (associata) e la figlia Carla che insegna a Farmacia. Ordinario di Scienze stomatologiche è Domenico Caradonna, i figli Carola e Luigi fanno i ricercatori nello stesso dipartimento. Ordinario di Scienze biochimiche è Giovanni Tesoriere, la moglie Renza Vento è a Biologia, la figlia Zeila è entrata in Architettura dove c'è anche suo marito Renzo Lecardane. Zeila è stata nominata a soli 37 anni come associata "per chiamata diretta", il marito - che da un anno era impiegato al Comune di Palermo dopo un'esperienza all'estero - ha conquistato un posto grazie alle norme sul "rientro dei cervelli". Altri nomi eccellenti di Medicina con parenti al seguito: i Salerno (Biopatologia), i Canziani (Neuropsichiatria infantile), i Ferrara (Otorinolaringoiatria), i Piccoli (Neuroscienze cliniche). Dopo i parenti ci sono naturalmente schiere di compari. Li piazzano per grazia ricevuta. A un favore fatto ne corrisponde sempre un altro. E' una catena interminabile, un giro chiuso. Le carte sono sempre a posto, i concorsi a prova di codice penale, un altro discorso è la decenza.

Come a Economia, il reame dei Fazio. Il capostipite è Vincenzo, ordinario di Scienze economiche, aziendali e finanziarie. Nello stesso suo dipartimento ci sono altri due Fazio: i suoi figli, Gioacchino associato e Giorgio ricercatore. Insegnano la stessa materia di papà. Il preside di Economia si chiama Carlo Dominici, suo figlio Gandolfo è anche lui in facoltà per istruire gli studenti in Scienze economiche. Poi ci sono i due Bavetta, Sebastiano ordinario e Carlo associato, figli di Giuseppe che lì a Economia c'era fino a qualche tempo fa. Ora è in pensione. Un ultimo caso di padre e figli di quella facoltà: il docente di economia aziendale Carlo Sorci e sua figlia Elisabetta - ricercatrice - che insegna Diritto commerciale.

A Giurisprudenza i docenti sono 137 e i nuclei familiari che dettano legge 10. Alfredo Galasso è ordinario di Diritto privato, suo figlio Gianfranco insegna la stessa materia, nello stesso dipartimento c'è anche Giuseppina Palmeri che è la moglie del fratello di Gianfranco. Anche Savino Mazzamuto (Diritto privato, ora trasferito a Roma 3) ha lasciato un posto in eredità a suo figlio Pierluigi. La figlia di Aurelio Anselmo, Alice, ha trovato sistemazione all'Università di Trapani: ricercatrice di Diritto pubblico. Salvatore Raimondi, nome pesante, amministrativista di grido ingaggiato per i suoi "pareri" anche dalla Regione siciliana, ha nel suo dipartimento di Diritto pubblico il figlio Luigi. E Rosalba Alessi, ordinario di Diritto privato - e soprattutto potente commissario degli enti economici siciliani, una carica che vale come tre assessorati importanti - ha nello stesso suo dipartimento il nipote Enrico Camilleri.

Ad Architettura c'è una grande famiglia, quella dei Milone. Il preside Angelo è in compagnia del fratello Mario (che è anche vicesindaco di Palermo e - attenzione - assessore ai rapporti con l'Università) e due figli che sono ricercatori: Daniele e Manuela. A Lettere, i Carapezza sono 4. I fratelli Attilio e Marco, il primo che insegna Scienze delle Antichità e il secondo Filosofia e teoria dei linguaggi. Il loro cugino Paolo Emilio è ordinario di Musicologia, suo figlio Francesco è ricercatore nello stesso dipartimento di Attilio. Poi ci sono i Buttita. Nino, il vecchio, antropologo, è stato preside di Lettere. Il figlio Ignazio insegna all'Università di Sassari ma ha supplenze a Palermo. La moglie Elsa Guggino è ordinaria nella stessa facoltà.
L'elenco dei padri e dei figli continua a Ingegneria, 18 famiglie e 38 parenti. Filippo Sorbello e il figlio Rosario, Michele Inzerillo e la figlia Laura, Stefano Riva Sanseverino (cognato di Luca Orlando) e la figlia Eleonora. A Scienze Matematiche Fisiche e Naturali si contendono il numero dei parenti i Gianguzza e i Vetro. Mario Gianguzza, ordinario di Biopatologia a Medicina, a Scienze ha come colleghi i fratelli Antonio (Chimica inorganica) e Fabrizio (Biologia cellulare) e la figlia Paola (Ecologia). Uno dei loro nipoti, Salvatore Costa, è anche lui in Biologia cellulare. L'altra famiglia, i Vetro, è tutta appassionata di matematica. Pasquale Vetro, matematico. La moglie Cristina Di Bari, matematica. Il loro figlio Calogero, matematico.

La facoltà più piena di mogli e mariti e figli è però quella di Agraria. Su 129 docenti 23 sono parenti. Un quinto. Divisi in 11 nuclei familiari. Il preside Salvatore Tudisca ha lì dentro come associata sua moglie Anna Maria Di Trapani. L'ordinario Antonino Bacarella ha la figlia Simona e il nipote Luca Altamore. L'ordinario Giuseppe Chironi ha la figlia Stefania, l'ordinario in pensione Giuseppe Asciuto ha suo figlio Antonio, l'ordinario in pensione Carmelo Schifani ha il figlio Giorgio, l'ordinario Salvatore Ragusa ha il figlio Ernesto, l'ordinario Luigi Di Marco ha la moglie Antonietta Germanà, l'ordinario Vito Ferro ha la moglie Costanza Di Stefano, l'ordinario Antonio Motisi ha la moglie Maria Gabriella Barbagallo, l'ordinario Riccardo Sarno ha il figlio Mauro, l'ordinario Claudio Leto ha la moglie Teresa Tuttolomondo. Cento famiglie. Di queste ce ne sono sessanta con "residenza" fissa in uno stesso dipartimento. E' praticamente casa loro.

di ATTILIO BOLZONI e EMANUELE LAURIA

Fonte >
  La Repubblica.it | 24 ottobre

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Commenti : (15)
NON REX NON IUS NON MOS
... , ottobre 25, 2008 13:56

SIAMO PROPRIO UNA GRAN BELLA "FAMIGLIA"
MENOMALE CHE GLI STUDENTI SI STANNO AGITANDO FORSE CHE VOGLIONO IMPIANTARE NUOVE "FAMIGLIE"...
CHISSA'!?



bigas
... , ottobre 25, 2008 14:07

non so o non capisco. se i concorsi sono a prova di codice penale sta a significare che sono regolari sempre se il mio italiano non mi inganna.Io credo invece che se i dipartimenti sono a gestione familiare ci deve essere per forza qualche irregolarità e probabilmente se si andassero veramnete a spulciare le carte tra presentazione delle domande per ricerca, dottorandi o scuole di specializzazione; risultati di test o meriti e quindi assegnazione dei posti, "qualche" illecito salterebbe fuori e si potrebbe partire da li.Invece si tende solo a sparare a zero su tutto e a demolire anche quel poco di buono che ci potrebbe essere. a me questo articolo sembra solo di supporto a un certo modus operandi attuale, traduzione: mera propaganda.


nirax31
Roma , ottobre 25, 2008 14:40

"...a me questo articolo sembra solo di supporto a un certo modus operandi attuale, traduzione: mera propaganda..."

@ bigas

Che il nepotismo sia un male tutto italiano non è una novità. Sia nel privato che nel pubblico si odono sempre gli stessi cognomi che imperversano.
La spintarella, la raccomandazione sono figli della subcultura italiota e di sicuro non aiutano la crescita di un paese già stitico di talenti. Di contro non si fa nulla per arginare questo fenomeno bieco e squallido.
Comincio sempre più a pensare che la speranza di una società nuova e giusta sia impossibile e che il cambiamento sia molto lontano se non irragiungibile. Chissà...magari un giorno...un grande meteorite...




antonio_santagati
Dubai , ottobre 25, 2008 16:01

Questo articolo ha funzioni multiple, in quanto oltre a supportare certe posizioni del governo (anche condivisibili) permette di continuare a gettare fango sulla Sicilia per cose che invece riguardano tutta l'Italia.

Oviamente il direttore ci sguazza, e propone l'inutile pezzo solo e soltanto perché si tratta di Palermo.




NON REX NON IUS NON MOS
... , ottobre 25, 2008 18:22

...MA POI OSSERVO E DICO...
POTREBBE L'UNIVERSITA' CHE E' LA PIU' VICINA AL SOLE ESSERE DISSIMILE DA ESSO?
FUOR DI METAFORA ...I PARTITI IN ITALIA E SPECIE QUELLI DELLA SINISTRA NON SONO NEPOTISTI?
UN ESEMPIO PER TUTTI LA FIGLIA DI COSSUTTA NON E' ESSA STESSA ANCHE DEPUTATO...E IL FIGLIO DI FORLANI?
E ALLORA A CHE SERVONO LE RIUNIONI OCEANICHE SVOLTE IN DATA ODIERNA QUANDO NON RIESCONO A SCALFIRE DI UNA VIRGOLA UN PAESE TERZOMONDISTA?
VELTRONI DALEMA & COMPANY NON DOVRESTE VOI TORNARE A SCUOLA E POSSIBILMENTE RICOMINCIARE DALLE ELEMENTARI...?



Al Ireland
... , ottobre 25, 2008 20:02

@ antonio_santagati

vedo che scrive da Dubai, immagino che lei abbia trovato ben poco di cui gratificarsi nella sua Sicilia, tuttavia lei continua a diffenderli, non c'e' e non ci sara' un cambiamento finche' "loro" godranno del suo e del vostro consenso.
L'articolo tratta di fatti oggettivi, indiscutibili crede che tutti debbano ignorare la stuazione, la Sicilia e' in Italia (questo derelitto paese) e gode dei soldi pubblici provenienti anche dalle altre regioni, cosenta a chi scrive l'onesta intelletuale della denuncia, visto che altro non si puo' fare.

Saluti e W la Sicilia innocente vittima di questi criminali.



antonio_santagati
... , ottobre 25, 2008 20:40

Al Ireland,

non mi sembra abbia capito il mio commento.
Sono sicuro peró che chi lo doveva capire (il Direttore) lo abbia capito benissimo.

In ogni caso cosa ci faccio a Dubai non sono fatti Suoi.

Non é la Sicilia a godere dei soldi pubblici (= elemosina) provenienti dalle altre regioni, ma le altre regioni a godere delle tasse stornate dalle casse regionali siciliane. Si studi la costituzione. Lei ed il Direttore che fa finta di non conoscerla.

Su una cosa le do ragione: buona parte dei politici siciliani sono dei criminali. Ma sempre, come in tutto il resto d'Italia.



Al Ireland
... , ottobre 25, 2008 21:56

antonio_santagati


Non é la Sicilia a godere dei soldi pubblici (= elemosina) provenienti dalle altre regioni, ma le altre regioni a godere delle tasse stornate dalle casse regionali siciliane. Si studi la costituzione. Lei ed il Direttore che fa finta di non conoscerla.

------------------------------------------------------------

Penso si commenti da solo.

Saluti



antonio_santagati
Dubai , ottobre 26, 2008 07:03

Ecco bravo,

eviti di parlare a vanvera.



Al Ireland
... , ottobre 26, 2008 08:50

antonio_santagati


Non é la Sicilia a godere dei soldi pubblici (= elemosina) provenienti dalle altre regioni, ma le altre regioni a godere delle tasse stornate dalle casse regionali siciliane. Si studi la costituzione. Lei ed il Direttore che fa finta di non conoscerla.

------------------------------------------------------------
Giusto perche' Lei non ha capito le spiego il si commenta da solo meglio:

1. non sapevo che la Sicilia fosse una locomotiva dell'economia italiana, in quali settori poi?

2. mi delucida su quale articolo della nostra (inosservata) costituzione si afferma il principio di cui sopra sul traferimento dei tributi dalle regioni allo Stato nazionale, in particolare di quelle a statuto speciale. Mi puo' fornire qualche dato e la fonte per favore?

3. eviti di parlare a vanvera, che bel modo di esprimersi, e a corto di sinonimi?

saluti




antonio_santagati
Dubai , ottobre 26, 2008 10:43

1) Lo Statuto della Regione siciliana (guardi bene: SICILIANA e non Sicilia, come la repubblica é ITALIANA e non Italia!!!!) é stato emanato prima della costituzione italiana, la precede e non é modificabile unilateralmente dallo stato italiano. In questo senso la Regione siciliana non é una regione a statuto speciale ma una nazione federata all'Italia (ci sono varie sentenze dell'Alta Corte a confermarlo, ma credo che lei non sappia neanche cosa sia l'Alta Corte, organo di grado superiore persino alla corte costituzionale)

2)Secondo lo Statuto, le imprese che producono in Sicilia, pagano (pardon... dovrebbero pagare) le tasse a Palermo e non a Roma. Se questo non avviene, si viola la costituzione di cui lo Statuto é parte integrante.

3) D'altronde é anche vero che i vari versamenti che lo stato fa una tantum alla Sicilia non ci dovrebbero essere, per questo li ho chiamati elemosina. In ogni caso sono di gran lunga inferiori al furto delle tasse, furto di cui gode tutto il resto d'Italia.

4) Per la Sua poca dimistichezza con l'argomento le ricordo (solo come esempio...) che Siracusa é la terza provincia d'Italia per esportazioni, ma tutti i soldi vanno a Milano e dintorni.

5) Tutte gli altri discorsi circa il modo in cui i siciliani utilizzerebbero questi soldi sono chiacchere. Noi coi nostri soldi possiamo farci quello che vogliamo. Gli altri italiani vivendo di furtarelli vari non stanno fecendo niente di meglio con questi soldi.

6) Il motivo per cui la classe politica siciliana (e se vuole per estensione anche il popolo siciliano, non mi nascondo certo dietro un dito) é criminale é perché non ha lottato per la difesa dello Statuto.

Le ripeto, si studi la costituzione (TUTTA) prima di dare libero sfogo alle dita sulla tastiera.



NON REX NON IUS NON MOS
... , ottobre 26, 2008 12:24

INSOMMA E' PROPRIO IL CASO DI DIRE CHE LA SICILIA E I SICILIANI SONO PROPRIO DEI "RACCOMANDATI" DI FERRO!!!


tovarish
... , ottobre 26, 2008 13:06

@Antonio del Dubai

oh poveri noi,

un altro che pensa, erroneamente,
per spirito campanilista che gli obnublia la mente,o forse per il caldo del deserto..

..che la Sicilia mantiene l' Italia e il nord.

Ma va a ranare...



antonio_santagati
Dubai , ottobre 26, 2008 20:31

Riporto un piccolo estratto dalle dichiarazioni rilasciate oggi dal presidente della Regione SICILIANA (presente Calderoli):

Pur senza nominarla, il presidente della regione siciliana e leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo, sferra un attacco al sindaco di Milano Letizia Moratti, che aveva polemizzato dopo la concessione, da parte del Cipe, di 140 milioni al Comune di Catania: "Stia zitta - ha detto Lombardo - si consente a una signora la cui famiglia, forse utilizzando la Cassa per il Mezzogiorno, comprò una raffineria in Texas per trapiantarla a Siracusa guadagnando miliardi". Dopo aver incassato l'applauso della platea alla Festa del movimento per l'autonomia, Lombardo aggiunge: "Quelle somme sono persino servite a comprare una squadra di calcio, e dopo tutto ciò questa signora insulta i catanesi".

http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=12392&template=lasiciliaweb

Ritiratele quelle bandiere.



francit2004
... , ottobre 28, 2008 14:08

@ nirax31: anch'io spero nel grande meteorite....



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