La rovina degli Stati Uniti è
imminente, inevitabile. Ma da questa certezza si passa a non sapere ancoraquali mosse si stanno preparando per uscire o
trascinare tutti nel buco nero che li aspetta. I piani sull'Iran ad esempio
sono solo dormienti; diversi indizi segnalano movimenti sospetti da parte
dell'attuale amministrazione. E debka li collega direttamente alle profetiche
parole di Biden. Ormai apertamente anche la Cina invita agli scambi
internazionali con una valuta diversa dal dollaro, accusato di essere stato
mezzo di saccheggio della ricchezza del mondo intero. Il debitore sa che non
puo' pagare; il creditore è pronto a lasciarlo andare con grande indignazione.
E' veramente urgente «generare» una «crisi internazionale».
Nei suoi ultimi giorni di vita, l’Amministrazione Bush apre all’Iran: per la precisione, aprirà una «interest section» a Teheran, e sta selezionando il diplomatico da mettere a capo della postazione. Una «interest section» non è un’ambasciata, e il diplomatico che la capeggerà sarà un incaricato d’affari. Ma è dal 1980 che Washington ha rotto le relazioni diplomatiche con Teheran; quell’anno fanatici iraniani, con l’appoggio del regime degli ayatollah, occuparono l’ambasciata USA per molti mesi, prendendo ostaggi i dipendenti (1).
Ufficialmente, la sezione d’affari americana dovrà «facilitare gli scambi culturali, rilasciare visti per iraniani che intendano visitare gli Stati uniti, e impegnarsi in diplomazia pubblica onde presentare un’immagine migliore degli USA» (sic).
Negli( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il Pentagono ha pronto il golpe Maurizio Blondet
Un vuoto, una sorpresa, «una
violenza dislocazione strategica interna» che può essere provocata da «un
collasso economico» o dalla «perdita dell’ordine politico o legale».
Letteralmente è «l’incognita nota», il «known unknown», di cui si riempì la
bocca Rumsfeld; giorno dopo giorno, uno scenario invece sempre più chiaro. C'è
chi sa come sfruttare gli incubi della società USA, e le sue fragilità
inconfessate. E' imminente la «prossima sfida».
Dedicato a chi non crede ai complotti Maurizio Blondet
Chi esclude di principio che
la democrazia americana possa fare «certe cose», 11 settembre da ultimo e
svariati attentati false flag negli ultimi 120 anni, sarà incuriosito nel
leggere come fu insabbiato l'omicidio del generale Patton, intenzionato a proseguire
la guerra contro i russi e dalla lettura veloce di alcuni passi
dell'FM 3-05.130, un manuale operativo USA sulla guerra
«Unconventional».
La prima guerra persa per sciopero Maurizio Blondet
La Revolution in Military
Affairs continua a dare i suoi frutti, marci in tutti i sensi: dogana di
Torkham, che intromette nel passo Khyber, sul confine afghano, dove un cartello
avverte che l'esercito declina ogni responsabilità per chi vi si avventura senza
scorta. Ora anche i driver pakistani, vitali per la linea di rifornimento USA
NATO, si rifiutano di varcare il confine, dato l'alto rischio. Imperialismo alla Halliburton.
«Ed ora, il Governo mondiale» Maurizio Blondet
«Il motivo della crisi
finanziaria internazionale è che abbiamo mercati finanziari globali, e manchiamo
di un corpo giuridico globale». Basta questa frase per spiegare tutto. C'è
qualcuno che vede nella devastante crisi finanziaria una opportunità storica. Ecco
dunque il vecchio progetto delle oligarchie transnazionali che torna, dietro
Obama, dettandogli l’agenda. I media deputati ad informarci sono già arruolati
da sessant'anni.
A Kabul, USA contro NATO Maurizio Blondet
La «stoffa» di Obama e la
«linea» che non potrà fare a meno di seguire. La prima un'incognita, la seconda
una certezza. Il Pentagono e il complesso militare-industriale non saranno
docili agli ordini del neo-presidente. Obama si troverà il bubbone purulento,
di tipo vietnamita, e dovrà adeguarsi. La linea è già stata preparata.
L’agente del 9/11 di nuovo operativo Maurizio Blondet
L'11 settembre servì
ottimamente anche a sottrarre Israele da una posizione insostenibile. Ora
alcuni accadimenti di questi giorni, riconducibili forse alle profezie di Biden
e Powell, farebbero ipotizzare uno scenario inquietante. Mentre Israele vigila
e massacra Gaza, esercitazioni e vecchie conoscenze animano lo scenario
americano.
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