Perchè non si chiede anche ai
sindacati l’obbligo di presentare il bilancio consolidato? Questo è un enorme
privilegio indebito, una facoltà di disporre di enormi fondi neri per spese che
poi infuiscono sull'andamento sociale del Paese. Forse si capirebbe meglio che
la CGIL è ancora e sempre la cinghia di trasmissione del PD, come lo era del
PCI, quando entrambi erano sovietici. Perchè non si indaga sulle lauree-lampo,
un enorme inghippo, uno scandalo che mina il futuro dell'Italia, punendo per
falso in atto pubblico, esercizio abusivo di professione, docenti e rettori che
si arricchiscono, tutti messi lì da qualche partito o cosca, e dunque
appoggiati dalla piazza.
Se Berlusconi fosse davvero un duro, e volesse bloccare le periodiche adunate oceaniche della cosiddetta sinistra contro di lui, basterebbe che proponesse e facesse approvare (i numeri ce li ha) una legge. Anzi una leggina, di un solo articolo.
Press’appoco così: «Anche i sindacati hanno l’obbligo di presentare il bilancio consolidato».
Perché solo la CGIL risucchia dalle buste-paga e dalle pensioni un duemila miliardi (lo dico in vecchie lire) l’anno, e - non facendo il bilancio - nessuno sa come li spenda.
In un Paese dal fisco spoliatore per cittadini e imprese, si tratta di un enorme privilegio indebito, di una colossale esenzione fiscale, anzi peggio: della facoltà di disporre di enormi fondi neri. Per chi può spendere una dozzina di miliardi di lire in nero, è facilissimo organizzare una manifestazione con 200 mila, o 2 milioni di partecipanti. Basta pagare loro il( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il federalismo? C’è già, quello delle mazzette Maurizio Blondet
Un rovesciamento patologico di
quel che si usa chiamare «governo»: è questo l'immane porcaio del feudalesimo
incestuoso e partitico italiano, fatto di tanti centri di magnazza, minuscoli e
plurimi e di 607 mila autoblù. Un aumento mostruoso dei poteri locali e meno
visibili che fa comodo ai partiti. Un'immane porcaio illegale e frammentato in
migliaia di comuni, città e provincie. Il nostro malaffare pubblico e
nazionale.
Abruzzo: la Weimar de’ noantri? Maurizio Blondet
Nei prossimi mesi rinascerà
«er fascismo», naturalmemte in versione di farsa: un’alleanza fra Bossi e Di
Pietro, in nome della rozzezza, volgarità, furberia – e del «federalismo»,
naturalmente. Hanno in comune del fascismo vero, la vena plebea, il semplicismo
violento e volgare, inconcludente e straparlatore. Sarà un fascismo mentalmente
torpido: «er fascismo», appunto, de’ noantri.
Casta canta. E se la ride Maurizio Blondet
A causa della crisi si farà la
sola riforma contro a cui le caste non si oppongono: la “riforma delle
pensioni”, quando hanno perso il 31,5 per cento del potere d’acquisto mentre la
Casta ne ha guadagnato il 34. Per la Casta, la crisi non non ci sarà mai. E
adesso sappiamo che hanno dalla loro anche il “federalismo” della Lega, un’altra
fonte di spesa pubblica incontrollata e inadempiente.
Paolo Mieli, cambi mestiere Maurizio Blondet
Al Qaeda è fra noi. Ci
circonda da ogni parte, questo terrorismo internazionale assetato di sangue. Al
Qaeda alla fin fine siamo noi tessi, ogni giorno accusabili di concorso esterno
alla rete terroristica. Questa è una notizia, come le prime pagine da dedicare
alla vicenda Sky. Ma del verminaio immenso che da cima a fondo investe la
magistratura meridionale, quasi nessun accenno sul giornale di Mieli.
Statalismo senza Stato Maurizio Blondet
Gli ultimi dieci anni di
globalizzazione liberista totale hanno avuto un effetto spaventoso: ora che è
urgente l’intervento dello Stato nell’economia, non lo sanno organizzare, per
un motivo chiaro e semplice: non hanno più una dottrina dello Stato, un’etica
pubblica, una competenza pubblica. E c'è un "maestro" venerabile che ha
inaugurato questo governo della irresponsabilità.....
La casta è scesa in guerra. Civile. Maurizio Blondet
Le categorie fancazziste sono
le sole che hanno conservato e aumentato il loro potere d’acquisto, mentre il
popolo italiano lo perdeva. Ora, per mantenerlo, contrariamente al Salame che
non ha capito il compito centrale del suo mandato, tradendo tutti noi, la
teppaglia Alitalia, i professori, gli insegnanti e gli addetti ai trasporti
pubblici sono entrati in guerra totale con il popolo italiano, pretendendo i
suoi soldi.
Alitalia: lasciatela morire Maurizio Blondet
Per l’ostinazione del Salame,
che non vuol perdere la faccia, il salvataggio continuo - perchè inutile - di
Alitalia a spese nostre, la bad company, è un trapianto di midollo da chi
lavora e fatica a chi pretende l’eterno diritto a far nulla. Un’operazione
contraria ai principi di umanità, prima ancora che dell’economia. Perchè oramai
la scena è insostenibile: per il portafoglio del contribuente, ed anche per il
cuore. Alitalia fa vergogna. La carcassa va seppellita.
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