Un intreccio oscuro e complicato
quello che emerge tra le trame ordite che portarono all'omicidio di Abraham
Lincoln per mano di John Wilkes Booth. Se si va oltre le lacune investigative e
la scusa ricorrente dello «squilibrato solitario», affiorano dalle pieghe della
storia nascosta, che non deve essere raccontata, nomi celebri, quali Albert
Pike, Simon Wolf, Benjamin Peixotto, Adolph Ochs, fino a giungere direttamente
alla corona britannica, che sempre ostacolò lo sviluppo degli Stati Uniti come
potenza industriale avanzata. I forti legami dunque tra inglesi e israeliti,
che sfociarono poi nella dichiarazione Balfour, giunsero fino all'eleminazione
di un uomo "pericoloso" che osò sfidare il libero mercato nascente.
Abraham Lincoln fu ucciso la sera del 14 aprile 1865, al teatro Ford, da un uomo che poi si tolse la vita: John Wilkes Booth. L’assassinio del presidente scatenò sei settimane di linciaggio: poco mancò che venisse impiccato come mandante il generale Lee, l’eroico comandante dei confederati sudisti, sconfitto nella guerra di secessione. Tuttavia, l’affannosa inchiesta e il terrore giudiziario instaurati non bastarono a identificare una congiura.
Risultò che Booth, poche ore prima di sparare a Lincoln, aveva fatto visita a Washington a tale Simon Wolf. Costui testimoniò che Booth era disperato perché una donna aveva appena respinto la sua domanda di matrimonio e aveva bevuto parecchio. Ciò bastò a far rientrare John Wilkes Booth nella categoria degli «squilibrati», attentatori presidenziali «senza movente», di cui la storia americana doveva poi dare tanti numerosi esemplari, da Lee( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il Pentagono ha pronto il golpe Maurizio Blondet
Un vuoto, una sorpresa, «una
violenza dislocazione strategica interna» che può essere provocata da «un
collasso economico» o dalla «perdita dell’ordine politico o legale».
Letteralmente è «l’incognita nota», il «known unknown», di cui si riempì la
bocca Rumsfeld; giorno dopo giorno, uno scenario invece sempre più chiaro. C'è
chi sa come sfruttare gli incubi della società USA, e le sue fragilità
inconfessate. E' imminente la «prossima sfida».
Dedicato a chi non crede ai complotti Maurizio Blondet
Chi esclude di principio che
la democrazia americana possa fare «certe cose», 11 settembre da ultimo e
svariati attentati false flag negli ultimi 120 anni, sarà incuriosito nel
leggere come fu insabbiato l'omicidio del generale Patton, intenzionato a proseguire
la guerra contro i russi e dalla lettura veloce di alcuni passi
dell'FM 3-05.130, un manuale operativo USA sulla guerra
«Unconventional».
La prima guerra persa per sciopero Maurizio Blondet
La Revolution in Military
Affairs continua a dare i suoi frutti, marci in tutti i sensi: dogana di
Torkham, che intromette nel passo Khyber, sul confine afghano, dove un cartello
avverte che l'esercito declina ogni responsabilità per chi vi si avventura senza
scorta. Ora anche i driver pakistani, vitali per la linea di rifornimento USA
NATO, si rifiutano di varcare il confine, dato l'alto rischio. Imperialismo alla Halliburton.
«Ed ora, il Governo mondiale» Maurizio Blondet
«Il motivo della crisi
finanziaria internazionale è che abbiamo mercati finanziari globali, e manchiamo
di un corpo giuridico globale». Basta questa frase per spiegare tutto. C'è
qualcuno che vede nella devastante crisi finanziaria una opportunità storica. Ecco
dunque il vecchio progetto delle oligarchie transnazionali che torna, dietro
Obama, dettandogli l’agenda. I media deputati ad informarci sono già arruolati
da sessant'anni.
A Kabul, USA contro NATO Maurizio Blondet
La «stoffa» di Obama e la
«linea» che non potrà fare a meno di seguire. La prima un'incognita, la seconda
una certezza. Il Pentagono e il complesso militare-industriale non saranno
docili agli ordini del neo-presidente. Obama si troverà il bubbone purulento,
di tipo vietnamita, e dovrà adeguarsi. La linea è già stata preparata.
L’agente del 9/11 di nuovo operativo Maurizio Blondet
L'11 settembre servì
ottimamente anche a sottrarre Israele da una posizione insostenibile. Ora
alcuni accadimenti di questi giorni, riconducibili forse alle profezie di Biden
e Powell, farebbero ipotizzare uno scenario inquietante. Mentre Israele vigila
e massacra Gaza, esercitazioni e vecchie conoscenze animano lo scenario
americano.
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