
Irrazionale e incomprensibile
per gli stessi analisti, il raid sul confine siriano con l'Iraq che ha
provocato la morte di otto innocenti. Irrazionale si, ma forse non tanto
inspiegabile se con occhio attento si riesce a scorgere il marchio di fabbrica
israeliano secondo la «dottrina» delo Stato vittima che deve essere sempre
messo in pericolo, per poter essere salvato. In questo caso Damasco è sempre
stata vista come un ostacolo alla «traballante» sopravvivenza d'Israele. I
parziali successi di Damasco sul piano internazionale devono avere invelenito
gli ambienti neocon. La siria è dunque come Gaza, come la Cisgiordania: un
poligono di tiro talmudico, a bersagli mobili e sanguinanti.
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Colpire la Siria per educare Sarko |
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Parlavano arabo alcuni dei commandos americani che hanno compiuto l’incursione in Siria, ammazzando otto persone e cammelli, per eliminare un «terrorista di Al Qaeda». Il che significa che gli incursori erano quasi certamente israeliani.
Israeliana è del resto la tattica, e israeliana è la «dottrina» che vi è riaffermata: non riconoscere la legittimità di alcuno Stato, violarne il territorio come fosse di nessuno, ammazzare innocenti a caso. Se, beninteso, quello Stato è debole e non può difendersi.
La Siria è notoriamente debole. Perciò Israele dell’anno scorso ne ha penetrato lo spazio aereo con bombardieri che hanno distrutto una presunta ma improbabile installazione nucleare.
Perciò gli assassini professionali giudei vanno e vengono liberamente sul suo territorio, ammazzando figure di rilievo - le ultime il generale Mohammed Suleiman( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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