Al momento c'è una sola guerra
civile da combattere, la più importante e necessaria. Quella al blocco
unito delle Caste incarnate dalla sinistra. Una dura e lunga lotta contro
milioni di italiani che appartengono all’una o all’altra Casta, e ancor più che
sperano di entrarci. Una guerra in cui il Governo attuale, del Salame, è sceso
malissimio, sbagliando tutto. Perchè qui vale il principio etico e civile
elementare: chi al comando si appresta a tagliare la spesa pubblica eccessiva,
deve cominciare da sè. Altrimenti, perde l’autorità morale per chiedere
sacrifici alle altre caste. Lì doveva cominciare a tagliare, il Salame:
emolumenti, viaggi e benefici dei deputati e dei senatori. Ma l'unico compito che ha questo Governo
non verrà assolto.
Su tutte le radio, sento gli slogan e i piagnistei degli «insegnanti» e degli «studenti». Soprattutto istruttive le lagne degli «insegnanti di ogni ordine e grado». Esse si riducono ad alcuni argomenti-base.
«La Gelmini taglia 8 mila miliardi alle scuole pubbliche, e regala un miliardo alle private», ossia cattoliche. Argomento di propaganda sempre ben accetto a sinistra: il Governo aiuta i preti.
La realtà: lo Stato alle scuole private paga 535 milioni, non un miliardo; e inoltre la Gelmini prevede un taglio di 133 milioni in quattro anni. Con questo contributo, lo Stato risparmia in realtà 5 miliardi e passa ogni anno: se infatti dovesse prendere nelle scuole pubbliche il milione di studenti delle private, gli costerebbe molto di più.
Nella scuola pubblica, un alunno delle elementari costa 7.366 euro; nella privata - a noi contribuenti - costa 866 (il resto lo pagano i( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il federalismo? C’è già, quello delle mazzette Maurizio Blondet
Un rovesciamento patologico di
quel che si usa chiamare «governo»: è questo l'immane porcaio del feudalesimo
incestuoso e partitico italiano, fatto di tanti centri di magnazza, minuscoli e
plurimi e di 607 mila autoblù. Un aumento mostruoso dei poteri locali e meno
visibili che fa comodo ai partiti. Un'immane porcaio illegale e frammentato in
migliaia di comuni, città e provincie. Il nostro malaffare pubblico e
nazionale.
Abruzzo: la Weimar de’ noantri? Maurizio Blondet
Nei prossimi mesi rinascerà
«er fascismo», naturalmemte in versione di farsa: un’alleanza fra Bossi e Di
Pietro, in nome della rozzezza, volgarità, furberia – e del «federalismo»,
naturalmente. Hanno in comune del fascismo vero, la vena plebea, il semplicismo
violento e volgare, inconcludente e straparlatore. Sarà un fascismo mentalmente
torpido: «er fascismo», appunto, de’ noantri.
Casta canta. E se la ride Maurizio Blondet
A causa della crisi si farà la
sola riforma contro a cui le caste non si oppongono: la “riforma delle
pensioni”, quando hanno perso il 31,5 per cento del potere d’acquisto mentre la
Casta ne ha guadagnato il 34. Per la Casta, la crisi non non ci sarà mai. E
adesso sappiamo che hanno dalla loro anche il “federalismo” della Lega, un’altra
fonte di spesa pubblica incontrollata e inadempiente.
Paolo Mieli, cambi mestiere Maurizio Blondet
Al Qaeda è fra noi. Ci
circonda da ogni parte, questo terrorismo internazionale assetato di sangue. Al
Qaeda alla fin fine siamo noi tessi, ogni giorno accusabili di concorso esterno
alla rete terroristica. Questa è una notizia, come le prime pagine da dedicare
alla vicenda Sky. Ma del verminaio immenso che da cima a fondo investe la
magistratura meridionale, quasi nessun accenno sul giornale di Mieli.
Statalismo senza Stato Maurizio Blondet
Gli ultimi dieci anni di
globalizzazione liberista totale hanno avuto un effetto spaventoso: ora che è
urgente l’intervento dello Stato nell’economia, non lo sanno organizzare, per
un motivo chiaro e semplice: non hanno più una dottrina dello Stato, un’etica
pubblica, una competenza pubblica. E c'è un "maestro" venerabile che ha
inaugurato questo governo della irresponsabilità.....
La casta è scesa in guerra. Civile. Maurizio Blondet
Le categorie fancazziste sono
le sole che hanno conservato e aumentato il loro potere d’acquisto, mentre il
popolo italiano lo perdeva. Ora, per mantenerlo, contrariamente al Salame che
non ha capito il compito centrale del suo mandato, tradendo tutti noi, la
teppaglia Alitalia, i professori, gli insegnanti e gli addetti ai trasporti
pubblici sono entrati in guerra totale con il popolo italiano, pretendendo i
suoi soldi.
Alitalia: lasciatela morire Maurizio Blondet
Per l’ostinazione del Salame,
che non vuol perdere la faccia, il salvataggio continuo - perchè inutile - di
Alitalia a spese nostre, la bad company, è un trapianto di midollo da chi
lavora e fatica a chi pretende l’eterno diritto a far nulla. Un’operazione
contraria ai principi di umanità, prima ancora che dell’economia. Perchè oramai
la scena è insostenibile: per il portafoglio del contribuente, ed anche per il
cuore. Alitalia fa vergogna. La carcassa va seppellita.
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