Un governo Likud in Israele
renderà due guerre praticamente certe, in cui si troverà invischiato il
probabile prossimo presidente Barack Obama. Una posizione obbligata, grazie
alla potenza delle reti d’influenza israeliane nella politica USA. I democratici
sono soggetti a questa influenza, a cui sono molto sensibili. In un quadro di
depressione globale, con due guerre disastrose ancora in corso e appese ad un
filo, l'irrazionalismo likud potrebbe aggiungere Iran, Pakistan, Siria, in
linea con la completa destabilizzazione dell'area, preconizzata da sempre, in
cui solo Isralele deve comandare come roccaforte. Non aiutano l'assurda
transition dei prossimi 3 mesi e la completa rottura della linea di comando
militare americana, forse causa del recente massacro in Siria.
Barack Obama il democratico vince le elezioni presidenziali; in Israele, a vincere le elezioni (si terranno a febbraio) può essere il Likud, la destra estrema. Quale il risultato? Ecco lo scenario che tratteggia William Lind (1), uno dei maggiori esperti politico-militari conservatori.
«Un governo Likud in Israele renderà due guerre praticamente certe: una guerra tra Israele ed Hezbollah e un’altra tra Israele e l’Iran. I comandi militari israeliani hanno annunciato che in caso di un nuovo conflitto con Hezbollah, Israele distruggerà le infrastrutture civili del Libano in tutto il Paese».
Questa è infatti la promessa elettorale che fa il Likud, con il suo capo Netanyiahu. Ma come? Una presidenza democratica dopo otto anni di bellicismo bushista, un Congresso massicciamente democratico, non impediranno queste nuove avventure? Nient’affatto, dice( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il Pentagono ha pronto il golpe Maurizio Blondet
Un vuoto, una sorpresa, «una
violenza dislocazione strategica interna» che può essere provocata da «un
collasso economico» o dalla «perdita dell’ordine politico o legale».
Letteralmente è «l’incognita nota», il «known unknown», di cui si riempì la
bocca Rumsfeld; giorno dopo giorno, uno scenario invece sempre più chiaro. C'è
chi sa come sfruttare gli incubi della società USA, e le sue fragilità
inconfessate. E' imminente la «prossima sfida».
Dedicato a chi non crede ai complotti Maurizio Blondet
Chi esclude di principio che
la democrazia americana possa fare «certe cose», 11 settembre da ultimo e
svariati attentati false flag negli ultimi 120 anni, sarà incuriosito nel
leggere come fu insabbiato l'omicidio del generale Patton, intenzionato a proseguire
la guerra contro i russi e dalla lettura veloce di alcuni passi
dell'FM 3-05.130, un manuale operativo USA sulla guerra
«Unconventional».
La prima guerra persa per sciopero Maurizio Blondet
La Revolution in Military
Affairs continua a dare i suoi frutti, marci in tutti i sensi: dogana di
Torkham, che intromette nel passo Khyber, sul confine afghano, dove un cartello
avverte che l'esercito declina ogni responsabilità per chi vi si avventura senza
scorta. Ora anche i driver pakistani, vitali per la linea di rifornimento USA
NATO, si rifiutano di varcare il confine, dato l'alto rischio. Imperialismo alla Halliburton.
«Ed ora, il Governo mondiale» Maurizio Blondet
«Il motivo della crisi
finanziaria internazionale è che abbiamo mercati finanziari globali, e manchiamo
di un corpo giuridico globale». Basta questa frase per spiegare tutto. C'è
qualcuno che vede nella devastante crisi finanziaria una opportunità storica. Ecco
dunque il vecchio progetto delle oligarchie transnazionali che torna, dietro
Obama, dettandogli l’agenda. I media deputati ad informarci sono già arruolati
da sessant'anni.
A Kabul, USA contro NATO Maurizio Blondet
La «stoffa» di Obama e la
«linea» che non potrà fare a meno di seguire. La prima un'incognita, la seconda
una certezza. Il Pentagono e il complesso militare-industriale non saranno
docili agli ordini del neo-presidente. Obama si troverà il bubbone purulento,
di tipo vietnamita, e dovrà adeguarsi. La linea è già stata preparata.
L’agente del 9/11 di nuovo operativo Maurizio Blondet
L'11 settembre servì
ottimamente anche a sottrarre Israele da una posizione insostenibile. Ora
alcuni accadimenti di questi giorni, riconducibili forse alle profezie di Biden
e Powell, farebbero ipotizzare uno scenario inquietante. Mentre Israele vigila
e massacra Gaza, esercitazioni e vecchie conoscenze animano lo scenario
americano.
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