
Ogni volta le Termopili
d’Europa sono state difese dalla corale, insistente invocazione alla Vergine
Maria. Ora, credo, il pericolo pubblico incombente, e inestricabile, la
richiede ancora. Nel Rosario, viene indicato un serio cammino di sviluppo
interiore per ognuno di noi. Ma, dall'esempio di Marco d'Aviano nel dare unità
e speranza all’esercito che difese Vienna o della moderna crociata riparatrice
del Rosario contro il bolscevismo, abbiamo la certezza che la meditazione e la
recita della Corona in onore della Vergine, è anche un baluardo contro le
insidie diaboliche personali e una potentissima arma contro le insidie
scagliate al mondo intero, quando i turchi o i bolscevichi o wall street di
turno minacciano la storia dell'uomo che anela di tornare a Dio. Quando ogni
luce sempra spegnersi ci sarà sempre una fonte illimitata da cui attingere,
anche per tutto il mondo, a più mani. Basta anche una piccola pattuglia, se i
ranghi sono sguarniti.
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Più di un lettore s’è allarmato perchè, di fronte alla crisi economica epocale che ci minaccia, ho suggerito di recitare il Rosario: siamo già a questo punto? Temo di sì, ma calma.
Il Rosario è stato sempre la preghiera che i cristiani hanno alzato nei grandi pericoli pubblici, è la preghiera collettiva che salva quando ogni intervento umano è impotente. San Pio V ordinò di dire il Rosario in tutte le chiese d’Europa e di Roma nell’ottobre del 1572, per sostenere la flotta della Lega Cattolica (Stati italiani, tedeschi e la Spagna, che il Papa era riuscito con immensi sforzi a mettere insieme di fronte al comune pericolo) che combatteva a Lepanto la battaglia fatale contro la potentissima flotta turca. Il rischio era mortale per la civiltà europea.
Il 7 ottobre di quell’anno, alle 17, mentre il tesoriere Bussotti gli mostrava alcune carte, Pio V si alzò,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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