
L'impegno di Israele in giro
per il mondo nel promuovere la sua immagine come aperta, tollerante, non
religiosa e poco militarizzata è molto lodevole. E anche molto dispendiosa.
Infatti I più importanti esperti di nation-branding, ovvero plastica facciale politica,
sono disperatamente al lavoro per assolvere questo difficile compito. Il suo
marchio – vai a capire perchè - è il meno simpatico del mondo purtroppo.
Bisogna rimboccarsi le manivhe in 5 continenti diversi certamente.
Evidentemente pero' dobbiamo presumere che il nostro mercato, come quello di
Gaza, non sia abbastanza interessante, perchè per l'Italia il trattamento è
rimasto indietro, fermo ai vecchi metodi, da misure dure ed energiche, anche
con la soppressione delle opinioni. Siamo tanto irrecuperabili?
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Comincia la campagna-simpatia. Di Katz |
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Alcuni lettori allarmati ci hanno mandato un pezzo del Messaggero. Dove il sindaco di Roma A** - che si prepara a guidare scolaresche alla visita di Aushwitz, 320 persone fra alunni e docenti , insieme all’amico Pa** della comunità romana - dice: «Bisogna chiudere i siti che inneggiano all’antisemitismo. Anche io sono entrato tra i nemici di questi siti - ha raccontato il sindaco - spesso se la prendono con me e con Fini definendoci ‘servi degli ebrei’. Bisogna - ha proseguito A** - dare risposte dure, energiche; non sono fatti su cui essere tolleranti».
I lettori si chiedono se A** ce l’ha con noi. Non lo so, e aspettiamo di vedere questo esempio di tolleranza che consiste, da parte di un politico, nel chiudere i siti che lo criticano. Minacciando misure «dure ed energiche» contro la libertà d’opinione.
Quel che so per certo, è che tutto questo fa parte di una( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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