
Bernanke - giunto alla prova
suprema della sua esistenza - ha fatto cilecca. A far
la cosa giusta subito è stata la Cina che
costruisce le basi per un’economia ancora più forte. La nuova mossa
di Bernanke invece, ci porta sul ciglio dell'abisso deflazionista, un terminale circolo vizioso.
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La cretinizzazione dell’Occidente |
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E pensare che ci avevano detto: Ben Bernanke, il governatore della FED, è un grande intellettuale, il massimo studioso della Depressione anni ‘30, sta facendo le cose giuste per scongiurare che il crack finanziario si trasformi in un’altra Grande Depressione.
Quanto al ministro del Tesoro Hank Paulson, la sua potenza intellettuale era attestata dal semplice fatto d’essere stato il capo supremo, e strapagato, di Goldman Sachs: come si può anche solo dubitare che la più brillante banca d’affari della storia non dia il comando e miliardi di bonus solo ai «best and brightest», ai migliori e più acuti?
Saranno anche cinici, ma sono bravi; dunque, la crisi è in buone mani. E invece, a far la cosa giusta subito, senza perdere tempo, è stata la dirigenza cinese. Con lo stanziamento colossale di 600 miliardi di dollari (un sesto del PIL cinese) per il lancio alla grande di( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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