
Israele cambia. Con il cuore
gonfio di compassione umanitaria Olmert e Peres si dichiarano decisi a dare
agli arabi pace, terre e uguaglianza sociale. Ci permettiamo, visto quello che
sta avvendendo a Gaza, di ipotizzare una nuova forma di guerra preventiva:
Israele diventa rosea e pacifista ancor prima del nuovo profeta Obama.
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D’improvviso, speranze e sorrisi. Shimon Peres, il presidente israeliano, arriva a Londra dice, secondo il Times (1): «Il più implacabile nemico del mio paese (l’Iran, ndr.) può essere portato al tavolo dei negoziati dato il nuovo climatolitico e i fattori economici, in particolare i prezzi del greggio in calo». E non basta. Peres confida al Times che «si aspetta che Israele arrivi alla pace coi vicini arabi durante la sua vita, e ha persino predetto che un giorno visiterà Damasco e Riyadh».
Peres ha 85 anni: dunque la «pace» è così vicina? Di colpo, non più neocon, non più estremismo hassidico, non più guerra perpetua al terrorismo, nemmeno più minaccia di annichilire le installazioni di Teheran? Anzi, il vecchio prevede «un tavolo di negoziati». Come mai? Si può credere che Peres - vecchio( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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