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I colloqui notturni dell’Anti-papa di Gerusalemme |
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Doveva teoricamente ritirarsi a meditare e non romperci più le tasche coi suoi «illuminati» sermoni. Niente da fare. Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, di rintanarsi a Gerusalemme e starsene lì, zitto e muto ad espiare i propri peccati e a ripulire i propri pensieri, non ci pensa nemmeno. Dapprima ha parlato in tedesco, poi è uscita l’edizione italiana. I suoi «Jerusalemer Nachtgespräche»(«Colloqui notturni a Gerusalemme»), usciti per l’editore tedesco Herder, hanno trovato nella berlusconiana Mondadori l’adeguata cassa di risonanza. Si sa: pecunia non olet. Il volume reca un sottotitolo emblematico: «Sul rischio di credere». In Carlo Maria Martini senz’altro.
Il lavoro, scritto a quattro mani col gesuita viennese Georg Sporschill, pretende di essere una sorta di «Il Cosmo sul comò» in chiave ecclesiale, una riflessione a( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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