
Come si fa a dubitare di una
vittima olocaustica? Ma via via che i veri sopravvissuti, con l’inesorabile
passare del tempo, scompaiono portando con sè le loro memorie, esplode la «Vera
Memoria dell’Olocausto», tentazione irresistibile per scrittori senza
qualità, ma desiderosi di assurgere alla testa delle classifiche di vendite. In
alcuni casi però la merce è contraffatta, come le magliette taroccate.
Business is Business.
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Olocausti: occhio alle contraffazioni |
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Inverno 1945. Herman Rosenblatt, un ragazzino ebreo, è rinchiuso a Schlieben, una tragica succursale di Buchenwald. Un giorno, al di là dei reticolati, il lacero, affamato e infreddolito Herman scorge una bambina di nove anni. La bambina si avvicina e gli lancia una mela al di là del filo spinato. Da quel giorno la bambina - essa stessa ebrea, che però contadini polacchi di un vicino casolare hanno fatto passare come loro figlia, e cristiana - torna a gettargli pane e mele; per sette mesi, fino a quando Herman viene trasferito in un altro lager.
Fine della guerra. Herman Rosenblatt viene liberato e si stabilisce in America. Nel 1957, ventenne a Coney Island, il ragazzo, in cerca di compagnia, si trova ad accettare un «appuntamento alla cieca» con una giovane immigrata polacca di nome Roma Radzicki. Entrambi si raccontano di come hanno vissuto negli anni della guerra. Roma gli parla di un bambino che aiutò allora a( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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