
In Afghanistan gli «occupanti»
sono «preoccupati» avendo tra le mani «un pasticcio come nessun altro».
Addirittura il territorio iraniano sarebbe una più facile e sicura via di
rifornimento alle truppe. Con la spaventosa crisi economica che avanza poi, l'America
è alle corde e bisognosa di aiuti in centro-Asia; ma continua a parlare il linguaggio arrogante delle
superpotenza che fu.
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I Talebani hanno fatto saltare un ponte di ferro, lungo 30 metri, a una ventina di chilometri a nord-ovest di Peshawar; bloccata dunque ancora una volta la linea logistica che rifornisce l’80% dei materiali necessari alle truppe NATO e USA in Afghanistan. Il giorno dopo, onde ribadire il concetto, i guerriglieri hanno dato fuoco a dieci camion. Gli autisti e i padroncini (la ex-superpotenza affida i rifornimenti a civili a contratto) tendono a rifiutarsi di prendere la strada per il Khyber Pass, troppo pericolosa (1).
Peshawar del resto è la capitale dei pashtun pakistani, e i Talebani sono pashtun. Sequestri di persona e decapitazioni (siano fatte da talebani o criminali comuni) fanno vivere la città nel terrore. Nella vicina provincia (meglio, agency) di Orakzai il potere dei Talebani ha indotto alla fuga la popolazione più laica. Il movimenti dei guerriglieri, Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP)( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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