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La Shoah, Verità di Fede?
Cabildo    12 febbraio 2009
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Confesso la mia ignoranza. Non sapevo che fosse stato aggiunto un nuovo articolo al Credo. Non lo ho saputo, a dire il vero, finché non ho letto l’edizione quotidiana del giornale ufficiale e ufficioso della Santa Sede, “L’Osservatore Romano”, del 26-27 gennaio scorso. La, in prima pagina, sotto il titolo “Un libretto sbagliato”, che porta le iniziali di Carlo di Cicco, vice direttore del giornale, ho trovato il seguente paragrafo: “Dall’accettazione del Concilio consegue necessariamente una chiara posizione riguardo il negazionismo (si riferisce alla negazione dell’olocausto ebraico). La dichiarazione Nostra Aetate, che rappresenta la revisione cattolica dell’ebraismo maggiormente autorizzata, deplora «gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli ebrei in qualunque epoca e da chiunque fosse». Si tratta di un insegnamento non discutibile da parte di un cattolico (la frase staccata colorata è mia).

Andiamo per ordine. La Santa Sede ha revocato la scomunica quattro vescovi appartenenti alla Fraternità San Pio X, consacrati nel 1989 da Monsignor Marcel Lefebvre e scomunicati da Giovanni Paolo II. Il provvedimento ha generato un’ondata di indignazione negli alti circoli ebraici dal momento che uno dei quattro vescovi, Monsignor Richard Williamson, in dichiarazioni rilasciate alla televisione svedese alcuni mesi addietro, ha messo in dubbio la versione ufficiale dell’Olocausto ebraico incorrendo – secondo il dettame di quei circoli ebraici – nel “negazionismo”, evidentemente una specie di eresia secolare contraria al dogma irremovibile della Shoah.

Pertanto, se il Papa riammette nella comunione della Chiesa chi incorre in modo così evidente nel “negazionismo”, non resta che concludere che Benedetto XVI stesso avalla il “negazionismo” o quantomeno lo tollera. E ciò significa, eo ipso, cancellare il Concilio Vaticano II, inclusa Nostra Aetate, rinnegare il dialogo con gli ebrei e ritornare agli anatemi preconciliari. Né più né meno, tale è il ragionamento degli ebrei. Non ci può sorprendere. Essi negano Cristo. Rifiutano, con violenta ostinazione, qualunque proposta di conversione. Non amano il Messia. “È venuto dai suoi ed i suoi non lo hanno ricevuto”. Le parole del Vangelo di San Giovanni continuano a stare lì, inchiodate nel mistero della storia.

Però i cattolici? Si presume che dobbiamo distinguere. Proprio ciò che il giornalista de “L’Osservatore Romano” non fa. Per cominciare non è sicuro che dagli insegnamenti del Concilio derivi una presa di posizione rispetto al cosiddetto “negazionismo” se con esso si intende la valutazione – sempre discutibile – di un avvenimento storico che è di per sé riservata alla competenza delle scienze storiche. Ancora meno si può esigere che quella presa di posizione risulti “non discutibile” da parte di una cattolico” come se si trattasse di una verità di fede o morale. È che adesso la Shoah, nella sua versione ufficiale, è un Dogma di Fede? Per caso dubitare o negare attraverso il metodo delle scienze storiche un fatto storico rappresenta un attentato agli insegnamenti infallibili del Magistero?

Curioso. In un’epoca in cui si può discutere di tutto, in cui non si punisce quasi nessuno, in cui corrono dentro la Chiesa le più svariate proposte teologiche, liturgiche e pastorali senza la minima cura per l’ortodossia, veniamo a sapere che un cattolico non può discutere liberamente di un fatto storico.

Inoltre, mi diceva un amico, buon cristiano, umile e devoto:”Ma come? Gli ebrei negano Cristo e nessuno, nella Chiesa, dice nulla e si prosegue con il dialogo e l’amicizia. Però se un vescovo nega l’olocausto il dialogo si interrompe e l’amicizia finisce. Con che cosa rimaniamo?” Lascio la domanda pungente.

Ma, in definitiva, che pretendono i nostri “fratelli maggiori” così fedelmente assecondati da non pochi cattolici, quei cattolici “mistongos” come li definì Castellani? Prima ci fecero rinunciare al deicidio. Poi ci obbligarono a chiedere loro perdono per avere contribuito all’antisemitismo nei periodi bui della Chiesa. Adesso, apparentemente, vanno oltre. Tra non molto ascolteremo nei nostri templi la nuova versione ampliata del Credo: “Credo … nel perdono dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna e la Shoah. Amen”.

Dottor Mario Caponetto

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Alessandro Rotolo

Fonte >
Cabildo



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