
Un disegno politico
«neo-ottomano»: la parola-chiave tra Mosca ed Ankara è la cooperazione. Il
governo islamista-moderato di Gul si muove con spirito d’indipendenza e con una
libertà ignota a noi europei, cogliendo i frutti del suo atteggiamento durante la
guerricciola innescata dalla Georgia. Mentre la cosiddetta «Europa» vuole
aiutarla a prendersi la rivincita. Noi seguiamo servilmente la rotta di
collisione con Mosca voluta da Washington.
|
|
Verso la Russia, Turchia meglio che UE |
|
|
|
Ankara raggela i rapporti con Israele (1), e contemporaneamente riscalda quelli con la Russia. Giovedì scorso le due nazioni hanno firmato una dichiarazione congiunta che le impegna ad approfondire la relazioni di amicizia e migliorare la cooperazione reciproca.
Il documento è stato firmato dal presidente turco Abdullah Gul durante una visita di quattro giorni a Mosca cui hanno partecipato i ministri turchi per il commercio estero e per l’energia, oltra a una nutrita delegazione di imprenditori. Il ministro turco degli Esteri, Ali Babacan, ha raggiunto il gruppo poco dopo da Riga, dov’era in visita ufficiale (2).
Fatto significativo, quella che era stata dapprima definita «visita ufficiale» è stata poi ridefinita «visita di Stato» su richiesta di Mosca; Gul è stato il primo presidente turco ad aver mai fatto( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|