
I media strillano che l’Iran
«ha superato la linea rossa» perchè «grazie all’uranio arricchito accumulato
può realizzare una bomba atomica di 20-25 kg». Ma non c’è nessun motivo di
allarme. C’è solo molta e voluta disinformazione, di marca israelita (Molinari, Albright, Netaniyahu), allo scopo di bloccare le aperture
distensive tra Teheran e la nuova amministrazione a Washington. Anche la Siria
nel mirino.
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Uranio, Siria, Iran e dannate bugie |
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Il nuovo presidente Obama, si sa, ha detto di voler «parlare» con Teheran, e da Teheran sono partiti segnali incoraggianti. Dalla Siria, il presidente Assad ha detto di sperare nella distensione con gli USA, e in cambio tre delegazioni americane si sono recate a Damasco da gennaio ad oggi, il che fa pensare ad un prossimo ristabilimento delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi, interrotte dal 2005.
Insomma tutti i segnali puntavano alla fine del decennio di chiusure, provocazioni e minacce di guerra che l’amministrazione Bush ha fatto pesare sui due Paesi, dopo averli inseriti (dal 2001) nella lista degli «Stati terroristi» con cui «non si tratta». Un nuovo clima era nell’aria.
Poi, di colpo, tutti i giornali occidentali si sono messi a strillare all’unisono: «Entro un anno l’Iran avrà la Bomba»; «La AIEA denuncia: Teheran ha un terzo di uranio in più di quanto( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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