
La sinistra ha sbagliato
ancora una volta: era all’erta contro il ritorno di stivaloni e manganelli
mentre le nuove camice nere, nell’epoca del porno-spettacolo, sono veline e
ministre delle scosciate, più popolari e telegeniche di Luxuria. L’8 settembre
morì la patria, oggi sostituita da Mediaset. E' il fascismo in giarrettiera,
dove tutto avviene in tv, virtuale e senza rischi per l’incolumità fisica,
«così umano» televisivamente parlando, da risultare invincibile.
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Il fascismo è tornato, come Endemol |
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«Berlusconi: il G-8 all’Aquila», e subito a sinistra si sono accorti che il fascismo ha vinto. Bastava vedere «Annozero». Santoro e Travaglio, più tre direttori di giornali ebrei trombati, mogi come se avessero dovuto bere due litri d’olio di ricino. Ma c’è di peggio dell’olio di ricino, per l’antifascismo dei 21mo secolo: ed è quando il duce ti ruba il «format».
Più ancora che mogi, quelli erano affascinati: quello è più bravo di noi. Ogni giorno una sorpresa da tramortire i TG, da occupare «gli spazi» (televisivi).
«Mirabile», sussurra stregato Polito sul «Riformista», e spiega che «democrazia» e «demagogia» hanno la stessa radice, il «demos». Già si stanno adattando, a sinistra: ecco una lezione per i giovani. Anche nel fascismo vero, più che la forza delle colonne nere( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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