
Il potere americano tortura
per estorcere confessioni false. Su Al Qaeda. Sui legami fra Saddam e Bin
Laden. E sull’11 settembre. Praticamente tutto il racconto si basa sulle
«confessioni» di prigionieri, spesso innocenti, definiti «enemy combatants»: nessun
altro riscontro obbiettivo. Ecco un particolare che fa somigliare i tribunali
militari USA ai sinistri processi-farsa sovietici. E Obama è come il Gorbaciov
dei tempi ultimi.
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«Ripetiamolo: l’amministrazione Bush ha voluto usare l’11 settembre come pretesto per invadere l’Iraq, benchè l’Iraq non avesse niente a che fare con l’11 settembre. Così, ha torturato delle persone per farle confessare questo inesistente collegamento».
A scrivere queste parole non è un blogger complottista. E’ Paul Krugman, opinionista principe del New York Times, e recente premio Nobel per l’economia (1). Krugman non parla qui da economista, ma - soppesando le parole - da cittadino informato.
Un rapporto della Croce Rossa Internazionale sulle torture praticate nelle carceri speciali americane (2), e sempre più frequenti testimonianze (anche di torturatori) stanno facendo emergere questa verità non ufficiale: il potere americano tortura per estorcere confessioni false. Su Al( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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