
La messa in discussione del
capitalismo globale comincia a farsi strada anche in America e i nostri
"economisti" si trovano spiazzati. Alcuni suggerimenti su quanto la
globalizzazione ci ha peggiorato la vita, come europei e persone, possono aiutare
i vari Giavazzi e Boeri a capire. Una questione di brutale potere, che induce
al suicidio di massa, alla perdita di valori e alla spogliazione generale.
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Globalizzazione, grande esproprio |
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L’idea pareva buona ai globalisti: produrre le merci là dove gli operai prendono 70 euro mensili, e venderle là dove i lavoratori guadagnano 1.400 euro al mese. Piccolo particolare: i lavoratori da 1.400 euro non ci sono più, sono disoccupati o prendono molto meno, perchè le fabbriche si sono spostate nei mega-Stati a salari bassi. Sicchè ora c’è la «crisi di sovrapproduzione»: si fabbricano più merci di quante se ne possano vendere.
Non si creda che il piccolo particolare fosse sfuggito ai teorici della globalizzazione. Lo sapevano benissimo, che sarebbe finita così. Era, adesso lo vediamo, una questione di potere: imporre il sistema made in USA sugli altri possibili, imporre un pensiero unico egemone, e intanto fornire al capitale il modo di arraffare più profitti possibili a spese del lavoro, finchè durava. L’hanno fatto durare un po’ di più dando in( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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