
Il referendum del 21 è in
qualche modo un rimedio disperato ad una patologia gravissima; una scelta, per
di più, offerta a un popolo italiano diviso in tifoserie
demenziali-irrazionali. Ovviamente, sono contro il referendum i partiti minori, e si capisce perchè. Se non passerà sarà la
vittoria di dipietristi, leghisti, micro-comunisti, pannelliani, truppe mastellate d’Irpinia.
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Sul referendum: perchè Sì |
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Una lettrice mi scrive:
«Potrebbe fare, per cortesia, un articolo sul referendum del 21 e 22 Giugno? Ringraziandola comunque, anche se non vorrà farlo... le porgo i miei più... Cordiali Saluti,
Silvia K.C.»
Io sono a favore del referendum e del «sì», e provo a spiegare in breve il perchè. Oggi, l’opposizione non è più fuori dal governo, ma «dentro». Vedete il caso di Berlusconi: con una maggioranza mai vista, il suo PDL è condizionato dalla Lega. Di fatto, il programma effettivamente ed energicamente attuato non è quello voluto dal PDL, ma quello voluto dalla Lega: federalismo fiscale (che avrà conseguenze rovinose), respingimento degli immigrati come unico approccio (inutile, e in cui il governo si è giocato la reputazione), «ronde( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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