
E' in questione la testa di
Khamenei e la credibilità della teocrazia. Una situazione apparentemente
pre-rivoluzionaria, in cui sono gli eventi a dettare le parti. Le elezioni
hanno portato alla luce uno scontro prima riservato ai corridoi felpati delle
suole «teologiche». Con esiti esplosivi. Gli eventi hanno
assunto una forza autonoma, e stanno superando le intenzioni dei contendenti ed
anche dei destabilizzatori.
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Ormai conta poco, ma forse Ahmadinejad aveva davvero vinto le elezioni. A dirlo è una fonte insospettabile: un sondaggio americano, condotto da due organizzazioni «non-profit» chiamate «Terror Free Tomorrow» e «New America Foundation», finanziate – tenetevi forte – dal Rockefeller Brothers Fund.
«Il nostro sondaggio – scrivono i responsabili – è stato effettuato tra l’11 e il 20 maggio, per telefono da un Paese vicino (leggi Iraq) e in Farsi», dunque al di fuori del controllo del regime iraniano.
Ebbene: questo sondaggio aveva dato «Ahmadinejad davanti a Mussawi in proporzione 2 contro 1». Tuttavia «il 52% del campione non aveva opinione o ha rifiutato di rispondere» (fatto in sè significativo). Da questo, gli analisti americani avevano tratto la conclusione non che Ahmadinejad avrebbe perso, ma che nessuno dei candidati( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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