
Non può sottovalutare il ruolo
di miriadi di «fondazioni» e organizzazioni non-governative occidentali nel
creare lo stato d’animo collettivo per la esplosione di piazza in Iran. Il
fatto che anche la Germania sia parte della vasta operazione può indicare che
la regia è, diciamo così, transnazionale, che Berlino abbia aderito a pressioni
della nota lobby.
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Iran: quante interferenze |
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Ma quanti sono ad impicciarsi delle facccende interne iraniane? Persino la radio tedesca di Stato Deutsche Welle ha una emissione in farsi. Esiste dal 1962, ma dal 2000 si è dotata anche di un sito online in farsi, e dal 2007 è stata ulteriormente rafforzata. Durante le manifestazioni, eccitava con notiziari ora per ora sulle «reazioni dell’Occcidente», in aperto sostegno a Mussawi. Oggi, la stazione riceve 120 mila visite al giorno e 3 mila mail.
Ma già da gennaio Teheran segnalava una intensificazione della propaganda tedesca, tanto che il regime iraniano accusò Deutsche Welle di attività sediziosa e bloccò temporaneamente l’accesso al sito (1).
Ancora più attive le «fondazioni culturali» e le ONG affiliate ai partiti tedeschi. Da anni la Friedridh Ebert Foundation (dell’SPD, i socialdemocratici) ha un( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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