
Con Nixon la cittadinanza è
stata separata per la prima volta dall’obbligo di servire in armi. Forse anche
questo ha contribuito alla irresponsabilità sociale dell’ultimo ventennio. Gli
americani sono fin troppo lieti di fare da
«support the troops» agitando bandierine al passaggio di un’armata di
cui i loro figli non fanno parte. Dopo 8 anni di guerra perenne i segni
premonitori di rottura sono visibili. E allora cosa può succedere?
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Good morning again, Vietnam |
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E’ uno strano immigrato clandestino. Non è nigeriano nè maghrebino. E’ Andre Shepherd, specialista dell’esercito USA, in cui s’è arruolato nel gennaio del 2004. Addestrato in Germania come riparatore di elicotteri Apache, poi dispiegato in Iraq dal novembre 2004 al febbraio 2005, poi di nuovo spostato nella base tedesca. Al momento di essere rimandato in zona d’operazioni, nell’aprile 2007, Shepherd si è reso irreperibile (nel gergo militare «AWOL», absent without leave, assente senza permesso) ed ha vissuto come clandestino per oltre un anno da qualche parte nella Germania meridionale. Nel novembre 2008 ha chiesto ufficialmente asilo politico per motivazioni morali, dicendosi contrario all’accupazione dell’Iraq. E’ il primo reduce americano a chiedere lo status di rifugiato.
Nel frattempo viene aiutato da «Courage to Resist», un’organizzazione con base ad( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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