
Una mossa geniale, silenziosa
e improvvisa: Pechino ha risposto alla penetrazione americana nel centro-Asia,
a ridosso dei suoi confini, cercando di fare
della Moldavia il suo satellite economico, e la sua testa di ponte nel cortile
di casa europoide. Un cuneo strategico di fondamentale importanza, con il
consenso di Mosca.
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E Pechino si compra la Moldavia |
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Per un miserando Paese dell’Est, di 4,5 milioni di abitanti, l’offerta è tentatrice: un miliardo di dollari di prestito, pagabili in 15 anni, al tasso favorevolissimo del 3%, e con i primi cinque anni di esenzione dagli interessi. Con in più l’impegno, da parte del creditore, di sottoscrivere l’intera economia del Paese, che ha un prodotto interno lordo di 8 miliardi di dollari, e un bilancio pubblico di soli 1,5 miliardi.
Il prestatore è la Cina, che di dollari ne ha a montagne, e il debitore è la Moldavia. Questo Paese europeo, che è stato una parte della Romania e dove si parla romeno, benchè oggi disastrato dall’uscita dal comunismo, ha ottimi terreni agricoli in abbandono (le famose terre nere, come in Ucraina) su cui vale la pena di investire.
Ma lo scopo di Pechino è chiaramente politico.
Difatti in Moldavia è appena abortita una( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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