
Una storia oscura - in relazione con la misteriosa vicenda della
nave «Arctic Sea» finlandese, che il Mossad teneva d’occhio per impedire al
mercantile di raggiungere l’Iran - nella quale
Israele ha tratto un enorme potere di ricatto sul Cremlino,
dove Netanyahu è andato a incassare. A Mosca, gruppi con strategie
contrastanti, tra Medvedev e Putin: Netanyahu cercava sponde per appoggiare le sue mire;
a quanto pare le ha trovate proprio nell'attuale leader russo.
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Netanyahu ricatta Mosca (e Berlino, via «Al Qaeda») |
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Lunedì, Netanyahu ha compiuto un viaggio-lampo e segretissimo a Mosca. Così segreto che il suo segretario degli affari militari, in quelle stesse ore, onde giustifcare l’irreperibilità temporanea di «Bibi», ha annunciato che il primo ministro stava visitando una base militare israeliana molto protetta, sicchè non era raggiungibile nemmeno telefonicamente. Così segreto che Netanyahu non ha usato un aereo ufficiale israeliano, che avrebbe rivelato i suoi spostamenti alla stampa. Ha preferito noleggiare un jet privato del suo amico e miliardario Yossi Meiman, padrone del Gruppo Merhav, un conglomerato che controlla la TV israeliana Channel 10 e possiede la EMG, l’azienda egiziana del gas (eh sì), che fornisce combustibile alla compagnia elettrica israeliana (1).
Mentre l’assenza si prolungava, un giornale palestinese ha riportato - evidentemente depistato con( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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