
Sono le istituzioni che ci
hanno reso così: disonestà morale e intellettuale, risultato di un potere
«laico», che ha compiutamente eliminato Dio in ogni metafora, figura e
istituzione di «autorità». Il
M'arrazzo è stato plasmato da queste istituzioni. Come Sircana, come Mele, come
Emilio Colombo, come Maroni per cui sono «fatti personali». E pretendono pure,
al bisogno, di «guardarci negli occhi». Loro, a noi.
A farci la lezione di
moralità, di politicamente corretto, di quel che ci è vietato pensare.
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Alla fine Marrazzo s’è arreso. Ma è alquanto indicativa la difesa che l’ex mezzobusto RAI e governatore progressista del Lazio aveva abbozzato nelle prime ore delle rivelazioni sulle sue frequentazioni trans.
«Non è vero niente».
«Non mi dimetto».
«E’ un complotto contro di me».
Si sarà reso conto il Marrazzo che stava usando le stesse, identiche scuse pronunciate da Berlusconi per i suoi rapporto con Noemi, la D’Addario ed altre veline? Dette dal Salame, le scuse non sono mai state accettate per buone dalla sinistra (cosiddetta), anzi derise da tutti i comici televisivi e dai politici. Invece con quanta delicatezza, nelle prime ore, i media della sinistra (cosiddetta) hanno trattato la vicenza Marrazzo: il governatore è stato colto da ricattatori in una «situazione privata», in un momento della( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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