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«Perchè gli
uomini vanno con le trans?». Il dibattito di La7 non ha dato molti lumi sulla
domanda, com’è inevitabile quando parlano delle donne. Si capiva però che fra
quelle signore correva un filo di panico: perchè «gli» uomini si tengono alla
larga da noi, donne di successo? Non abbiamo anche noi i seni al silicone e i
labbroni al botulino? «Il soggettivismo, privato di riferimenti a un sistema
vitale di idee, si traduce in egocentrismo radicale e nel culto caricaturale
dell’anormalità».
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Certe volte mi spiace che il mio vecchio apparecchio non prenda bene «La7». Qualche sera fa, una bellona palestrata di nome Ilaria D’Amico aveva riunito un «parterre tutto al femminile» (come dice la pubblicità), ossia un raduno di giornaliste e donne della politica, tutte in carriera, e tutte accomunate dalla loro notorietà, a discutere il tema caldo dopo il caso Marrazzo: «Perchè gli uomini vanno con le trans?».
Interessante fin dalla grammatica: «gli» uomini, perchè le donne in carriera là radunate danno per scontato che «tutti» gli uomini vanno con le trans, ed è sicuramente vero, almeno quelli che loro conoscono. E «le» trans, perchè – essendo stato invitato un certo pugliese omosessuale che non può fare a meno di conciarsi con lustrini, calze a rete, e somministrarsi ormoni femminili per farsi crescere il seno – le donne( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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