
E’ già
iniziata la «grande trasformazione» anche se non la vediamo per nostri limiti
mentali. E forse proseguirà nel disordine e nella violenza. La sola alterativa
sarà il «come» avverrà questo «riarmo» dello Stato, la ripresa della sua
sovranità. Accecati dal servilismo, assisteremo prima ai «vani tentativi degli
Stati di evitare queste scelte dolorose». Alla fine il ripudio del debito
resterà l'unica risorsa.
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Ripudiare il debito: istruzioni per l’uso |
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Finalmente qualcuno osa sfidare il tabù, pronunciare la parola proibita: «Il buco nero della finanza non inghiottirà gli Stati: verso il ripudio del debito». Così suona il titolo di un saggio illuminante di Jean-Claude Werrebrouck, economista francese (1).
I governi occidentali attuali - locatari della sovranità alla finanza - naturalmente hanno fatto di tutto per servire i banchieri. Con ciò, si sono indebitati (hanno indebitato i cittadini-contribuenti) a livelli inverosimili, insostenibili. E diventano progressivamente vittime dei mercati finanziari che si dovevano soccorrere. Ma tutti i milioni di miliardi spesi per «salvare» la finanza non stanno dando risultati. I rilanci, non coordinati, sono falliti. E già ad essi comincia a succedere (almeno all’orizzonte) una «guerra delle monete» che va ben oltre l’aggressività del( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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