
Obama
obbedisce ai petrolieri? Al complesso militare? A Wall Street? O il timone lo
dirigono i generali? Certamente c'è chi diffida di lui, considerandolo un
nemico. E controllando l’amministrazione «dall’esterno», lo sfida con violente
pressioni ed esplicite intimidazioni.
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«Ogni persona nominata dal governo americano dovrà subire un accurato esame di controllo da parte della comunità ebraico-americana»: così, esplicitamente, esordisce un articolo di Haaretz del 4 dicembre (1). «E nel caso del governo Obama in particolare, ogni critica contro Israele fatta da un candidato a una qualsiasi nomina sarà contrastata con estrema energia».
L’esame del sangue pro-Israele per i nominati dal governo Obama ha già dato notevoli risultati, prosegue Haaretz, e ha già liquidato alcune personalità. Nel marzo scorso Obama cercò di nominare Chaz Freeman, un diplomatico d’alto livelllo (ambasciatore in Cina e in Arabia Saudita) alla direzione del National Intelligence Council: una vastissima campagna di tutti gli apparati di pressione ebraici, che accusarono Freeman di «sentimenti anti-israeliani» e( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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