|
Luigi Bellazzi
|
12 dicembre 2009
|
|
|
Prima di chiedersi se quella belva assassina di Spatuzza (con un «pedigree» di duecento omicidi e lo strangolamento di un bambino poi sciolto nell’acido) sia credibile o meno, occorre domandarsi se la magistratura sulle indagini di mafia, possa esserne ritenuta legittimata. Sbaglia clamorosamente chi, con una visione cinematografica della «mafia», accomuni questa organizzazione ad una semplice associazione criminale.
Ricordiamone le origini recenti: la mafia (debellata dal fascismo grazie anche alla «carta bianca» data da Mussolini al Prefetto Mori) rientra in Italia grazie agli USA che se ne servì per indebolire le retrovie del fronte durante lo sbarco in Sicilia. Gli Alleati, massacrati quei pochi che osarono resistere all’invasione dell’isola (Biscari, luglio ‘43 Patton: «Uccidete i prigionieri italiani») si servirono subito della mafia per mettere in piedi in «quattro e( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|